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Assegno per il nucleo familiare: INPS perde contro il disoccupato

L’Istituto Previdenziale ha chiesto a un cittadino macedone la restituzione delle somme ricevute come assegno per il nucleo familiare durante il periodo di disoccupazione agricola nel 2015. L’ente sosteneva che il sussidio spettasse solo in caso di lavoro effettivo e non durante la disoccupazione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell’ente. I giudici hanno chiarito che, in base alla Convenzione tra Italia e Jugoslavia del 1957 e alla legge italiana, i lavoratori disoccupati che percepiscono l’indennità agricola sono equiparati ai lavoratori attivi. Di conseguenza, il lavoratore ha pieno diritto all’assegno per il nucleo familiare anche per i parenti rimasti nel paese d’origine. Le somme pagate non devono essere restituite.

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Pubblicato il 8 giugno 2026 in Diritto del Lavoro, Giurisprudenza Civile

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Riferimento Sentenza di Cassazione Civile Sez. Lavoro Num. 17813 Anno 2026 (Cass. civ. sez. lavoro n. 17813/2026)

Il diritto all’assegno per il nucleo familiare per i lavoratori stranieri disoccupati

La Corte di Cassazione ha affrontato un caso molto importante che riguarda l’assegno per il nucleo familiare per i cittadini stranieri. Spesso l’Istituto Previdenziale richiede la restituzione di somme erogate a titolo di sostegno al reddito. In questa vicenda, l’ente pubblico pretendeva la restituzione degli assegni versati a un cittadino della Macedonia del Nord. Il lavoratore aveva ricevuto il sostegno economico mentre percepiva l’indennità di disoccupazione agricola. La decisione dei giudici stabilisce un principio fondamentale di uguaglianza e tutela per tutti i lavoratori che si trovano in un momento di difficoltà lavorativa.

Chi ha diritto agli assegni familiari secondo la Convenzione internazionale?

La vicenda nasce dalla richiesta dell’Istituto Previdenziale di ottenere indietro le somme pagate al lavoratore straniero. L’ente sosteneva che il cittadino macedone non avesse diritto all’assegno per il nucleo familiare perché i suoi familiari risiedevano nel paese d’origine. Inoltre, secondo l’ente, il lavoratore non stava svolgendo una effettiva attività lavorativa durante il periodo di percezione dell’assegno.

La difesa del lavoratore ha invece richiamato la Convenzione tra Italia e Jugoslavia del 1957. Questo accordo internazionale regola i rapporti di sicurezza sociale tra i due paesi. L’accordo stabilisce che i lavoratori che si trasferiscono da un paese all’altro conservano il diritto agli assegni familiari per le persone a carico rimaste nel paese d’origine. L’Istituto Previdenziale interpretava in modo restrittivo il termine “lavoratori”, escludendo chi riceveva un sussidio di disoccupazione.

L’equiparazione tra lavoratore attivo e disoccupato agricolo

La Corte di Cassazione ha dovuto chiarire il significato della parola “lavoratore” all’interno della Convenzione internazionale e della legge italiana. La legge italiana prevede che l’assegno per il nucleo familiare spetti non solo a chi lavora attivamente, ma anche a soggetti assimilati. Tra questi soggetti assimilati rientrano i titolari di prestazioni previdenziali che derivano da un precedente lavoro dipendente.

Il lavoratore agricolo aveva svolto la sua attività nel 2014 e aveva percepito l’indennità di disoccupazione agricola per l’intero anno 2015. Questa indennità costituisce una prestazione economica previdenziale che deriva direttamente dal precedente rapporto di lavoro dipendente. Per questo motivo, la legge italiana considera il disoccupato agricolo come un lavoratore a tutti gli effetti ai fini previdenziali. Non esiste alcuna differenza di trattamento tra chi è in servizio attivo e chi beneficia di un ammortizzatore sociale legato al lavoro svolto in precedenza.

Le motivazioni della sentenza sull’assegno per il nucleo familiare

I giudici della Suprema Corte hanno rigettato il ricorso dell’ente previdenziale con motivazioni molto chiare. La Corte ha spiegato che la Convenzione del 1957 rinvia alla legge del luogo di lavoro per definire i requisiti delle prestazioni. La legge italiana include espressamente i disoccupati indennizzati tra i beneficiari degli assegni familiari.

Inoltre, la Corte ha richiamato il principio di parità di trattamento stabilito dal diritto dell’Unione Europea. I cittadini di paesi terzi che soggiornano regolarmente a lungo termine in Italia devono ricevere lo stesso trattamento dei cittadini italiani. Poiché un lavoratore italiano disoccupato ha diritto all’assegno per il nucleo familiare, lo stesso diritto spetta anche al lavoratore straniero regolarmente soggiornante. Negare questo diritto creerebbe una discriminazione ingiustificata e contraria alle norme europee.

Le conclusioni sul diritto all’assegno per il nucleo familiare

La Corte di Cassazione ha concluso il giudizio confermando la decisione dei giudici di appello. Il lavoratore macedone non deve restituire alcuna somma all’Istituto Previdenziale. Egli ha pieno diritto a percepire l’assegno per il nucleo familiare anche per l’anno in cui è rimasto disoccupato e ha ricevuto l’indennità agricola.

Questa sentenza rappresenta una vittoria importante per i diritti dei lavoratori stranieri in Italia. Essa conferma che la tutela della famiglia non si interrompe quando il lavoratore perde temporaneamente l’occupazione. Gli ammortizzatori sociali e i sostegni familiari formano un sistema unico di protezione che lo Stato deve garantire senza discriminazioni basate sulla nazionalità o sullo stato di disoccupazione temporanea.

Il lavoratore straniero disoccupato ha diritto agli assegni familiari per i parenti all’estero?
Sì, se esiste una convenzione bilaterale tra l’Italia e il paese d’origine e il lavoratore percepisce un’indennità di disoccupazione legata a un precedente lavoro dipendente.

Chi riceve la disoccupazione agricola è considerato un lavoratore attivo ai fini previdenziali?
La legge italiana assimila i beneficiari di prestazioni previdenziali come la disoccupazione agricola ai lavoratori attivi, garantendo loro gli stessi diritti assistenziali.

L’ente previdenziale può chiedere la restituzione degli assegni versati durante la disoccupazione?
No, l’ente non può pretendere la restituzione delle somme se il lavoratore possedeva i requisiti di legge e riceveva regolarmente il sussidio di disoccupazione.

Termini giuridici

Ripetibilità
La possibilità di chiedere indietro una somma di denaro pagata per errore a qualcuno che non ne aveva diritto.
Lex loci
La legge del luogo in cui si svolge il lavoro o si risiede, utilizzata per regolare i diritti previdenziali.
Soggiornante di lungo periodo
Cittadino straniero non comunitario che possiede un permesso di soggiorno a tempo indeterminato dopo cinque anni di residenza regolare.
Indennità di disoccupazione agricola
Un sostegno economico pagato dallo Stato ai lavoratori del settore agricolo per i periodi in cui rimangono senza impiego.
Giudizio di legittimità
Il processo davanti alla Corte di Cassazione che verifica solo la corretta applicazione delle leggi, senza riesaminare i fatti della causa.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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