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Accesso abusivo ad un sistema informatico: confermata la condanna

Una studentessa universitaria, collaboratrice part-time dell’ateneo, ha utilizzato le proprie credenziali e quelle sottratte a una funzionaria per modificare la propria carriera universitaria. Ha inserito esami mai sostenuti e aumentato i voti di altri, falsificando anche la firma di un professore. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso della studentessa, confermando la condanna penale per i reati di falso materiale e accesso abusivo ad un sistema informatico. I giudici hanno ritenuto inverosimile l’ipotesi di errori casuali commessi dalla segreteria, poich tutte le anomalie erano esclusivamente a vantaggio della studentessa e realizzate con modalit informatiche a lei ben note.

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Pubblicato il 13 luglio 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Riferimento Sentenza di Cassazione Penale Sez. 5 Num. 8201 Anno 2022 (Cass. pen. sez. 5 n. 8201/2022)

Esami truccati all’universit e accesso abusivo ad un sistema informatico

Una studentessa universitaria ha subito una condanna penale definitiva per aver truccato il proprio libretto universitario. La ragazza svolgeva una collaborazione part-time negli uffici amministrativi dell’ateneo. Questa posizione le consentiva di conoscere i meccanismi interni di gestione delle carriere degli studenti. La Corte di Cassazione ha confermato la responsabilit penale della giovane per il reato di accesso abusivo ad un sistema informatico e per la falsificazione di atti pubblici. La vicenda dimostra come l’uso illecito delle tecnologie possa trasformarsi in un grave reato penale.

Il trucco informatico e le firme false sui verbali

La studentessa possedeva una password personale per inserire i dati relativi agli esami svolti all’estero. Tuttavia, la ragazza ha utilizzato anche le credenziali di accesso di una funzionaria amministrativa con cui lavorava a stretto contatto. Attraverso questo sistema, la giovane ha inserito nella propria carriera esami mai sostenuti, come Geotecnica e Fondazioni. Inoltre, ha modificato in meglio i voti di altre materie gi superate. Per rendere credibili le modifiche, la studentessa ha persino falsificato la firma di un professore su un verbale d’esame cartaceo. Una perizia grafologica (l’analisi tecnica della scrittura manuale) ha successivamente confermato la falsit della firma, riconducendola direttamente alla mano della ragazza. Il sistema di controllo dell’universit ha scoperto l’inganno dopo la segnalazione di un docente che non ricordava di aver mai esaminato la studentessa. La ragazza ha lavorato per circa quattrocento ore nell’arco di un anno e mezzo presso la segreteria. Questo lungo periodo le ha permesso di apprendere il funzionamento del software universitario. La studentessa operava anche oltre il normale orario di lavoro, eludendo i controlli ordinari. La mancanza dei verbali cartacei per gli esami inseriti ha insospettito i funzionari amministrativi, che hanno avviato una verifica interna approfondita.

Le motivazioni della Cassazione sull’accesso abusivo ad un sistema informatico

Le motivazioni della Cassazione sull’accesso abusivo ad un sistema informatico si fondano sulla assoluta inverosimiglianza della tesi difensiva. La difesa della studentessa sosteneva che le anomalie fossero semplici errori materiali commessi dai funzionari della segreteria. I giudici di legittimit (i magistrati della Corte di Cassazione) hanno respinto questa ricostruzione. La Corte ha evidenziato che la presenza di un numero cos elevato di inserimenti errati, tutti esclusivamente favorevoli alla studentessa, esclude qualsiasi ipotesi di errore casuale. Inoltre, le registrazioni informatiche fittizie sono avvenute con le precise modalit tecniche riservate agli esami esteri. La studentessa era l’unica collaboratrice abilitata a utilizzare quella specifica procedura informatica. I giudici hanno chiarito che il reato si consuma nel momento in cui un soggetto non autorizzato accede a un sistema protetto, oppure quando un soggetto autorizzato vi rimane violando i limiti stabiliti dal titolare. La studentessa ha superato i limiti delle sue mansioni di semplice collaboratrice part-time. L’uso delle credenziali della funzionaria rappresenta una violazione gravissima dei sistemi di sicurezza dell’ateneo.

Le conclusioni della sentenza e le conseguenze per la studentessa

Le conclusioni della sentenza confermano la colpevolezza della studentessa e applicano severe sanzioni. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dalla difesa. Di conseguenza, la condanna penale pronunciata nei gradi precedenti diventa definitiva. La studentessa perde ogni beneficio e deve pagare le spese del procedimento giudiziario. Inoltre, i giudici hanno condannato la ricorrente al pagamento di tremila euro in favore della Cassa delle ammende (il fondo pubblico per le sanzioni penali). Questa decisione ribadisce che l’alterazione dei dati universitari tramite credenziali altrui integra pienamente il reato di accesso abusivo ad un sistema informatico. La condotta illecita ha cancellato anni di sacrifici accademici, trasformando un percorso di studi in un precedente penale.

Cosa rischia chi utilizza le credenziali altrui per accedere a un database universitario?
Chi accede a un sistema informatico protetto senza autorizzazione rischia una condanna penale per il reato di accesso abusivo, con conseguenze sulla fedina penale e l’obbligo di risarcire i danni.

Come fa l’universit a scoprire se un esame inserito nel sistema falso?
Le segreterie incrociano i dati digitali con i verbali cartacei firmati dai docenti e verificano le modalit tecniche di inserimento per individuare eventuali anomalie.

La falsificazione della firma di un professore su un verbale d’esame costituisce reato?
S, la firma falsa su un verbale d’esame integra il reato di falso materiale in atto pubblico, punito severamente dal codice penale.

Termini giuridici

Accesso abusivo ad un sistema informatico
Entrare o rimanere in un sistema informatico protetto da misure di sicurezza senza l'autorizzazione del titolare.
Falso materiale
La contraffazione o l'alterazione fisica di un documento originale, come la falsificazione di una firma su un verbale.
Cassa delle ammende
Un fondo pubblico gestito dal Ministero della Giustizia dove confluiscono le somme pagate da chi perde una causa penale.
Circostanze attenuanti generiche
Elementi non scritti espressamente dalla legge che il giudice valuta per ridurre la pena finale in base alla gravitu0000 del fatto.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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