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Inammissibilità del ricorso per cassazione: condanna definitiva

L’Imputato è stato condannato per plurimi reati di spaccio di sostanze stupefacenti di lieve entità commessi in concorso. La Corte di Appello ha ridotto la pena riconoscendo le attenuanti generiche equivalenti alla recidiva. L’Imputato ha proposto ricorso dinanzi alla Corte di Cassazione lamentando violazioni di legge e vizi di motivazione. La Suprema Corte ha dichiarato l’inammissibilità del ricorso per cassazione poiché i motivi proposti erano generici e ripetitivi di questioni di fatto già ampiamente esaminate e respinte dai giudici di merito. Di conseguenza, l’Imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende.

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Pubblicato il 15 luglio 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

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Riferimento Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 36112 Anno 2023 (Cass. pen. sez. 7 n. 36112/2023)

Il caso: lo spaccio di lieve entità e la condanna

La vicenda trae origine da una serie di contestazioni mosse nei confronti di un soggetto, definito come l’Imputato, accusato di aver commesso plurimi reati legati allo spaccio di sostanze stupefacenti in concorso con altre persone. I fatti si sono svolti nel territorio di Palermo durante l’anno 2019. Inizialmente, il Tribunale locale aveva pronunciato una severa sentenza di condanna. Successivamente, la Corte di Appello ha parzialmente riformato questa decisione. I giudici di secondo grado hanno riconosciuto le circostanze attenuanti generiche equivalenti alla recidiva. Di conseguenza, la Corte di Appello ha ridotto la pena complessiva, pur confermando la colpevolezza dell’Imputato per i reati di spaccio di lieve entità ed escludendo l’aggravante mafiosa.

I motivi del ricorso presentati dalla difesa

L’Imputato ha deciso di impugnare la sentenza della Corte di Appello proponendo ricorso davanti alla Corte di Cassazione. La difesa ha lamentato una presunta violazione di legge e un vizio di motivazione da parte dei giudici di secondo grado. In particolare, le contestazioni riguardavano la qualificazione giuridica di uno dei reati contestati e l’applicazione della recidiva qualificata. Secondo la tesi difensiva, i giudici di merito non avevano valutato correttamente gli elementi di prova presenti nel fascicolo e avevano applicato la legge penale in modo errato, determinando un trattamento sanzionatorio eccessivamente severo per l’assistito. La difesa ha quindi cercato di ottenere un annullamento della sentenza per ridiscutere la gravità dei fatti contestati.

L’inammissibilità del ricorso per cassazione per motivi generici

La Suprema Corte ha analizzato i motivi di ricorso presentati dalla difesa, rilevando immediatamente un difetto fondamentale che ne ha impedito l’esame nel merito. I giudici di legittimità hanno riscontrato che le censure sollevate dall’Imputato non rispettavano i requisiti minimi previsti dalla legge per l’accesso al terzo grado di giudizio. La giurisprudenza stabilisce che il ricorso per cassazione non può essere una semplice ripetizione delle argomentazioni già presentate e respinte nei precedenti gradi di giudizio. Quando i motivi di ricorso si limitano a riprodurre le stesse critiche senza contestare direttamente le risposte fornite dalla Corte di Appello, si verifica l’inammissibilità del ricorso per cassazione. Questo principio serve a evitare che la Cassazione venga utilizzata come un terzo grado di merito.

Le motivazioni della Suprema Corte sull’inammissibilità del ricorso per cassazione

I giudici della settima sezione penale hanno chiarito le ragioni specifiche che hanno condotto alla decisione di rigetto. I motivi proposti dalla difesa sono stati ritenuti interamente versati in fatto. Questo significa che l’Imputato ha richiesto alla Corte di Cassazione una nuova valutazione delle prove e dei fatti storici, attività che è preclusa al giudice di legittimità, il quale deve limitarsi a verificare la corretta applicazione della legge. Inoltre, la Corte ha evidenziato la genericità delle doglianze. I giudici di merito avevano già esaminato e disatteso le tesi difensive con argomenti giuridici corretti, coerenti e privi di fratture logiche. Di fronte a una motivazione logica e priva di vizi della Corte di Appello, la semplice ripetizione delle stesse obiezioni rende il ricorso privo di reale contenuto critico e quindi inammissibile.

Le conclusioni e le conseguenze pratiche per il ricorrente

La Corte di Cassazione ha concluso il giudizio dichiarando l’inammissibilità del ricorso. Questa decisione comporta l’immediato passaggio in giudicato della sentenza di condanna emessa dalla Corte di Appello. L’Imputato non solo vede confermata in via definitiva la propria responsabilità penale e la pena stabilita, ma subisce anche pesanti conseguenze economiche. La legge prevede infatti che, in caso di ricorso inammissibile, il ricorrente sia condannato al pagamento delle spese del procedimento e al versamento di una sanzione pecuniaria pari a tremila euro in favore della Cassa delle ammende. Questa sanzione ha una funzione deterrente per evitare la proposizione di ricorsi manifestamente infondati o pretestuosi che intasano inutilmente la macchina della giustizia.

Cosa succede se si presenta un ricorso per cassazione con motivi generici?
Il ricorso viene dichiarato inammissibile e la sentenza di condanna precedente diventa definitiva, con l’obbligo di pagare le spese e una sanzione pecuniaria.

Si possono ridiscutere i fatti e le prove davanti alla Corte di Cassazione?
No, la Corte di Cassazione valuta solo la corretta applicazione della legge e la logicità della motivazione, senza poter riesaminare i fatti storici.

Quali sono le conseguenze economiche di un ricorso dichiarato inammissibile?
Il ricorrente deve pagare le spese del processo e una somma di denaro, solitamente tra i mille e i tremila euro, a favore della Cassa delle ammende.

Termini giuridici

Recidiva
La condizione giuridica di chi, dopo essere stato condannato per un reato, ne commette un altro nei tempi e con le modalità previste dalla legge.
Inammissibilità
La sanzione processuale che impedisce al giudice di esaminare il merito di una domanda o di un ricorso a causa della mancanza dei requisiti di legge.
Attenuanti generiche
Circostanze non espressamente elencate dalla legge che il giudice può considerare per diminuire la pena in base alla gravità del fatto o alla personalità del reo.
Cassa delle ammende
Un ente pubblico istituito presso il Ministero della Giustizia che raccoglie le sanzioni pecuniarie e le cauzioni incamerate dallo Stato.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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