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Truffa aggravata: badge falsi e condanna per il dipendente

Un dipendente pubblico è stato condannato per truffa aggravata, accesso abusivo a sistema informatico e alterazione delle presenze. Il Lavoratore modificava gli orari di ingresso e uscita tramite script informatici installati sui propri computer, facendo risultare ore di lavoro mai prestate per ottenere uno stipendio più alto. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del dipendente, confermando la condanna penale. I giudici hanno chiarito che l’accesso al sistema informatico dell’ente con le proprie credenziali, ma per scopi illeciti ed estranei al servizio, configura il reato di accesso abusivo. Inoltre, la violazione dell’orario di lavoro arreca un danno immediato all’amministrazione, integrando pienamente il reato di truffa aggravata.

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Pubblicato il 15 luglio 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Riferimento Sentenza di Cassazione Penale Sez. 2 Num. 28547 Anno 2023 (Cass. pen. sez. 2 n. 28547/2023)

Il caso del dipendente pubblico e la truffa aggravata

Il rapporto di lavoro con la Pubblica Amministrazione impone doveri di lealtà e correttezza. Quando un dipendente pubblico altera i sistemi informatici per far risultare ore di presenza mai prestate, commette il reato di truffa aggravata. Questo è quanto stabilito dalla Corte di Cassazione in una recente pronuncia che ha confermato la condanna di un lavoratore. L’uomo aveva escogitato un sistema tecnologico per aggirare i controlli sulle presenze in ufficio, intascando indebitamente quote di retribuzione non dovute.

La manipolazione dei sistemi di rilevamento delle presenze

Il Lavoratore utilizzava particolari programmi informatici installati sul computer dell’ufficio e su quello di casa. Questi programmi generavano stringhe di dati identiche a quelle prodotte dall’orologio marcatempo aziendale. Attraverso questo meccanismo, il dipendente inseriva timbrature virtuali di uscita che non corrispondevano alla realtà. Le indagini della polizia giudiziaria hanno dimostrato che, in diverse occasioni, il dipendente si era allontanato dal posto di lavoro senza passare il badge, ma il sistema registrava comunque la sua presenza regolare grazie alle manipolazioni informatiche successive.

L’accesso abusivo al sistema informatico con credenziali proprie

La difesa del dipendente ha sostenuto che l’accesso al sistema informatico non potesse considerarsi abusivo, poiché egli possedeva le credenziali di accesso regolari. La Suprema Corte ha smentito questa tesi. Anche se un soggetto è formalmente abilitato a entrare in un sistema telematico protetto, commette reato se vi accede o vi si mantiene per scopi del tutto estranei alle sue mansioni d’ufficio. L’utilizzo delle credenziali per compiere un’attività illecita, come l’alterazione dei propri orari di servizio, costituisce uno sviamento di potere che integra il reato di accesso abusivo a sistema informatico.

Le motivazioni della sentenza sulla truffa aggravata

I giudici di legittimità hanno respinto tutti i motivi di ricorso presentati dalla difesa. Nelle motivazioni, la Corte ha chiarito che l’esatta quantificazione del danno economico non è fondamentale per la sussistenza del reato. La semplice violazione dell’obbligo di prestare servizio secondo l’orario stabilito arreca di per sé un danno patrimoniale immediato e giuridicamente apprezzabile all’amministrazione pubblica. Inoltre, la Corte ha stabilito che l’eventuale mancato rispetto dei protocolli scientifici per l’estrazione delle prove informatiche dai computer sequestrati non rende le prove inutilizzabili. Spetta al giudice di merito valutare l’attendibilità dei dati raccolti, e in questo caso la tracciabilità degli accessi riconducibili all’indirizzo IP del dipendente era pacifica e insindacabile.

Le conclusioni sul caso di truffa aggravata

La decisione della Cassazione mette un punto fermo sulla responsabilità penale dei dipendenti pubblici infedeli. Il ricorso del lavoratore è stato dichiarato inammissibile, con la conseguente condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle Ammende. Chi altera i sistemi di rilevamento delle presenze risponde non solo di illecito disciplinare, ma anche di gravi reati penali. La tutela del patrimonio pubblico e il corretto funzionamento degli uffici statali richiedono la massima trasparenza, punendo severamente condotte fraudolente basate sull’uso distorto delle tecnologie aziendali.

Cosa rischia il dipendente pubblico che altera il badge?
Il dipendente rischia una condanna penale per truffa aggravata ai danni dello Stato, oltre al licenziamento per giusta causa e all’obbligo di risarcire il danno economico causato all’amministrazione.

L’uso di credenziali proprie per scopi illeciti è reato?
Sì, accedere a un sistema informatico protetto con le proprie credenziali ma per finalità estranee ai doveri d’ufficio configura il reato di accesso abusivo a sistema informatico.

La mancata copia forense rende nulle le prove informatiche?
No, l’assenza di una copia forense conforme non comporta l’inutilizzabilità dei dati estratti, ma richiede una valutazione concreta del giudice sulla loro attendibilità e corrispondenza agli originali.

Termini giuridici

Accesso abusivo a sistema informatico
Introdursi o mantenersi in un sistema informatico protetto da misure di sicurezza senza autorizzazione o per scopi diversi da quelli consentiti.
Truffa aggravata
Truffa commessa a danno dello Stato o di un altro ente pubblico, che comporta un aumento della pena ordinaria.
Copia forense
Copia esatta e certificata di un supporto digitale che garantisce l'integrità dei dati originali per l'utilizzo in tribunale.
Doppia conforme
Situazione in cui i giudici di primo e secondo grado emettono la stessa decisione, limitando i motivi di ricorso in Cassazione.
Inammissibilità
Provvedimento con cui il giudice rifiuta di esaminare un ricorso perché privo dei requisiti legali necessari.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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