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Inammissibilità ricorso per genericità: multa da 3000 euro

Un soggetto, già condannato per la violazione delle prescrizioni imposte da una misura di prevenzione, ha presentato ricorso in Cassazione lamentando un’errata valutazione della pena e il mancato riconoscimento di attenuanti. La Suprema Corte ha dichiarato l’inammissibilità del ricorso per genericità. Il primo motivo è stato giudicato troppo vago, mentre il secondo era palesemente infondato, poiché le attenuanti erano già state concesse nel precedente grado di giudizio. Di conseguenza, il ricorso è stato respinto e l’imputato condannato a pagare le spese processuali e una sanzione di 3.000 euro.

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Pubblicato il 14 maggio 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Riferimento Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 22256 Anno 2023 (Cass. pen. sez. 7 n. 22256/2023)

Ricorso in Cassazione: quando la genericità costa cara

Presentare un ricorso alla Corte di Cassazione è l’ultimo grado di giudizio nel nostro ordinamento, ma per avere successo deve rispettare requisiti formali molto stringenti. Una recente ordinanza della Suprema Corte ci ricorda una regola fondamentale: la specificità dei motivi. In caso contrario, si rischia una dichiarazione di inammissibilità del ricorso per genericità, con conseguente condanna al pagamento di spese e sanzioni. Questo principio è stato ribadito in un caso riguardante la violazione di una misura di prevenzione, dove un ricorso impreciso e basato su presupposti errati è stato immediatamente respinto.

I fatti all’origine della vicenda

La vicenda giudiziaria inizia con la condanna di un uomo per aver violato le prescrizioni legate a una misura di prevenzione personale. Questo reato, previsto dal cosiddetto Codice Antimafia (D.Lgs. 159/2011), punisce chi non rispetta gli obblighi imposti dal giudice per prevenire la commissione di altri crimini. La Corte d’Appello, pur confermando la sua colpevolezza, aveva parzialmente riformato la prima sentenza, riconoscendo le attenuanti generiche e riducendo la pena a un anno di reclusione. Nonostante questo parziale successo, l’imputato decideva di contestare la decisione presentando ricorso in Cassazione.

I motivi del ricorso davanti alla Suprema Corte

L’imputato ha basato il suo ricorso su due principali contestazioni. La prima riguardava un presunto difetto di motivazione nella determinazione della pena. Secondo la difesa, i giudici d’appello non avevano spiegato adeguatamente le ragioni che li avevano portati a quantificare la sanzione in quel modo. La seconda contestazione era ancora più diretta: l’imputato lamentava il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche, circostanze che avrebbero potuto portare a un’ulteriore riduzione della pena. Entrambi i motivi, tuttavia, si sono rivelati dei passi falsi che hanno condotto a un esito sfavorevole.

La decisione sull’inammissibilità del ricorso per genericità

La Corte di Cassazione ha analizzato i motivi presentati e li ha respinti senza nemmeno entrare nel merito della questione. Il primo motivo, relativo alla commisurazione della pena, è stato definito ‘generico’. L’imputato, infatti, si era limitato a una critica vaga, senza confrontarsi specificamente con le argomentazioni contenute nella sentenza d’appello. Un ricorso efficace deve, al contrario, demolire punto per punto il ragionamento del giudice precedente. Il secondo motivo è stato giudicato ‘manifestamente infondato’, ovvero basato su un errore evidente. L’imputato si lamentava del mancato riconoscimento delle attenuanti generiche, ma la Corte d’Appello le aveva chiaramente concesse. Questa svista ha reso il motivo privo di qualsiasi fondamento logico e giuridico.

Le motivazioni: perché un ricorso generico non viene esaminato

La decisione della Corte si fonda su un principio cardine del processo penale: il ricorso in Cassazione non è un terzo grado di giudizio dove si possono riesaminare i fatti. È un controllo di legittimità, volto a verificare che i giudici precedenti abbiano applicato correttamente la legge. Per questo, i motivi devono essere specifici, chiari e pertinenti. Un motivo generico non permette alla Corte di svolgere il suo ruolo, trasformando l’impugnazione in una sterile lamentela. Nel caso specifico, l’inammissibilità del ricorso per genericità è stata la conseguenza diretta di una difesa che non ha saputo o voluto confrontarsi con la sentenza impugnata, limitandosi a riproporre doglianze astratte e, in un caso, palesemente errate.

Le conclusioni: condanna definitiva e sanzione economica

L’esito finale è stato la dichiarazione di inammissibilità del ricorso. Questa decisione ha reso la condanna a un anno di reclusione definitiva. Ma le conseguenze non si sono fermate qui. A causa della colpa nell’aver promosso un ricorso inammissibile, l’imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma di 3.000 euro in favore della Cassa delle ammende. Questa pronuncia sottolinea come un’impugnazione non debba essere un tentativo azzardato, ma un atto giuridico ponderato e fondato su solide argomentazioni, per evitare di peggiorare la propria posizione processuale ed economica.

Cosa significa che un ricorso è ‘generico’?
Significa che i motivi di appello sono esposti in modo vago, senza criticare in modo specifico e dettagliato le ragioni della sentenza che si contesta.

Cosa succede se un ricorso in Cassazione viene dichiarato inammissibile?
La sentenza impugnata diventa definitiva. Inoltre, chi ha presentato il ricorso viene condannato a pagare le spese processuali e una sanzione pecuniaria alla Cassa delle ammende.

In questo caso, perché il motivo sulle attenuanti era ‘manifestamente infondato’?
Perché l’imputato si lamentava del mancato riconoscimento delle attenuanti generiche, ma in realtà la Corte d’Appello le aveva già concesse nella sua sentenza.

Termini giuridici

Inammissibilità del ricorso
Decisione con cui il giudice dichiara che un'impugnazione non può essere esaminata nel merito perché priva dei requisiti di legge, come la specificità dei motivi.
Genericità del motivo
Un motivo di ricorso è generico quando è vago e non critica in modo specifico e puntuale le parti della sentenza che si intende contestare.
Attenuanti generiche
Circostanze non previste specificamente dalla legge che il giudice può considerare per diminuire la pena, tenendo conto della particolarità del caso.
Cassa delle ammende
Un ente statale finanziato con le somme derivanti da multe e ammende penali, destinato a finanziare progetti di miglioramento del sistema carcerario.
P.Q.M. (Per Questi Motivi)
Acronimo che introduce la parte finale della sentenza in cui il giudice enuncia la sua decisione definitiva.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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