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Inammissibilità del ricorso: condanna per usura confermata

Due imputati, condannati per il reato di usura in concorso, hanno presentato ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato l’inammissibilità del ricorso per genericità, poiché i motivi presentati erano vaghi e non specificavano chiaramente le critiche alla sentenza di appello. Secondo i giudici, un atto di impugnazione deve contenere argomentazioni precise per consentire una valutazione nel merito. A causa di questa grave carenza formale, il ricorso non è stato esaminato. Gli imputati sono stati quindi condannati a pagare le spese processuali e una sanzione pecuniaria di 3.000 euro ciascuno. La loro condanna per usura è diventata definitiva.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 17719 Anno 2023
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Pubblicato il 8 maggio 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Riferimento Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 17719 Anno 2023 (Cass. pen. sez. 7 n. 17719/2023)

Ricorso in Cassazione: quando la forma diventa sostanza

Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha ribadito un principio fondamentale del diritto processuale: la precisione di un atto legale non è un mero formalismo. La vicenda riguarda due persone condannate per usura che hanno visto il loro ultimo tentativo di difesa fallire a causa della superficialità del loro ricorso. La Corte ha infatti stabilito l’inammissibilità del ricorso per genericità, una decisione che trasforma una condanna non ancora definitiva in una certezza. Questo caso dimostra come, nel processo penale, la forma sia essa stessa sostanza e come un errore tecnico possa avere conseguenze irreversibili.

Il caso: una condanna per usura

I fatti all’origine della vicenda giudiziaria vedono due persone condannate per il grave reato di usura in concorso, previsto dagli articoli 110 e 644 del codice penale. Dopo la conferma della condanna da parte della Corte d’Appello, gli imputati hanno deciso di giocare la loro ultima carta, presentando ricorso alla Corte di Cassazione. Il loro obiettivo era ottenere l’annullamento della sentenza di secondo grado e, possibilmente, una nuova valutazione del loro caso. Tuttavia, il loro percorso legale si è interrotto bruscamente non per una valutazione negativa dei fatti, ma per un vizio procedurale dell’atto presentato.

L’importanza di un ricorso specifico

La legge richiede che un ricorso, specialmente in Cassazione, non si limiti a una generica lamentela contro la sentenza precedente. È necessario che l’atto individui con precisione i punti della decisione che si contestano, le norme di legge che si ritengono violate e le ragioni specifiche a sostegno della propria tesi. Questo requisito, noto come ‘principio di autosufficienza del ricorso’, serve a mettere il giudice nelle condizioni di comprendere immediatamente le critiche mosse, senza dover ricostruire l’intero processo. Un ricorso vago e generico, che non articola critiche puntuali, impedisce di fatto alla Corte di esercitare il proprio ruolo di controllo sulla corretta applicazione della legge.

Le conseguenze dell’inammissibilità del ricorso per genericità

Quando la Corte di Cassazione dichiara l’inammissibilità del ricorso per genericità, le conseguenze per chi lo ha presentato sono molto pesanti. Innanzitutto, il ricorso non viene esaminato nel merito. Questo significa che i giudici non entrano nel vivo della questione per stabilire se la condanna fosse giusta o sbagliata. Semplicemente, prendono atto che la domanda è stata formulata in modo errato e la respingono. Di conseguenza, la sentenza di condanna impugnata diventa definitiva e irrevocabile. Inoltre, i ricorrenti vengono condannati al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria, in questo caso fissata in 3.000 euro ciascuno, da versare alla Cassa delle ammende.

Le motivazioni: perché la Cassazione ha respinto il ricorso

La Suprema Corte ha motivato la sua decisione in modo molto chiaro. Il ricorso presentato dagli imputati è stato definito ‘del tutto generico ed aspecifico’. Mancava, secondo i giudici, una ‘puntuale enunciazione delle ragioni di diritto’ che giustificassero l’impugnazione. In altre parole, gli avvocati degli imputati non avevano spiegato in modo adeguato e dettagliato perché la sentenza della Corte d’Appello fosse sbagliata. Questa carenza ha reso impossibile per la Cassazione individuare i rilievi mossi ed esercitare il proprio sindacato. La decisione si fonda su un orientamento consolidato, che mira a evitare ricorsi puramente dilatori e a garantire che il giudizio di legittimità si concentri su questioni giuridiche precise.

Le conclusioni: la condanna definitiva e il principio affermato

L’esito finale della vicenda è la conferma definitiva della condanna per usura a carico dei due imputati. La dichiarazione di inammissibilità del ricorso ha chiuso ogni ulteriore possibilità di difesa. Questa ordinanza non è solo la conclusione di un caso specifico, ma serve come monito sull’importanza della tecnica e del rigore nella redazione degli atti processuali. Un diritto può essere perso non perché inesistente, ma perché è stato fatto valere nel modo sbagliato. La giustizia, soprattutto ai suoi massimi livelli, richiede chiarezza, specificità e competenza, elementi senza i quali anche la migliore delle ragioni rischia di non essere ascoltata.

Cosa significa che un ricorso è ‘generico’?
Significa che l’atto non spiega in modo chiaro e dettagliato quali sono i punti della sentenza precedente che si contestano e per quali motivi legali. È una critica vaga che non permette al giudice di capire il problema.

Quali sono le conseguenze di un ricorso inammissibile?
Il giudice non esamina il caso nel merito. La sentenza precedente diventa definitiva e la parte che ha presentato il ricorso viene condannata a pagare le spese del procedimento e una sanzione pecuniaria.

Posso presentare un nuovo ricorso se il primo è stato dichiarato inammissibile?
No, la dichiarazione di inammissibilità chiude definitivamente la possibilità di impugnare quella specifica sentenza. La decisione diventa irrevocabile.

Termini giuridici

Inammissibilità
Una sanzione processuale che impedisce al giudice di esaminare il merito (la sostanza) di una richiesta perché mancano i requisiti formali previsti dalla legge.
Ricorso generico
Un atto di appello che non indica in modo chiaro e preciso i motivi di disaccordo con la sentenza precedente, limitandosi a critiche vaghe e non specifiche.
Cassa delle ammende
Un ente statale finanziato con le somme derivanti da multe e ammende penali, utilizzato per finanziare programmi di reinserimento dei detenuti.
Spese processuali
I costi sostenuti dallo Stato per lo svolgimento di un processo, che la parte che perde la causa è solitamente condannata a pagare.
P.Q.M. (Per Questi Motivi)
Sigla che introduce la parte finale di una sentenza (il dispositivo), dove il giudice riassume la sua decisione finale.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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