LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Inammissibilità del ricorso per cassazione: no ai motivi ripetitivi

L’Imputata è stata condannata nei primi due gradi di giudizio per il reato di lesioni personali e al risarcimento dei danni in favore della parte civile. Contro la sentenza d’appello, l’Imputata ha proposto ricorso lamentando una motivazione apparente sulla sua responsabilità penale. La Corte di Cassazione ha dichiarato l’inammissibilità del ricorso per cassazione poiché i motivi presentati erano generici, basati su ricostruzioni puramente fattuali e ripetitivi di quanto già esaminato e respinto nei precedenti gradi. Di conseguenza, la Suprema Corte ha condannato la ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di tremila euro in favore della Cassa delle Ammende.

Prenota un appuntamento

Per una consulenza legale o per valutare una possibile strategia difensiva prenota un appuntamento.

La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)
Pubblicato il 21 luglio 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Aggiungi LexCED alle tue fonti preferite su Google

Riferimento Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 14607 Anno 2022 (Cass. pen. sez. 7 n. 14607/2022)

Il caso delle lesioni personali e l’inammissibilità del ricorso per cassazione

La vicenda giudiziaria trae origine da una condanna per il reato di lesioni personali. Il Giudice di Pace aveva ritenuto colpevole L’Imputata per questo reato e il Tribunale ha confermato la decisione in secondo grado. Davanti a questa situazione, la difesa ha proposto un ricorso che ha condotto all’inammissibilità del ricorso per cassazione. I giudici di merito avevano imposto anche l’obbligo di risarcire i danni subiti dalla Persona Offesa, costituitasi parte civile (il soggetto danneggiato che chiede il risarcimento economico nel processo penale). L’Imputata ha cercato di ribaltare la decisione, ma ha commesso gravi errori procedurali.

La differenza tra il giudizio di merito e il giudizio di legittimità

Molti cittadini non comprendono appieno la differenza fondamentale tra i diversi gradi di giudizio previsti dall’ordinamento italiano. Il Giudice di Pace e il Tribunale si occupano del merito della causa. Questi organi analizzano i fatti storici, ascoltano i testimoni, esaminano i documenti e valutano le prove raccolte. Al contrario, la Corte di Cassazione svolge esclusivamente una funzione di legittimità. Questo significa che la Suprema Corte non può ricostruire nuovamente i fatti o valutare l’attendibilità delle prove. Il suo unico compito consiste nel verificare se i giudici dei gradi precedenti abbiano applicato e interpretato correttamente le norme di legge. Se un ricorso si limita a richiedere una nuova valutazione dei fatti, la Corte deve dichiarare l’inammissibilità del ricorso per cassazione. Questo principio fondamentale spiega l’esito del caso in esame.

L’errore di ripetere le stesse difese dell’appello

Nel caso specifico, L’Imputata ha presentato motivi di ricorso quasi identici a quelli già proposti e respinti in appello. La difesa ha sostenuto che la sentenza del Tribunale fosse viziata da una motivazione apparente (una spiegazione solo formale che non rivela il reale percorso logico del giudice). Tuttavia, questa contestazione si è rivelata del tutto infondata. La ricorrente non ha criticato in modo specifico i singoli punti della decisione del Tribunale. Si è limitata a riproporre le medesime tesi difensive di fatto già ampiamente esaminate e superate dai giudici di merito. Questo comportamento rende i motivi di ricorso generici e privi di specificità. La legge richiede invece una critica mirata, logica e puntuale contro la sentenza che si intende impugnare.

Le motivazioni della decisione sull’inammissibilità del ricorso per cassazione

I giudici della Suprema Corte hanno spiegato con precisione le ragioni del loro provvedimento. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché basato su censure di natura puramente fattuale. La difesa ha tentato di ottenere una nuova valutazione sulla responsabilità penale dell’imputata, un’operazione che non rientra nei poteri del giudice di legittimità. Inoltre, la pedissequa reiterazione (la ripetizione continua e identica) dei motivi d’appello dimostra la totale assenza di un vero confronto con la decisione del Tribunale. Quando il ricorrente non contesta direttamente le motivazioni del giudice di secondo grado, il ricorso perde la sua funzione tipica e deve essere rigettato senza un esame nel merito.

Le conclusioni sul caso e le sanzioni pecuniarie

La Corte di Cassazione ha respinto in modo definitivo il ricorso proposto dall’Imputata. Oltre alla conferma della condanna penale e al risarcimento del danno in favore della parte civile, la ricorrente ha subito pesanti conseguenze economiche. Ai sensi del codice di procedura penale, la dichiarazione di inammissibilità comporta la condanna al pagamento delle spese del procedimento giudiziario. Inoltre, la Suprema Corte ha condannato L’Imputata al pagamento di tremila euro in favore della Cassa delle Ammende (un fondo pubblico istituito presso il Ministero della Giustizia). Questa sanzione pecuniaria viene applicata ogni volta che l’inammissibilità del ricorso sia dovuta a colpa o errore grossolano del ricorrente, come avvenuto in questa vicenda.

Cosa succede se si ripropongono in Cassazione gli stessi motivi dell’appello?
Il ricorso viene dichiarato inammissibile perché la Cassazione valuta solo la legittimità della decisione e non riesamina i fatti già decisi.

Quali sono le conseguenze finanziarie di un ricorso dichiarato inammissibile?
Il ricorrente deve pagare le spese del procedimento e una sanzione pecuniaria, solitamente tra mille e tremila euro, a favore della Cassa delle Ammende.

Che cosa si intende per motivazione apparente in un ricorso?
Si tratta di una contestazione con cui si accusa il giudice di aver scritto una sentenza priva di un reale percorso logico, usando solo frasi di circostanza.

Termini giuridici

Inammissibilità
La condizione che impedisce al giudice di esaminare il merito di un ricorso a causa di difetti formali o della mancanza di requisiti previsti dalla legge.
Lesioni personali
Il reato commesso da chi arreca intenzionalmente a un'altra persona una lesione che produce una malattia fisica o mentale.
Cassa delle ammende
Un fondo pubblico gestito dal Ministero della Giustizia che raccoglie le sanzioni pecuniarie per destinarle a progetti di reinserimento sociale.
Motivazione apparente
Una spiegazione del giudice che, pur essendo presente per iscritto, non rivela il reale percorso logico seguito per giungere alla decisione.
Parte civile
Il soggetto danneggiato dal reato che partecipa al processo penale per chiedere il risarcimento dei danni subiti.

Provvedimenti correlati

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

Desideri approfondire l'argomento ed avere una consulenza legale?

Prenota un appuntamento. La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza / conference call e si svolge in tre fasi.

Prima dell'appuntamento: analisi del caso prospettato. Si tratta della fase più delicata, perché dalla esatta comprensione del caso sottoposto dipendono il corretto inquadramento giuridico dello stesso, la ricerca del materiale e la soluzione finale.

Durante l’appuntamento: disponibilità all’ascolto e capacità a tenere distinti i dati essenziali del caso dalle componenti psicologiche ed emozionali.

Al termine dell’appuntamento: ti verranno forniti gli elementi di valutazione necessari e i suggerimenti opportuni al fine di porre in essere azioni consapevoli a seguito di un apprezzamento riflessivo di rischi e vantaggi. Il contenuto della prestazione di consulenza stragiudiziale comprende, difatti, il preciso dovere di informare compiutamente il cliente di ogni rischio di causa. A detto obbligo di informazione, si accompagnano specifici doveri di dissuasione e di sollecitazione.

Il costo della consulenza legale è di € 150,00.
02.37901052
8:00 – 20:00 (Lun - Sab)