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Genericità dei motivi di ricorso: rigetto e multa in Cassazione

Il Ricorrente ha proposto ricorso per cassazione contestando la sussistenza del dolo e lamentando una carenza di motivazione nella sentenza di condanna. La Corte di Cassazione ha dichiarato l’inammissibilità del ricorso per genericità dei motivi. I giudici hanno rilevato che l’atto di impugnazione non si confrontava in modo specifico con le argomentazioni della sentenza impugnata, limitandosi a critiche astratte e formali. Di conseguenza, la Suprema Corte ha rigettato il ricorso, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di tremila euro in favore della Cassa delle ammende.

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Pubblicato il 30 giugno 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Riferimento Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 25921 Anno 2023 (Cass. pen. sez. 7 n. 25921/2023)

Il ricorso in Cassazione e il dovere di specificità

Presentare un ricorso in Cassazione richiede il rispetto di regole formali e sostanziali molto rigide. Tra queste, la precisione dei motivi di impugnazione gioca un ruolo fondamentale per evitare che l’atto venga rigettato senza nemmeno essere esaminato nel merito. Nel caso in esame, la Suprema Corte ha affrontato il tema della genericità dei motivi di ricorso, confermando che la mancata contestazione specifica delle motivazioni del giudice di merito rende l’atto del tutto inammissibile. Questa decisione offre lo spunto per analizzare l’importanza del confronto diretto con la sentenza impugnata.

Il processo penale prevede diversi gradi di giudizio per garantire una valutazione equa e approfondita dei fatti. Tuttavia, l’accesso alla Corte di Cassazione non rappresenta un terzo grado di merito in cui ridiscutere le prove o ricostruire la dinamica del reato. La Cassazione è un giudice di legittimità, il cui compito principale è verificare che la legge sia stata applicata correttamente e che la motivazione della sentenza impugnata sia logica e coerente.

Per questa ragione, chi propone ricorso non può limitarsi a esprimere un generico disaccordo con la decisione dei giudici precedenti. L’atto di impugnazione deve contenere censure precise, mirate e strettamente collegate alle singole argomentazioni della sentenza che si intende contrastare. Se il ricorrente ignora le ragioni fornite dal giudice di merito e si limita a riproporre le stesse difese già respinte, l’atto perde la sua funzione e viene dichiarato nullo.

Quando scatta la genericità dei motivi di ricorso

La genericità dei motivi di ricorso si verifica quando l’atto di impugnazione manca di un reale confronto critico con il provvedimento censurato. Nel caso specifico, Il Ricorrente aveva contestato la sussistenza del dolo (la volontà cosciente di commettere il reato), sostenendo che la sentenza del Tribunale fosse priva di un’adeguata motivazione su questo punto.

Tuttavia, i giudici di legittimità hanno rilevato che le critiche sollevate erano del tutto astratte. Il Ricorrente si era limitato a denunciare formalmente una carenza argomentativa, senza però spiegare in che modo la ricostruzione del giudice fosse errata o illogica rispetto agli elementi concreti del caso. Questo modo di procedere determina il vizio di aspecificità (mancanza di un collegamento diretto tra le critiche e la decisione), rendendo impossibile per la Corte valutare la fondatezza del ricorso.

Le motivazioni della Cassazione sulla genericità dei motivi di ricorso

Nelle motivazioni della sentenza, la Suprema Corte ha ribadito un principio giurisprudenziale ormai consolidato. Un ricorso è inammissibile per genericità dei motivi di ricorso se non indica in modo chiaro e dettagliato la correlazione tra le ragioni della decisione impugnata e quelle poste a fondamento dell’atto di impugnazione.

I giudici hanno chiarito che l’atto di ricorso non può ignorare le affermazioni contenute nel provvedimento censurato. Chi impugna una sentenza ha l’onere di individuare i passaggi motivazionali ritenuti errati e di contrapporre a essi argomenti logico-giuridici specifici. Se questo confronto manca, e ci si limita a contestazioni formali o stereotipate, il ricorso non supera il vaglio preliminare di ammissibilità. Nel caso in esame, il tentativo del Ricorrente di contestare il dolo senza confrontarsi con la motivazione della sentenza d’appello è stato ritenuto un chiaro esempio di aspecificità.

Le conclusioni della sentenza e le conseguenze economiche

La Corte di Cassazione ha concluso il giudizio dichiarando l’inammissibilità del ricorso. Questa decisione comporta conseguenze pratiche immediate e severe per Il Ricorrente. Oltre a vedere confermata in via definitiva la propria condanna, il soggetto è stato condannato al pagamento delle spese processuali.

Inoltre, la Suprema Corte ha applicato una sanzione pecuniaria aggiuntiva, obbligando Il Ricorrente al versamento della somma di tremila euro in favore della Cassa delle ammende (l’ente che gestisce le sanzioni pecuniarie nel sistema penale). Questa misura punisce l’attivazione strumentale o palesemente infondata della macchina giudiziaria, scoraggiando la presentazione di ricorsi privi dei requisiti minimi di specificità richiesti dalla legge.

Cosa significa che un ricorso è inammissibile per genericità?
Significa che l’atto di impugnazione non contesta in modo specifico e dettagliato i singoli punti della sentenza del giudice, limitandosi a critiche astratte o ripetitive.

Quali sono le conseguenze se la Cassazione dichiara inammissibile il ricorso?
La sentenza di condanna diventa definitiva e il ricorrente viene condannato a pagare le spese del processo e una sanzione pecuniaria alla Cassa delle ammende.

Come si evita la genericità nei motivi di impugnazione?
È necessario che l’atto difensivo analizzi punto per punto la motivazione della sentenza impugnata, spiegando chiaramente perché ogni singola argomentazione del giudice sia errata.

Termini giuridici

Inammissibilità
La condizione che impedisce a un atto giudiziario di essere esaminato nel merito a causa del mancato rispetto di requisiti formali o sostanziali previsti dalla legge.
Dolo
La volontà cosciente e intenzionale di commettere un reato, sapendo che l'azione provocherà un danno o una violazione della legge.
Aspecificità
La mancanza di un collegamento diretto e preciso tra le critiche sollevate dal ricorrente e le effettive motivazioni della sentenza che si vuole contestare.
Cassa delle ammende
Un ente pubblico istituito presso il Ministero della Giustizia che raccoglie le sanzioni pecuniarie e le somme versate da chi perde le cause penali.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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