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Indennità Di Disoccupazione Agricola

Definizione

Una prestazione economica erogata dall'ente previdenziale a favore dei lavoratori agricoli che hanno perso involontariamente il lavoro.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Indennità Disoccupazione Agricola: Terzo Elemento Già Incluso?
Una lavoratrice agricola ha chiesto all'INPS un ricalcolo dell'indennità di disoccupazione agricola per il 2013, sostenendo che il salario base dovesse essere aumentato del "terzo elemento" (una maggiorazione per festività e altre indennità). La Corte d'Appello aveva già respinto la sua richiesta, ritenendo che il "terzo elemento" fosse già incluso nel salario contrattuale. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, rigettando il ricorso della lavoratrice. Pertanto, il calcolo indennità disoccupazione agricola non è stato modificato, e la lavoratrice non ha ottenuto l'aumento delle prestazioni né della contribuzione figurativa.
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Indennità di disoccupazione agricola: il ‘terzo elemento’ non si aggiunge
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una lavoratrice agricola che chiedeva un calcolo più elevato della sua indennità di disoccupazione agricola per il 2013. La lavoratrice sosteneva che il salario di riferimento dovesse essere maggiorato del cosiddetto 'terzo elemento'. I giudici hanno confermato che il contratto collettivo provinciale applicato dall'INPS già includeva tale componente. La Corte ha anche respinto la richiesta di esonero dalle spese legali per il primo grado, poiché la dichiarazione reddituale necessaria non era stata presentata tempestivamente. La decisione ribadisce l'importanza dell'interpretazione complessiva dei contratti e della corretta procedura per l'esonero dalle spese.
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Indennità di disoccupazione agricola: salario convenzionale escluso, il ‘terzo elemento’ già incluso
Una lavoratrice agricola ha chiesto all'Istituto di Previdenza Sociale l'Indennità di disoccupazione agricola per il 2014, sostenendo che dovesse essere calcolata sul salario minimo contrattuale maggiorato di un 'terzo elemento' e che andassero accreditate le relative contribuzioni figurative. La Corte d'Appello ha respinto la sua richiesta. La Cassazione ha confermato questa decisione, stabilendo che per il calcolo dell'Indennità di disoccupazione agricola dei lavoratori a tempo determinato non si usa il salario medio convenzionale e che il 'terzo elemento' era già incluso nel salario contrattuale. La lavoratrice ha perso la causa e dovrà pagare un contributo unificato aggiuntivo.
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Indennità di disoccupazione agricola: Cassazione nega aumento a Lavoratrice
Una Lavoratrice agricola ha chiesto all'INPS un calcolo più alto dell'indennità di disoccupazione agricola per il 2014. La Lavoratrice sosteneva che il calcolo dovesse basarsi sul salario medio convenzionale e includere un "terzo elemento" aggiuntivo. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso. Ha confermato che il salario medio convenzionale non è più il riferimento per l'indennità di disoccupazione agricola per gli operai a tempo determinato. Inoltre, ha chiarito che il "terzo elemento" era già compreso nella retribuzione contrattuale. L'INPS ha quindi vinto, e la Lavoratrice non ha ottenuto l'aumento richiesto.
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Indennità di disoccupazione agricola: calcolo e terzo elemento
Una lavoratrice agricola a tempo determinato ha chiesto all'ente di previdenza il ricalcolo della propria indennità di disoccupazione agricola. La lavoratrice pretendeva il computo basato sul salario medio convenzionale oppure la maggiorazione del salario contrattuale provinciale con il terzo elemento del 30,44%, oltre all'accredito dei relativi contributi figurativi e all'esonero dalle spese legali. I giudici di merito hanno respinto la domanda, rilevando che la paga oraria prevista dal contratto provinciale comprendeva già la maggiorazione del terzo elemento e che il salario convenzionale non trova più applicazione per gli assunti a termine. La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto del ricorso della lavoratrice, precisando che il calcolo dell'indennità deve seguire la retribuzione contrattuale effettiva comprensiva delle quote accessorie e che l'autocertificazione per l'esenzione dalle spese processuali depositata solo in appello non cancella la condanna alle spese del primo grado.
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Indennità disoccupazione agricola: il “terzo elemento” è già incluso?
