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Ricorso inammissibile per genericità: appello respinto e condanna

La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile per genericità. Un imputato aveva impugnato una sentenza di condanna lamentando una motivazione mancante o apparente, senza però argomentare in modo specifico le proprie critiche. Secondo i giudici, non è sufficiente enunciare un vizio, ma è necessario indicare con precisione le incongruenze e i profili critici del provvedimento contestato. La totale assenza di argomentazione ha reso l’appello vago e manifestamente infondato. Di conseguenza, il ricorso è stato respinto e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione di 3.000 euro alla cassa delle ammende.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 19045 Anno 2023
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Pubblicato il 9 maggio 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Riferimento Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 19045 Anno 2023 (Cass. pen. sez. 7 n. 19045/2023)

Ricorso in Cassazione: perché la genericità porta all’inammissibilità

Presentare un ricorso in Cassazione è l’ultimo grado di giudizio nel nostro ordinamento, ma per accedervi è necessario rispettare regole precise. Una recente ordinanza della Suprema Corte ci ricorda un principio fondamentale: non basta lamentarsi di una sentenza, bisogna spiegare nel dettaglio perché è sbagliata. La vicenda analizzata dimostra come un ricorso inammissibile per genericità non solo sia inutile, ma comporti anche costi aggiuntivi per chi lo presenta. Questo caso serve da monito sull’importanza della specificità e del rigore tecnico negli atti legali.

Il caso: un appello senza argomenti

La vicenda processuale è molto semplice. Un imputato, dopo essere stato condannato, ha deciso di presentare ricorso alla Corte di Cassazione. Nel suo atto, ha sostenuto che la sentenza dei giudici di secondo grado fosse viziata per ‘mancanza e apparenza della motivazione’. In pratica, secondo il ricorrente, i giudici non avevano spiegato adeguatamente le ragioni della loro decisione. Tuttavia, questa critica è rimasta una semplice affermazione. L’imputato non ha sviluppato alcun argomento a sostegno della sua tesi, non ha indicato quali parti della sentenza fossero illogiche o contraddittorie, né ha fornito elementi concreti per dimostrare la presunta carenza motivazionale.

Il vizio di genericità del ricorso

Nel diritto processuale, un ricorso non può essere una lamentela astratta. La legge richiede che i motivi di impugnazione siano specifici. Questo significa che chi contesta una sentenza ha l’onere di individuare con precisione il punto o i punti che ritiene errati e di esporre in modo chiaro e logico le ragioni giuridiche della sua critica. Limitarsi a enunciare un vizio, come la ‘mancanza di motivazione’, senza argomentarlo, equivale a non dire nulla dal punto di vista giuridico. Il giudice deve essere messo in condizione di capire esattamente qual è l’errore che gli viene sottoposto, confrontando la critica del ricorrente con il testo della sentenza impugnata.

Le conseguenze di un ricorso inammissibile per genericità

Quando un ricorso è vago e non argomentato, la conseguenza è drastica: viene dichiarato inammissibile. Questo significa che i giudici non entrano nemmeno nel merito della questione. L’atto viene respinto ‘in limine’, cioè all’inizio, perché privo dei requisiti minimi per essere esaminato. Un ricorso inammissibile per genericità non solo rende definitiva la condanna precedente, ma comporta anche due ulteriori sanzioni per il ricorrente: la condanna al pagamento delle spese processuali sostenute dallo Stato e il versamento di una somma di denaro alla cassa delle ammende, che in questo caso è stata fissata a 3.000 euro.

Le motivazioni: non basta enunciare, bisogna argomentare

La Corte di Cassazione, nella sua ordinanza, ha spiegato in modo molto chiaro il suo ragionamento. I giudici hanno rilevato che il motivo di ricorso era stato ‘meramente enunciato e non argomentato’. Il ricorrente si era limitato a denunciare una violazione di legge senza però ‘indicare incongruenze o profili critici della motivazione’. Per la Corte, un’affermazione così generica e priva di supporto argomentativo rende il ricorso non solo vago, ma anche manifestamente infondato. La decisione si basa su un principio consolidato: il processo non è un luogo per lamentele generiche, ma per contestazioni tecniche e puntuali.

Le conclusioni: l’importanza della specificità nell’appello

Questa pronuncia ribadisce una lezione fondamentale per chiunque si approcci a un’impugnazione. La forma è sostanza. Un ricorso, specialmente in Cassazione, deve essere un atto tecnico di alta precisione. Ogni critica deve essere supportata da un’argomentazione solida e puntuale, che metta il giudice in condizione di valutare la fondatezza della doglianza. In caso contrario, il rischio concreto non è solo quello di perdere la causa, ma anche di subire una condanna economica per aver presentato un atto processuale inadeguato.

Cosa significa che un ricorso è inammissibile per genericità?
Significa che l’atto di appello è stato respinto perché i motivi di contestazione sono stati presentati in modo vago e superficiale, senza spiegare in modo chiaro e specifico quali errori avrebbe commesso il giudice precedente.

Se il mio ricorso viene dichiarato inammissibile, cosa rischio?
Oltre alla conferma della sentenza precedente, si viene condannati a pagare le spese del processo e una sanzione pecuniaria a favore della cassa delle ammende, come avvenuto in questo caso con una multa di 3.000 euro.

È sufficiente affermare che la motivazione di una sentenza è sbagliata per fare ricorso?
No, non è sufficiente. La legge e la giurisprudenza richiedono che il ricorrente indichi con precisione le incongruenze, le mancanze o gli errori logici della motivazione, argomentando punto per punto la propria critica.

Termini giuridici

Inammissibilità
Una sanzione processuale che impedisce al giudice di esaminare nel merito una domanda o un'impugnazione, perché priva dei requisiti formali o sostanziali richiesti dalla legge.
Genericità del motivo
Un difetto del ricorso che si verifica quando le critiche alla sentenza impugnata sono esposte in modo vago, astratto o superficiale, senza indicare con precisione i punti contestati e le ragioni della critica.
Cassa delle ammende
Un ente statale finanziato con i proventi delle sanzioni pecuniarie penali, destinato a finanziare progetti per il miglioramento del sistema carcerario e della giustizia.
P.Q.M. (Per Questi Motivi)
La formula che introduce la parte finale e decisoria di una sentenza o di un'ordinanza, in cui il giudice enuncia il proprio verdetto.
Manifesta infondatezza
Si ha quando un'argomentazione legale è così palesemente e indiscutibilmente priva di fondamento da non richiedere un'analisi approfondita per essere respinta.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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