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Pena troppo alta? Ricorso inammissibile se la critica è generica

Un uomo, condannato per ricettazione e uso illecito di carte di pagamento, presenta ricorso in Cassazione lamentando unicamente la severità della pena. La Suprema Corte dichiara l’inammissibilità del ricorso per genericità. Il principio sancito è che non si può chiedere alla Cassazione una nuova valutazione sulla congruità della pena, se il giudice di merito l’ha motivata logicamente partendo dal minimo di legge. Un ricorso che non indica specifici errori di diritto, ma si limita a una critica vaga, è destinato a essere respinto. L’imputato viene quindi condannato a pagare le spese processuali e una multa di 3.000 euro.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 15887 Anno 2023
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Pubblicato il 6 maggio 2026 in Giurisprudenza Penale

Riferimento Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 15887 Anno 2023 (Cass. pen. sez. 7 n. 15887/2023)

Ricorso in Cassazione: quando la critica alla pena è inammissibile

La Corte di Cassazione ha recentemente ribadito un principio fondamentale in materia di impugnazioni, stabilendo l’inammissibilità del ricorso per genericità quando la critica mossa alla sentenza riguarda esclusivamente la misura della pena, senza sollevare specifiche questioni di diritto. Questa ordinanza chiarisce i limiti del giudizio di legittimità e le conseguenze per chi presenta un ricorso privo dei requisiti di specificità richiesti dalla legge. Il caso analizzato riguarda un uomo condannato per reati contro il patrimonio che ha tentato, senza successo, di ottenere uno sconto di pena dalla Suprema Corte.

I fatti: dalla ricettazione all’uso illecito di carte

All’origine della vicenda giudiziaria vi è una condanna per due reati specifici: ricettazione (art. 648 del codice penale) e indebito utilizzo di carte di pagamento (art. 493-ter del codice penale). In pratica, l’imputato era stato giudicato colpevole di aver ricevuto o acquistato beni di provenienza illecita e di aver utilizzato illegalmente strumenti di pagamento appartenenti ad altri. I giudici di primo e secondo grado avevano ritenuto provata la sua colpevolezza, comminando una pena ritenuta adeguata alla gravità dei fatti e alla personalità dell’imputato.

L’appello in Cassazione: una critica generica alla pena

Non soddisfatto della decisione dei giudici di merito, l’imputato ha deciso di presentare ricorso alla Corte di Cassazione. Tuttavia, l’unico motivo di doglianza non riguardava la sua colpevolezza, ormai accertata, ma si concentrava esclusivamente sul trattamento sanzionatorio. L’uomo sosteneva che la pena inflitta fosse eccessiva. La sua critica, però, era formulata in termini generici, senza indicare quali errori di diritto avesse commesso il giudice nel quantificare la sanzione. In sostanza, chiedeva alla Cassazione una nuova valutazione sulla congruità della pena, un’operazione che esula dai poteri della Suprema Corte.

L’inammissibilità del ricorso per genericità e le sue conseguenze

Il concetto di inammissibilità del ricorso per genericità è cruciale in questo contesto. Un ricorso in Cassazione non può essere una semplice riproposizione delle proprie lamentele. Deve, al contrario, indicare con precisione i vizi della sentenza impugnata, come la violazione di una legge o un difetto logico palese nella motivazione. Chiedere ai giudici di legittimità di riconsiderare la severità della pena, senza evidenziare un errore specifico nel ragionamento del giudice precedente, equivale a chiedere un terzo grado di giudizio sul merito, cosa che l’ordinamento non consente.

Le motivazioni: perché la Cassazione ha respinto il ricorso

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché manifestamente infondato e privo di specificità. I giudici hanno osservato che la Corte d’Appello aveva correttamente motivato la sua decisione sulla pena. Il calcolo era partito dal minimo edittale (la pena più bassa prevista dalla legge per quel reato) e l’aumento era stato giustificato in modo logico, tenendo conto della gravità dei reati e della capacità a delinquere dell’imputato. La decisione non era quindi né arbitraria né illogica. La Cassazione, non potendo sostituire la propria valutazione a quella del giudice di merito, non ha potuto fare altro che respingere il ricorso.

Le conclusioni: condanna definitiva e sanzione aggiuntiva

L’esito per il ricorrente è stato negativo. La dichiarazione di inammissibilità ha reso la sua condanna definitiva. Inoltre, la Corte lo ha condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma di 3.000 euro alla Cassa delle ammende. Questa sanzione aggiuntiva è prevista quando il ricorso è talmente infondato da rivelare una colpa da parte del ricorrente nell’aver avviato un’impugnazione senza reali possibilità di successo, sprecando così risorse della giustizia. La sentenza conferma che un ricorso in Cassazione deve essere preparato con rigore e basato su solidi argomenti giuridici.

Posso fare ricorso in Cassazione solo perché ritengo la mia pena ingiusta?
No, non è sufficiente. Il ricorso deve indicare specifici errori di diritto commessi dal giudice nel calcolare la pena, non può essere una semplice richiesta di riconsiderare la sua severità.

Cosa significa che un ricorso è ‘generico’?
Significa che non presenta motivi precisi e legali, ma si limita a contestare la decisione del giudice in modo vago, senza indicare quale norma sia stata violata o quale errore logico sia stato commesso nella motivazione.

Cosa rischio se il mio ricorso in Cassazione viene dichiarato inammissibile?
Oltre alla conferma definitiva della condanna, si viene condannati a pagare le spese del processo e una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende, come accaduto in questo caso.

Termini giuridici

Inammissibilità
Una condizione giuridica per cui un ricorso o un'istanza non può essere esaminata nel merito perché priva dei requisiti formali o sostanziali richiesti dalla legge.
Trattamento sanzionatorio
L'insieme delle decisioni del giudice riguardo al tipo e alla quantità della pena da applicare a una persona condannata per un reato.
Minimo edittale
La soglia minima di pena (ad esempio, anni di reclusione o importo di una multa) che la legge stabilisce per un determinato reato.
Cassa delle ammende
Un ente statale finanziato con le somme derivanti da sanzioni pecuniarie penali, destinato a finanziare progetti di reinserimento per i detenuti e di miglioramento delle carceri.
Manifestamente infondato
Si dice di un motivo di ricorso che appare, a una prima e semplice analisi, completamente privo di qualsiasi fondamento logico o giuridico.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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