LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Tentata estorsione: ricorso inutile sulla pena costa 3000 euro

Il caso riguarda un uomo condannato per il reato di tentata estorsione in concorso. La Corte di Appello aveva ridotto la sanzione escludendo la recidiva. Il condannato ha proposto ricorso in Cassazione contestando esclusivamente la quantificazione della pena (la cosiddetta dosimetria). La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile poiché privo di specificità. I giudici hanno chiarito che la determinazione della pena spetta al giudice di merito e non può essere ridiscussa in sede di legittimità se adeguatamente motivata e priva di illogicità. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato anche al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.

Prenota un appuntamento

Per una consulenza legale o per valutare una possibile strategia difensiva prenota un appuntamento.

La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)
Pubblicato il 18 luglio 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Aggiungi LexCED alle tue fonti preferite su Google

Riferimento Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 35007 Anno 2023 (Cass. pen. sez. 7 n. 35007/2023)

Il caso della tentata estorsione e la contestazione della pena

La vicenda giudiziaria trae origine da una condanna pronunciata nei confronti di un soggetto ritenuto responsabile del reato di tentata estorsione commesso in concorso con altri soggetti. In primo grado, il Tribunale competente aveva inflitto una determinata sanzione detentiva al colpevole. Successivamente, la Corte di Appello ha parzialmente riformato la decisione iniziale. I giudici di secondo grado hanno escluso la recidiva (la circostanza che aggrava la pena per chi commette un nuovo reato dopo una condanna precedente) e, per l’effetto, hanno rideterminato al ribasso la sanzione complessiva. Nonostante questa parziale riforma favorevole, il condannato ha deciso di proporre ricorso davanti alla Corte di Cassazione. L’uomo ha contestato unicamente il trattamento sanzionatorio applicato dai giudici di secondo grado, ritenendo la pena eccessiva e non adeguatamente giustificata nella sentenza d’appello.

Quando la pena per tentata estorsione non può essere ridiscussa

La determinazione della sanzione penale rientra nei poteri discrezionali del giudice di merito. Questo significa che il magistrato che valuta direttamente i fatti e le prove ha la piena libertà di stabilire l’entità della condanna, muovendosi entro i limiti edittali previsti dalla legge. Il soggetto condannato per tentata estorsione ha cercato di ottenere una nuova valutazione sulla congruità della pena direttamente dalla Suprema Corte. Tuttavia, la Corte di Cassazione non rappresenta un terzo grado di giudizio in cui si possono ridiscutere i fatti o richiedere semplicemente uno sconto di pena. Il controllo di legittimità si limita esclusivamente a verificare che la motivazione della sentenza precedente sia logica, coerente e priva di vizi giuridici. Se la decisione del giudice di appello risulta supportata da argomentazioni valide e sufficienti, la Cassazione non ha il potere di intervenire per modificare la sanzione stabilita.

Le motivazioni della Cassazione sulla quantificazione della pena

I giudici di legittimità hanno ritenuto il ricorso proposto dal condannato del tutto generico e privo di specificità. La Suprema Corte ha chiarito che la sentenza della Corte d’Appello conteneva una motivazione assolutamente sufficiente e logica riguardo alla dosimetria (il calcolo preciso e la misurazione) della sanzione irrogata. La determinazione della pena non è stata affatto il frutto di una scelta arbitraria o di un ragionamento illogico da parte dei giudici di secondo grado. Di conseguenza, la contestazione sollevata dal ricorrente si è rivelata manifestamente infondata alla luce della consolidata giurisprudenza di legittimità. La Cassazione ha ribadito con fermezza che non è consentito richiedere una nuova valutazione di merito sulla misura della pena quando la decisione precedente si presenta già sorretta da una motivazione congrua, lineare e pienamente rispettosa dei criteri legali.

Le conclusioni della Suprema Corte sulla vicenda

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dal soggetto condannato per il reato di tentata estorsione. Questa decisione comporta conseguenze pratiche ed economiche immediate e particolarmente severe per il ricorrente. Oltre a confermare in via definitiva la condanna stabilita dalla Corte di Appello, la Suprema Corte ha condannato l’uomo al pagamento di tutte le spese del procedimento giudiziario. Inoltre, i giudici di legittimità hanno ravvisato una evidente condotta colpevole nella presentazione di un ricorso palesemente infondato e pretestuoso. Per questo motivo, il ricorrente dovrà versare la somma di tremila euro in favore della Cassa delle ammende (l’organo del Ministero della Giustizia che raccoglie le sanzioni pecuniarie derivanti da provvedimenti penali). La sentenza si chiude così con la piena conferma della sanzione precedentemente calcolata e con un pesante aggravio economico per il condannato.

Cosa rischia chi presenta un ricorso inammissibile in Cassazione?
Il ricorrente rischia la condanna al pagamento delle spese del processo e al versamento di una sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende.

La Corte di Cassazione può ricalcolare la pena stabilita nei gradi precedenti?
No, la Cassazione non può ricalcolare la pena se il giudice di merito ha motivato la sua decisione in modo logico, coerente e senza arbitrio.

Che cos’è la dosimetria della pena nel processo penale?
La dosimetria della pena è il processo di calcolo e misurazione con cui il giudice stabilisce la sanzione esatta da applicare al condannato.

Termini giuridici

Tentata estorsione
Il reato commesso da chi compie atti idonei diretti in modo non equivoco a costringere altri, con violenza o minaccia, a fare o ad omettere qualcosa per procurare a sé o ad altri un ingiusto profitto, senza tuttavia riuscire a realizzare l'intento.
Recidiva
La condizione di chi, dopo essere stato condannato per un reato, ne commette un altro, determinando un possibile aumento della pena.
Dosimetria della pena
La valutazione e il calcolo compiuti dal giudice per determinare la misura esatta della sanzione da applicare al condannato.
Inammissibilità
La condizione di un atto o di un ricorso che non può essere esaminato nel merito dal giudice a causa della mancanza dei requisiti di legge.
Cassa delle ammende
Un ente pubblico istituito presso il Ministero della Giustizia che raccoglie le sanzioni pecuniarie e finanzia progetti di assistenza e reinserimento.

Provvedimenti correlati

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

Desideri approfondire l'argomento ed avere una consulenza legale?

Prenota un appuntamento. La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza / conference call e si svolge in tre fasi.

Prima dell'appuntamento: analisi del caso prospettato. Si tratta della fase più delicata, perché dalla esatta comprensione del caso sottoposto dipendono il corretto inquadramento giuridico dello stesso, la ricerca del materiale e la soluzione finale.

Durante l’appuntamento: disponibilità all’ascolto e capacità a tenere distinti i dati essenziali del caso dalle componenti psicologiche ed emozionali.

Al termine dell’appuntamento: ti verranno forniti gli elementi di valutazione necessari e i suggerimenti opportuni al fine di porre in essere azioni consapevoli a seguito di un apprezzamento riflessivo di rischi e vantaggi. Il contenuto della prestazione di consulenza stragiudiziale comprende, difatti, il preciso dovere di informare compiutamente il cliente di ogni rischio di causa. A detto obbligo di informazione, si accompagnano specifici doveri di dissuasione e di sollecitazione.

Il costo della consulenza legale è di € 150,00.
02.37901052
8:00 – 20:00 (Lun - Sab)