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un'operaia agricola che chiedeva un ricalcolo della sua indennità di disoccupazione agricola per il 2013. La lavoratrice sosteneva che il cosiddetto "terzo elemento" dovesse essere aggiunto al salario base per il calcolo. I giudici hanno respinto la sua domanda, stabilendo che il contratto collettivo provinciale già includeva tale elemento nel salario. Di conseguenza, non era dovuta alcuna maggiorazione. La Corte ha anche confermato che la dichiarazione reddituale per l'esonero dalle spese processuali deve essere presentata fin dal primo grado di giudizio.
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Indennità di Disoccupazione Agricola: Cassazione nega maggiorazione
Una Lavoratrice agricola ha chiesto un aumento della sua indennità di disoccupazione agricola per il 2013, sostenendo che il calcolo dovesse includere il "terzo elemento" retributivo, una maggiorazione del 30,44% per festività, ferie e mensilità aggiuntive. La Corte di Cassazione ha rigettato il suo ricorso. I giudici hanno confermato che il contratto provinciale di lavoro per gli operai agricoli già considerava il "terzo elemento" incluso nel salario base. Pertanto, la richiesta di una ulteriore maggiorazione dell'indennità di disoccupazione agricola e della relativa contribuzione figurativa è stata ritenuta infondata.
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Indennità Disoccupazione Agricola: Salario Convenzionale vs. Contratto
Un Lavoratore agricolo ha chiesto all'INPS un calcolo più elevato dell'indennità di disoccupazione agricola per l'anno 2014. Il Lavoratore sosteneva che l'indennità dovesse basarsi sul salario medio convenzionale e includere una maggiorazione per il "terzo elemento". La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha confermato che per gli operai agricoli a tempo determinato il calcolo dell'indennità deve basarsi sulla retribuzione prevista dai contratti collettivi, non sul salario medio convenzionale. Inoltre, ha ribadito che il "terzo elemento" era già incluso nella retribuzione contrattuale provinciale. La richiesta di rideterminazione della contribuzione figurativa è stata di conseguenza respinta.
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Disoccupazione agricola: nessun aumento per il terzo elemento
Un'operaia agricola a tempo determinato ha citato in giudizio l'Istituto Previdenziale per richiedere il ricalcolo della propria indennità di disoccupazione agricola. La lavoratrice sosteneva che il parametro retributivo stabilito dal contratto provinciale dovesse essere maggiorato del 30,44% a titolo di terzo elemento, con conseguente ricalcolo dei contributi figurativi. La Suprema Corte di Cassazione ha rigettato integralmente il ricorso della lavoratrice. I giudici hanno chiarito che le tabelle salariali del contratto provinciale includevano già la maggiorazione del terzo elemento nella tariffa oraria. Di conseguenza, nessun importo aggiuntivo spetta alla lavoratrice, risultando corretto il calcolo già effettuato dall'ente previdenziale.
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Indennità di disoccupazione agricola: sì ai minimi, giù le spese
Una lavoratrice agricola ha richiesto il ricalcolo dell'indennità di disoccupazione agricola per il 2007, sostenendo che la base di calcolo dovesse essere la retribuzione minimale prevista dai contratti collettivi e non il salario effettivo inferiore erogato dall'azienda. L'Istituto Previdenziale ha fatto ricorso in Cassazione contestando sia questo criterio sia l'ammontare delle spese legali liquidate, ritenute superiori al valore della causa. La Corte di Cassazione ha confermato che l'indennità di disoccupazione agricola va calcolata sui minimali dei contratti collettivi nazionali leader. Tuttavia, ha accolto il ricorso sulle spese di lite: per legge, nei giudizi previdenziali, le spese non possono superare il valore della prestazione richiesta. La sentenza è stata quindi cassata solo sul punto delle spese, ridotte a favore della lavoratrice.
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Disoccupazione agricola: vince il salario reale su quello teorico
Un'operaia agricola a tempo determinato ha contestato il calcolo della propria indennità di disoccupazione agricola effettuato dall'Ente Previdenziale. L'Ente aveva calcolato la prestazione basandosi sul salario contrattuale effettivo, mentre la lavoratrice riteneva si dovesse applicare il salario medio convenzionale, storicamente più favorevole. La Corte d'Appello ha dato ragione all'Ente. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della lavoratrice, confermando che la legge ha ormai sostituito il vecchio criterio del salario convenzionale con quello della retribuzione prevista dai contratti collettivi. Di conseguenza, l'indennità deve essere calcolata sulla base del salario contrattuale reale. Le spese del giudizio sono state compensate tra le parti.
