Una studentessa universitaria, collaboratrice part-time dell'ateneo, ha utilizzato le proprie credenziali e quelle sottratte a una funzionaria per modificare la propria carriera universitaria. Ha inserito esami mai sostenuti e aumentato i voti di altri, falsificando anche la firma di un professore. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso della studentessa, confermando la condanna penale per i reati di falso materiale e accesso abusivo ad un sistema informatico. I giudici hanno ritenuto inverosimile l'ipotesi di errori casuali commessi dalla segreteria, poich tutte le anomalie erano esclusivamente a vantaggio della studentessa e realizzate con modalit informatiche a lei ben note.
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