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Soggiornante di lungo periodo

Definizione

Status riconosciuto a cittadini di paesi terzi che hanno soggiornato legalmente e ininterrottamente per almeno cinque anni nel territorio di uno Stato membro dell'UE e soddisfano determinati requisiti di integrazione.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Assegno per il nucleo familiare: sì anche con parenti all’estero
L'Ente previdenziale negava l'assegno per il nucleo familiare a un lavoratore straniero con permesso di soggiorno di lungo periodo. La motivazione riguardava la residenza all'estero dei figli e della moglie. L'istituto richiamava la legge italiana, che escludeva i familiari residenti fuori dall'Italia dal conteggio del beneficio per i soli cittadini extracomunitari. I giudici di merito accoglievano il ricorso del lavoratore, considerando discriminatorio il diniego. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione e ha respinto il ricorso dell'ente. I giudici hanno disapplicato la norma italiana in contrasto con le direttive europee. Il principio di parità di trattamento garantisce il sostegno economico a tutti i lavoratori regolarmente soggiornanti, a prescindere dal luogo in cui risiedono i loro familiari.
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Assegno per il nucleo familiare: INPS perde contro il disoccupato
L'Istituto Previdenziale ha chiesto a un cittadino macedone la restituzione delle somme ricevute come assegno per il nucleo familiare durante il periodo di disoccupazione agricola nel 2015. L'ente sosteneva che il sussidio spettasse solo in caso di lavoro effettivo e non durante la disoccupazione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'ente. I giudici hanno chiarito che, in base alla Convenzione tra Italia e Jugoslavia del 1957 e alla legge italiana, i lavoratori disoccupati che percepiscono l'indennità agricola sono equiparati ai lavoratori attivi. Di conseguenza, il lavoratore ha pieno diritto all'assegno per il nucleo familiare anche per i parenti rimasti nel paese d'origine. Le somme pagate non devono essere restituite.
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Reddito di cittadinanza: false dichiarazioni e reato
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul reato di false dichiarazioni per l'ottenimento del reddito di cittadinanza. La sentenza analizza il caso di due cittadini stranieri, chiarendo quando la condotta resta penalmente rilevante nonostante la modifica del requisito di residenza da 10 a 5 anni da parte della Corte Costituzionale. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile, confermando la condanna per la domanda in cui non era soddisfatto neanche il requisito quinquennale.
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