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Assegno per il nucleo familiare: INPS perde contro il disoccupato
L'Istituto Previdenziale ha chiesto a un cittadino macedone la restituzione delle somme ricevute come assegno per il nucleo familiare durante il periodo di disoccupazione agricola nel 2015. L'ente sosteneva che il sussidio spettasse solo in caso di lavoro effettivo e non durante la disoccupazione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'ente. I giudici hanno chiarito che, in base alla Convenzione tra Italia e Jugoslavia del 1957 e alla legge italiana, i lavoratori disoccupati che percepiscono l'indennità agricola sono equiparati ai lavoratori attivi. Di conseguenza, il lavoratore ha pieno diritto all'assegno per il nucleo familiare anche per i parenti rimasti nel paese d'origine. Le somme pagate non devono essere restituite.
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Disoccupazione Agricola: Contributi Sì, Iscrizione No, Niente Assegno
La Corte di Cassazione ha negato il diritto all'indennità di disoccupazione agricola a una lavoratrice che, pur avendo maturato i contributi necessari, non possedeva il requisito della iscrizione per almeno due anni negli elenchi dei lavoratori agricoli. Il caso riguardava una lavoratrice con un'attività mista, agricola e non agricola, nel biennio di riferimento. La Corte ha stabilito un principio fondamentale: per ottenere la prestazione non basta il solo requisito contributivo, ma è indispensabile anche quello dell'iscrizione biennale. La decisione ribalta la precedente sentenza favorevole alla lavoratrice, accogliendo il ricorso dell'Ente Previdenziale.
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Disoccupazione Agricola: Lavoro Fittizio, Benefici Revocati
Un lavoratore si è visto revocare l'indennità di disoccupazione agricola dopo che un'ispezione dell'Ente Previdenziale ha accertato la natura fittizia della cooperativa per cui risultava impiegato. I giudici hanno ritenuto che il lavoratore non sia riuscito a fornire prove sufficienti per smentire le conclusioni del verbale ispettivo e dimostrare l'effettiva esistenza del rapporto di lavoro. La Corte di Cassazione ha infine dichiarato il ricorso del lavoratore inammissibile perché presentato oltre i termini di legge, confermando di fatto la revoca del beneficio e condannandolo al pagamento delle spese processuali.
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Indennità di disoccupazione agricola: vince il salario reale
Una lavoratrice agricola a tempo determinato ha chiesto che la sua indennità di disoccupazione agricola fosse calcolata sul più vantaggioso 'salario medio convenzionale' anziché sul 'salario contrattuale' realmente percepito. La Corte di Cassazione ha respinto la sua richiesta. I giudici hanno stabilito che la normativa ha definitivamente sostituito il vecchio criterio convenzionale con quello del salario reale previsto dal contratto. Inoltre, la Corte ha chiarito che la paga della lavoratrice includeva già una voce aggiuntiva ('terzo elemento'), confermando il calcolo effettuato dall'INPS. La lavoratrice ha quindi perso la causa.
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Indennità disoccupazione agricola: come si calcola
Un lavoratore agricolo a tempo determinato ha contestato il metodo di calcolo della sua indennità di disoccupazione agricola, chiedendo l'applicazione del "salario medio convenzionale" o un aumento per il "terzo elemento". La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che il parametro corretto è la retribuzione prevista dai contratti collettivi. La Corte ha inoltre ritenuto che il salario del contratto provinciale fosse già comprensivo di tutte le voci accessorie.
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Cancellazione elenchi agricoli: decadenza e conseguenze
La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale in materia di indennità di disoccupazione agricola. Una lavoratrice, dopo essere stata cancellata dagli elenchi dei lavoratori agricoli, si era opposta alla richiesta di restituzione delle indennità percepite. La Corte ha chiarito che la mancata impugnazione del provvedimento di cancellazione entro il termine di decadenza rende definitiva la cancellazione stessa. Di conseguenza, non è più possibile contestare la richiesta di restituzione, poiché l'iscrizione negli elenchi è un presupposto essenziale per il diritto alla prestazione. L'illegittimità della cancellazione non può essere accertata in via incidentale nel giudizio di opposizione alla restituzione.
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