LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Pagamento COSAP viadotti autostradali: paga il privato

Una società concessionaria autostradale ha impugnato gli avvisi di liquidazione emessi dal concessionario della riscossione di un Comune per il Pagamento COSAP viadotti autostradali relativo agli anni dal 2004 al 2008. La società sosteneva di avere diritto all’esenzione in quanto l’infrastruttura apparteneva al demanio statale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che il canone è dovuto dal soggetto che occupa concretamente lo spazio pubblico e ne trae un beneficio economico diretto tramite la riscossione dei pedaggi. L’esenzione prevista per lo Stato non si applica al concessionario privato che gestisce l’opera in piena autonomia organizzativa e imprenditoriale.

Prenota un appuntamento

Per una consulenza legale o per valutare una possibile strategia difensiva prenota un appuntamento.

La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)
Pubblicato il 19 luglio 2026 in Giurisprudenza Tributaria

Aggiungi LexCED alle tue fonti preferite su Google

Riferimento Ordinanza di Cassazione Civile Sez. 1 Num. 22183 Anno 2023 (Cass. civ. sez. 1 n. 22183/2023)

Il caso del Pagamento COSAP viadotti autostradali

La gestione delle grandi infrastrutture pubbliche comporta spesso complessi risvolti fiscali e tributari a livello locale. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha chiarito i confini del Pagamento COSAP viadotti autostradali, ponendo fine a una lunga disputa tra un Comune e una società concessionaria autostradale. La vicenda nasce dalla richiesta di pagamento del canone per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche (COSAP) avanzata dal concessionario della riscossione comunale. La richiesta riguardava l’occupazione dello spazio aereo sovrastante il territorio comunale tramite la realizzazione di viadotti e cavalcavia autostradali. La società concessionaria si è opposta alla richiesta di pagamento, ritenendo di non dover versare alcuna somma per l’utilizzo di quelle aree.

I soggetti obbligati al versamento del canone

Il canone per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche trova il suo presupposto nella limitazione dell’uso pubblico di una determinata porzione di territorio. Questo principio si applica non solo al suolo stradale, ma anche allo spazio sovrastante o sottostante. Nel caso in esame, i viadotti autostradali occupano lo spazio aereo sopra le strade comunali, sottraendo di fatto quell’area all’uso generale della collettività. La legge stabilisce che il soggetto tenuto al pagamento sia colui che effettivamente occupa l’area e ne trae un vantaggio. La società concessionaria sosteneva invece che il vero occupante fosse lo Stato, proprietario ultimo dell’infrastruttura viaria. Secondo questa tesi, la società agiva come semplice esecutrice di un’opera pubblica statale.

Il nodo dell’esenzione per le opere dello Stato

La normativa nazionale prevede una specifica esenzione dal pagamento del canone per le occupazioni effettuate direttamente dallo Stato o da altri enti pubblici per finalità istituzionali. La concessionaria autostradale ha cercato di sfruttare questa agevolazione per evitare il Pagamento COSAP viadotti autostradali. La tesi difensiva si basava sul fatto che l’autostrada appartiene al demanio pubblico e che, al termine del periodo di concessione, la gestione dell’intera opera tornerà nelle mani dello Stato. Tuttavia, questa interpretazione confonde la proprietà formale del bene con la sua gestione economica effettiva. Il rapporto di concessione trasferisce infatti poteri e responsabilità ben precisi in capo al soggetto privato.

