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Possesso ingiustificato di grimaldelli: condanna per chi fugge

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un cittadino condannato per il reato di possesso ingiustificato di grimaldelli (art. 707 c.p.). L’uomo era stato sorpreso dalle forze dell’ordine con strumenti da scasso e aveva tentato la fuga. Nei motivi di ricorso, la difesa si è limitata a riproporre le medesime contestazioni già respinte nei precedenti gradi di giudizio, senza contestare in modo specifico le motivazioni della Corte d’Appello. I giudici di legittimità hanno ribadito che la genericità dei motivi e la mancata correlazione con la sentenza impugnata determinano l’inammissibilità del ricorso. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di tremila euro alla Cassa delle ammende.

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Pubblicato il 17 luglio 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

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Riferimento Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 10894 Anno 2022 (Cass. pen. sez. 7 n. 10894/2022)

Il reato di possesso ingiustificato di grimaldelli e la fuga dal controllo

La Corte di Cassazione ha recentemente affrontato il caso di un cittadino sorpreso in possesso di strumenti da scasso. Questo comportamento integra pienamente il reato di possesso ingiustificato di grimaldelli previsto dall’articolo 707 del codice penale. La norma punisce chi, avendo già subito condanne per reati contro il patrimonio o per motivi di prevenzione, viene trovato in possesso di chiavi alterate o strumenti idonei a forzare serrature senza poterne giustificare l’uso attuale. Nel caso specifico, le forze dell’ordine avevano fermato l’uomo per un normale controllo di routine lungo la pubblica via. Alla vista degli agenti di polizia, il soggetto aveva tentato una fuga immediata per evitare l’ispezione. La perquisizione successiva ha rivelato la presenza di attrezzi da scasso non giustificati, confermando i sospetti degli operanti.

Il ricorso in Cassazione e il vizio di aspecificità

L’imputato ha proposto ricorso davanti alla Suprema Corte per contestare la condanna inflitta nei precedenti gradi di giudizio dal Tribunale e dalla Corte d’Appello. La difesa ha lamentato una generica violazione di legge e un vizio di motivazione (un errore logico o giuridico nella spiegazione della decisione) riguardo alla responsabilità penale dell’assistito. Tuttavia, i giudici di legittimità hanno rilevato un grave difetto formale nell’impugnazione presentata. Il ricorso non conteneva contestazioni mirate contro la specifica sentenza della Corte d’Appello di Napoli. Al contrario, la difesa si era limitata a riprodurre gli stessi identici argomenti già ampiamente esaminati e respinti dai giudici di secondo grado, senza apportare elementi di novità o critiche puntuali. Questo comportamento processuale determina l’aspecificità (la mancanza di precisione e pertinenza) dei motivi di ricorso, rendendo l’atto inammissibile.

L’obbligo di contestazione puntuale delle decisioni precedenti

La legge impone al ricorrente di confutare in modo preciso le argomentazioni del giudice d’appello. Non è sufficiente manifestare un generico disaccordo con la decisione di condanna o sperare in una rivalutazione complessiva dei fatti. Il ricorso per cassazione non rappresenta un terzo grado di giudizio in cui ridiscutere il merito della vicenda. Esso serve esclusivamente a verificare la corretta applicazione delle norme giuridiche e la tenuta logica della motivazione. Quando un ricorso ignora le spiegazioni fornite nella sentenza impugnata e ripete passivamente le tesi difensive precedenti, i giudici non possono entrare nel merito della questione. La mancanza di correlazione tra i motivi di ricorso e la decisione impugnata impedisce qualsiasi esame approfondito.

Le motivazioni della sentenza sul possesso ingiustificato di grimaldelli

La Suprema Corte ha fondato la propria decisione sulla manifesta inammissibilità del ricorso presentato dal difensore dell’imputato. I giudici hanno chiarito che il tentativo di fuga dell’imputato al momento del controllo e le concrete modalità di possesso degli attrezzi dimostrano la piena responsabilità penale del soggetto. La Corte d’Appello aveva già fornito una motivazione logica, coerente e priva di vizi su questi elementi di fatto. Il ricorrente non ha proposto alcuna critica specifica contro tale ricostruzione, limitandosi a contestazioni astratte. La Cassazione ha richiamato la propria giurisprudenza consolidata in materia. Secondo tale orientamento, l’aspecificità dei motivi conduce inevitabilmente all’inammissibilità del ricorso ai sensi dell’articolo 591 del codice di procedura penale, precludendo ogni ulteriore valutazione.

Le conclusioni sul caso del possesso ingiustificato di grimaldelli

La decisione della Corte di Cassazione ha confermato in via definitiva la condanna dell’imputato per i reati contestati. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile con conseguenze economiche severe per il ricorrente. La legge prevede infatti che l’inammissibilità dovuta a colpa del ricorrente comporti sanzioni pecuniarie per scoraggiare ricorsi pretestuosi. Oltre al pagamento delle spese del procedimento, i giudici hanno condannato l’uomo al versamento di tremila euro in favore della Cassa delle ammende. Questa pronuncia evidenzia l’importanza di formulare ricorsi estremamente precisi e mirati, evitando la semplice riproposizione di tesi difensive già ampiamente superate nei precedenti gradi di giudizio.

Cosa rischia chi viene trovato in possesso di attrezzi da scasso senza giustificazione?
Chi ha già subito condanne per reati contro il patrimonio rischia una condanna penale per il possesso ingiustificato di strumenti atti a forzare serrature.

Perché la Corte di Cassazione può dichiarare inammissibile un ricorso?
Il ricorso viene dichiarato inammissibile se si limita a ripetere le tesi difensive già respinte nei precedenti gradi di giudizio senza contestare specificamente i motivi della sentenza impugnata.

Quali sono le conseguenze economiche di un ricorso inammissibile?
Il ricorrente deve pagare le spese del processo e una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende, che può arrivare a diverse migliaia di euro.

Termini giuridici

Art. 707 c.p.
Norma penale che punisce chi, già condannato per reati contro il patrimonio, viene sorpreso in possesso di chiavi alterate o strumenti atti ad aprire o sforzare serrature senza giustificato motivo.
Inammissibilità
Condizione che impedisce al giudice di esaminare il merito di un ricorso a causa del mancato rispetto di requisiti formali o di legge.
Aspecificità dei motivi
Mancanza di precisione e di collegamento diretto tra le critiche mosse dal ricorrente e le motivazioni della sentenza impugnata.
Cassa delle ammende
Fondo istituito presso il Ministero della Giustizia dove confluiscono le sanzioni pecuniarie e le somme versate da chi propone ricorsi infondati.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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