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Falsa Testimonianza: Cittadino Danneggiato non è Persona Offesa

Un cittadino, sentendosi danneggiato da una presunta deposizione mendace, si oppone alla richiesta di archiviazione per il reato di falsa testimonianza. La Corte di Cassazione interviene per chiarire un principio fondamentale: la persona offesa reato di falsa testimonianza è esclusivamente lo Stato, non il privato cittadino. Questo perché il reato colpisce l’interesse pubblico al corretto funzionamento della giustizia. Di conseguenza, il cittadino non ha il diritto di impugnare la decisione di archiviazione. Il suo ricorso viene dichiarato inammissibile e viene condannato al pagamento di una sanzione.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 6 Num. 14481 Anno 2023
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Pubblicato il 3 maggio 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Riferimento Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 6 Num. 14481 Anno 2023 (Cass. pen. sez. 6 n. 14481/2023)

Chi è la vittima di una bugia in tribunale?

Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha riaffermato un principio cruciale nel diritto penale, rispondendo a una domanda solo apparentemente semplice: se un testimone mente in un processo danneggiando un privato, chi è la vera vittima? La risposta della Corte è netta e definisce con precisione i confini della qualifica di persona offesa reato di falsa testimonianza, stabilendo che tale ruolo spetta unicamente allo Stato. Questa decisione ha conseguenze pratiche significative per i cittadini che si ritengono lesi da dichiarazioni non veritiere rese in un’aula di giustizia.

Il caso: una testimonianza sospetta e la richiesta di archiviazione

La vicenda ha origine dalla denuncia di un cittadino convinto di essere stato danneggiato da una falsa testimonianza resa nel corso di un procedimento. A seguito delle indagini, il Pubblico Ministero non ha ritenuto di avere elementi sufficienti per sostenere l’accusa in giudizio e ha quindi richiesto al Giudice per le Indagini Preliminari (G.I.P.) di archiviare il caso. L’archiviazione è un provvedimento che chiude la fase delle indagini senza arrivare a un processo vero e proprio.

L’opposizione del cittadino e il ricorso in Cassazione

Il cittadino, non accettando la decisione, si è opposto formalmente alla richiesta di archiviazione, chiedendo al giudice di ordinare nuove indagini. Il G.I.P., tuttavia, ha respinto l’opposizione e ha confermato la chiusura del procedimento. Determinato a far valere le proprie ragioni, il cittadino ha presentato ricorso direttamente alla Corte di Cassazione, sostenendo che il provvedimento del giudice fosse illegittimo e anomalo (‘abnorme’).

Il ruolo della persona offesa reato di falsa testimonianza

Il nodo centrale della questione non riguarda i fatti, ma un punto di diritto fondamentale. Per poter contestare validamente un’ordinanza di archiviazione, la legge richiede che a farlo sia la ‘persona offesa’ dal reato. La Corte di Cassazione ha quindi dovuto stabilire se il privato cittadino che subisce un danno da una testimonianza falsa possa essere considerato tale. La risposta, basata su un orientamento consolidato, è stata negativa. Il reato di falsa testimonianza, previsto dall’articolo 372 del codice penale, non è posto a tutela del patrimonio o dell’onore del singolo, ma di un interesse superiore: il corretto e leale svolgimento dell’attività giudiziaria.

Le motivazioni della Cassazione: solo lo Stato è la vittima

Nelle sue motivazioni, la Suprema Corte ha spiegato in modo inequivocabile che l’unico soggetto leso, e quindi l’unica persona offesa reato di falsa testimonianza, è lo Stato. La bugia del testimone inquina la ricerca della verità processuale, minando la fiducia nel sistema giudiziario. Il privato può certamente subire un danno concreto da quella bugia, ma la sua posizione è quella di ‘danneggiato’ dal reato, non di ‘persona offesa’. Questa distinzione, apparentemente sottile, è in realtà decisiva. Solo la persona offesa ha il diritto di attivare certi strumenti processuali, come l’opposizione all’archiviazione e il successivo ricorso.

Le conclusioni: ricorso inammissibile e condanna alle spese

Sulla base di questo principio, la Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso del cittadino inammissibile. Non essendo legittimato a presentarlo, i giudici non sono nemmeno entrati nel merito delle sue richieste. L’esito per il ricorrente è stato duplice: non solo ha visto la sua richiesta respinta, ma è stato anche condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma di 3.000 euro alla cassa delle ammende. La sentenza ribadisce che le vie legali devono essere percorse nel rispetto delle regole procedurali e dei ruoli che la legge assegna a ciascun soggetto del processo.

Se una persona mente in tribunale danneggiandomi, posso denunciarla per falsa testimonianza?
Sì, chiunque può segnalare un reato alle autorità competenti. Tuttavia, non si verrà considerati la ‘persona offesa’ (vittima diretta) del reato di falsa testimonianza.

Chi è la vittima ufficiale nel reato di falsa testimonianza?
Secondo la giurisprudenza consolidata della Corte di Cassazione, l’unica persona offesa è lo Stato, perché la falsa testimonianza danneggia il corretto funzionamento della giustizia.

Se non sono la ‘persona offesa’, posso oppormi se il caso viene archiviato?
No. Proprio perché non si è qualificati come persona offesa, la legge non conferisce il potere di opporsi all’ordinanza di archiviazione per questo specifico reato.

Termini giuridici

Persona offesa
È il soggetto titolare del bene giuridico protetto dalla norma penale e che viene direttamente danneggiato dal reato. Non va confuso con il 'danneggiato', che è chiunque subisca un danno, anche solo patrimoniale, dal reato.
Ordinanza di archiviazione
Provvedimento con cui il Giudice per le Indagini Preliminari (G.I.P.) decide di chiudere un procedimento penale, su richiesta del Pubblico Ministero, quando la notizia di reato è infondata o mancano le condizioni per procedere.
Falsa testimonianza
Reato commesso da chi, deponendo come testimone davanti all'autorità giudiziaria, afferma il falso, nega il vero o tace su ciò che sa. Lede il corretto funzionamento della giustizia.
Ricorso inammissibile
Un ricorso che non può essere esaminato nel merito dal giudice perché privo dei requisiti previsti dalla legge (es. presentato da un soggetto non legittimato o fuori termine).
Abnormità del provvedimento
Vizio di un atto giudiziario talmente grave da renderlo anomalo rispetto al sistema processuale, perché stravolge le norme fondamentali del procedimento.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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