Le motivazioni: la Cassazione sul Pagamento COSAP viadotti autostradali

I giudici della Suprema Corte hanno respinto la tesi della società concessionaria con argomentazioni lineari e rigorose. La Corte ha chiarito che il concessionario autostradale non agisce come un mero sostituto o dipendente dello Stato. Al contrario, la società privata opera in regime di piena autonomia organizzativa, imprenditoriale e finanziaria. Il concessionario progetta, realizza e gestisce l’opera pubblica a proprio rischio e pericolo. Il corrispettivo per questa attività è costituito proprio dal diritto di sfruttare economicamente l’infrastruttura, principalmente attraverso la riscossione dei pedaggi pagati dagli automobilisti. Di conseguenza, il beneficio economico derivante dall’occupazione dello spazio pubblico affluisce direttamente nelle casse della società privata e non in quelle dello Stato. Per questo motivo, l’esenzione prevista per le amministrazioni statali non può trovare applicazione in favore di un soggetto privato che persegue finalità commerciali.

Le conclusioni: il dovere di versare il canone

La decisione della Corte di Cassazione conferma una linea interpretativa ormai consolidata in materia di fiscalità locale e concessioni pubbliche. Il ricorso della società autostradale è stato rigettato con la conseguente condanna al pagamento delle spese processuali. Il principio di diritto espresso è chiaro ed evidente. Chiunque utilizzi spazi pubblici per trarne un profitto economico diretto è tenuto al pagamento del relativo canone di occupazione. La proprietà pubblica del bene o la futura restituzione allo Stato non cancellano l’obbligo tributario durante il periodo di gestione privata. Questa pronuncia offre un importante punto di riferimento per i Comuni che intendono recuperare le somme dovute per l’occupazione del proprio territorio da parte di grandi operatori infrastrutturali.

Chi deve pagare il canone COSAP per i viadotti autostradali?
Il canone deve essere pagato dalla società concessionaria privata che gestisce l’autostrada e incassa i pedaggi dagli utenti.

Il concessionario autostradale può usufruire dell’esenzione prevista per lo Stato?
No, l’esenzione non si applica perché il concessionario privato agisce con piena autonomia imprenditoriale e persegue un proprio profitto economico.

L’occupazione dello spazio aereo sovrastante una strada comunale è soggetta a tassazione?
Sì, l’occupazione di spazi soprastanti il suolo pubblico è tassabile se comporta una limitazione dell’uso pubblico della superficie.

Termini giuridici

COSAP
Canone per l'occupazione di spazi ed aree pubbliche, ovvero la somma dovuta al Comune per l'utilizzo di suolo pubblico.
Concessionario
Soggetto privato a cui la pubblica amministrazione affida la gestione e lo sfruttamento economico di un servizio pubblico o di un'opera.
Presupposto impositivo
La situazione di fatto prevista dalla legge che fa sorgere l'obbligo di pagare un tributo o un canone.
Soggetto passivo
La persona fisica o giuridica tenuta per legge al pagamento del tributo o del canone.
Esenzione
Agevolazione prevista dalla legge che esonera un determinato soggetto dal pagamento di una tassa o di un canone altrimenti dovuto.

Provvedimenti correlati

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

Desideri approfondire l'argomento ed avere una consulenza legale?

Prenota un appuntamento. La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza / conference call e si svolge in tre fasi.

Prima dell'appuntamento: analisi del caso prospettato. Si tratta della fase più delicata, perché dalla esatta comprensione del caso sottoposto dipendono il corretto inquadramento giuridico dello stesso, la ricerca del materiale e la soluzione finale.

Durante l’appuntamento: disponibilità all’ascolto e capacità a tenere distinti i dati essenziali del caso dalle componenti psicologiche ed emozionali.

Al termine dell’appuntamento: ti verranno forniti gli elementi di valutazione necessari e i suggerimenti opportuni al fine di porre in essere azioni consapevoli a seguito di un apprezzamento riflessivo di rischi e vantaggi. Il contenuto della prestazione di consulenza stragiudiziale comprende, difatti, il preciso dovere di informare compiutamente il cliente di ogni rischio di causa. A detto obbligo di informazione, si accompagnano specifici doveri di dissuasione e di sollecitazione.

Il costo della consulenza legale è di € 150,00.
02.37901052
8:00 – 20:00 (Lun - Sab)