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Reclamo contro l’archiviazione: la Cassazione nega il ricorso

La Persona Offesa ha proposto ricorso per cassazione contro l’ordinanza del Tribunale che aveva rigettato il suo reclamo contro l’archiviazione del procedimento penale, disposta direttamente dal Giudice per le indagini preliminari. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che, in base alla riforma del codice di procedura penale, l’ordinanza che decide sul reclamo contro l’archiviazione non è impugnabile in Cassazione, salvo il caso rarissimo di un atto totalmente anomalo (abnorme). Se la vittima non è stata messa in condizione di partecipare all’udienza, il rimedio corretto non è il ricorso in Cassazione, bensì la richiesta di revoca del provvedimento da presentare allo stesso giudice che ha deciso il reclamo. Di conseguenza, la decisione di archiviazione resta confermata e la Persona Offesa è stata condannata al pagamento delle spese processuali.

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Pubblicato il 9 luglio 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Riferimento Sentenza di Cassazione Penale Sez. 5 Num. 5747 Anno 2022 (Cass. pen. sez. 5 n. 5747/2022)

Il caso: il reclamo contro l’archiviazione e la decisione del Tribunale

Quando un procedimento penale viene archiviato senza che la vittima possa esprimere le proprie ragioni, la frustrazione è inevitabile. In questi casi, la legge prevede uno strumento specifico: il reclamo contro l’archiviazione. Tuttavia, cosa succede se anche questo tentativo viene respinto dal Tribunale? Si può presentare un ulteriore ricorso davanti alla Corte di Cassazione? La Suprema Corte ha affrontato proprio questo delicato tema, stabilendo confini molto rigidi per l’impugnazione dei provvedimenti di archiviazione, a tutela della rapidità del processo penale.

La vicenda nasce dalla denuncia presentata da un cittadino, che assume il ruolo di Persona Offesa all’interno di un procedimento penale contro ignoti. Il Giudice per le indagini preliminari (GIP) decide di archiviare il caso “de plano” (cioè direttamente, senza convocare le parti in udienza). Ritenendo ingiusta questa decisione e lamentando la mancata valutazione delle indagini suppletive richieste, la Persona Offesa propone un reclamo davanti al Tribunale. Il Tribunale, esaminate le carte, rigetta il reclamo e conferma l’archiviazione. Non arrendendosi, il difensore della Persona Offesa decide di impugnare questa ordinanza di rigetto proponendo ricorso per cassazione. La difesa sostiene che il giudice abbia anticipato illegittimamente valutazioni di merito e che sia stato violato il diritto della vittima a partecipare attivamente alle indagini preliminari, come previsto anche dalle direttive europee sul giusto processo.

Perché non si può ricorrere in Cassazione dopo il reclamo contro l’archiviazione

La Corte di Cassazione dichiara il ricorso totalmente inammissibile (cioè non esaminabile nel merito perché proposto fuori dalle regole). I giudici spiegano che la riforma legislativa del 2017 ha profondamente modificato le regole del gioco. In passato, contro il decreto di archiviazione era possibile ricorrere direttamente in Cassazione. Oggi, invece, la legge prevede che l’unico rimedio immediato sia il reclamo davanti al Tribunale in composizione monocratica (composto da un solo giudice). Per espressa previsione del codice di procedura penale, l’ordinanza che decide su questo reclamo è espressamente definita non impugnabile. Esiste un principio fondamentale nel nostro ordinamento, chiamato principio di tassatività dei mezzi di impugnazione, secondo cui si possono usare solo i ricorsi espressamente previsti dalla legge. Poiché la legge esclude l’appello o il ricorso contro l’ordinanza del reclamo, la Cassazione non può fare altro che respingere la richiesta.

Le motivazioni della decisione della Cassazione

I giudici di legittimità analizzano l’unica eccezione teorica che consentirebbe il ricorso: l’abnormità dell’atto. Un atto è considerato abnorme quando è talmente strano, singolare o avulso dal sistema da determinare un blocco insuperabile del processo. Nel caso in esame, l’ordinanza del Tribunale di Ferrara non presenta alcuna anomalia di questo tipo. Si tratta semplicemente di una decisione che ha confermato l’archiviazione, un esito perfettamente previsto e disciplinato dal codice. Inoltre, la Cassazione indica chiaramente qual è il rimedio corretto qualora la Persona Offesa ritenga che sia stato violato il suo diritto di partecipazione (ad esempio, se non è stata avvisata dell’udienza). In questa specifica situazione, la parte non deve rivolgersi alla Cassazione, ma deve presentare una richiesta di revoca del provvedimento direttamente allo stesso giudice che ha deciso il reclamo. Questo strumento interno è l’unico idoneo a riparare un eventuale difetto di partecipazione.

Le conclusioni sul caso e le conseguenze pratiche

La sentenza della Suprema Corte mette un punto fermo sulle procedure di opposizione all’archiviazione. Chi presenta un ricorso non consentito dalla legge va incontro a conseguenze severe. Nel caso specifico, la Persona Offesa non solo ha visto confermata l’archiviazione definitiva del procedimento penale, ma è stata anche condannata a pagare le spese del processo e a versare una sanzione pecuniaria di tremila euro in favore della Cassa delle Ammende. Questa decisione lancia un messaggio chiaro a tutti i cittadini e ai professionisti del settore: le regole procedurali vanno rispettate rigorosamente e non è possibile forzare i gradi di giudizio oltre i limiti stabiliti dal legislatore. Quando un’ordinanza di reclamo contro l’archiviazione viene emessa, la via del ricorso in Cassazione è sbarrata, salvo casi eccezionali di totale stravolgimento delle regole processuali.

Si può fare ricorso in Cassazione se il Tribunale respinge il reclamo contro l’archiviazione?
No, l’ordinanza che decide sul reclamo non è impugnabile in Cassazione, tranne nel caso eccezionale in cui l’atto sia totalmente abnorme.

Cosa può fare la vittima se non è stata convocata all’udienza di reclamo?
La vittima può chiedere la revoca del provvedimento direttamente allo stesso giudice che ha deciso sul reclamo, anziché ricorrere in Cassazione.

Quali sono i rischi se si presenta un ricorso non consentito dalla legge?
Il ricorso viene dichiarato inammissibile e la parte rischia la condanna al pagamento delle spese del processo e di una sanzione pecuniaria.

Termini giuridici

Archiviazione de plano
Provvedimento con cui il giudice chiude le indagini preliminari senza convocare le parti in udienza.
Reclamo
Strumento di impugnazione utilizzato per chiedere a un giudice il riesame di un provvedimento ritenuto ingiusto.
Abnormità
Vizio gravissimo che rende un atto giudiziario totalmente estraneo alle regole del sistema processuale.
Inammissibilità
Provvedimento con cui il giudice rifiuta di esaminare un ricorso perché non rispetta i requisiti di legge.
Contraddittorio
Principio che garantisce a tutte le parti di confrontarsi su un piano di parità davanti al giudice.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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