LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Infiltrazioni e immissioni fumi: risarcimento e lavori

Il Tribunale di Roma ha condannato un condominio per i danni causati da infiltrazioni d’acqua e immissioni fumi provenienti da parti comuni verso due unità abitative. Mentre è stato riconosciuto il danno da minor utilizzo per un balcone danneggiato, è stata respinta la richiesta per l’interno dell’appartamento in mancanza di prova di inagibilità. Il giudice ha ordinato l’esecuzione di specifici lavori tecnici e il rimborso delle spese di ripristino.

Prenota un appuntamento

Per una consulenza legale o per valutare una possibile strategia difensiva prenota un appuntamento.

La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)
Pubblicato il 28 aprile 2026 in Diritto Civile, Diritto Immobiliare, Giurisprudenza Civile

Aggiungi LexCED alle tue fonti preferite su Google

Riferimento Sentenza del Tribunale di Roma n. 6411/2026 del 24/04/2026 (Trib. Roma n. 6411/2026)

Infiltrazioni e immissioni fumi in condominio: la responsabilità del custode

Quando si vive in un edificio multipiano, il tema delle Infiltrazioni e immissioni fumi rappresenta una delle cause più frequenti di lite. Una recente sentenza del Tribunale di Roma affronta con precisione i limiti della responsabilità condominiale e i criteri per ottenere il risarcimento del danno.

I fatti di causa

I proprietari di due distinti appartamenti situati all’ultimo piano di un edificio hanno citato in giudizio il proprio condominio lamentando gravi disagi. Per la prima unità, è stata segnalata una persistente infiltrazione d’acqua proveniente dalla soletta di copertura, che ha reso inutilizzabile il balcone. Per la seconda unità, è stata denunciata la presenza di fumi provenienti dalla canna fumaria condominiale, che rendevano l’aria irrespirabile all’interno dei locali.

Nonostante i tentativi di risoluzione stragiudiziale e un procedimento di accertamento tecnico preventivo (ATP), il condominio non aveva provveduto a sanare definitivamente la situazione. I proprietari hanno quindi richiesto l’esecuzione dei lavori necessari e il risarcimento del danno per il mancato godimento degli immobili.

La decisione del Tribunale

Il Tribunale ha accolto parzialmente le domande dei ricorrenti. In primo luogo, ha confermato la responsabilità del condominio come custode dei beni comuni (tetto e canna fumaria) ai sensi dell’art. 2051 c.c.

Per quanto riguarda le Infiltrazioni e immissioni fumi, il giudice ha stabilito che:

  1. Il condominio deve eseguire a proprie spese le opere di rifacimento della canna fumaria e di impermeabilizzazione della soletta.
  2. È dovuto un risarcimento per il minor utilizzo del balcone, quantificato in via equitativa.
  3. Non è dovuto il risarcimento per l’interno dell’appartamento se non viene fornita la prova che i fumi abbiano reso l’immobile del tutto o parzialmente inagibile.

Analisi del danno patrimoniale

Un punto centrale della sentenza riguarda la prova del danno. Sebbene il Consulente Tecnico d’Ufficio avesse confermato la presenza dei problemi, il giudice ha ricordato che il risarcimento non è automatico. Nel caso dell’appartamento invaso dai fumi, il fatto che l’immobile fosse utilizzato con profitto come attività ricettiva (B&B) ha indebolito la tesi dei proprietari circa la totale impossibilità di godimento del bene.

le motivazioni

Le motivazioni del giudice si fondano sul principio della responsabilità oggettiva del custode. Il condominio è tenuto a mantenere le parti comuni in stato di efficienza per evitare danni alle proprietà esclusive. Tuttavia, il giudice ha sottolineato che il danno da ‘mancato godimento’ deve essere provato rigorosamente. Mentre per il balcone il distacco di intonaco rendeva palese l’impossibilità di sosta sicura, per l’interno dell’appartamento le immissioni erano legate solo a specifiche condizioni meteo, non integrando una condizione di inagibilità permanente tale da giustificare una liquidazione monetaria ulteriore rispetto al ripristino tecnico.

le conclusioni

In conclusione, la sentenza ordina al condominio l’esecuzione forzata dei lavori tecnici indicati dal perito, stabilendo una penale di 300 euro per ogni mese di ritardo nell’adempimento. Il condominio è stato inoltre condannato al pagamento di oltre 12.000 euro per i danni materiali e al rimborso parziale delle spese legali. Questo provvedimento ribadisce che, sebbene la tutela del proprietario sia ampia, l’onere della prova sull’entità del danno subito resta un pilastro fondamentale del processo civile.

Chi paga per le infiltrazioni provenienti dal tetto condominiale?
Il condominio, in qualità di custode dei beni comuni, è obbligato a pagare i lavori di riparazione e a risarcire i danni causati alle proprietà private, a meno che non provi il caso fortuito.

È possibile ottenere un risarcimento se il balcone è inutilizzabile per colpa del condominio?
Sì, se le infiltrazioni rendono il balcone insicuro o ne limitano l’uso, il proprietario ha diritto a un risarcimento per il minor godimento del bene, che può essere calcolato in via equitativa dal giudice.

Cosa succede se il condominio ritarda l’inizio dei lavori di riparazione?
Il giudice può imporre una penale pecuniaria per ogni giorno o mese di ritardo nell’esecuzione delle opere necessarie a eliminare le cause del danno, come deterrente per l’inerzia condominiale.

Termini giuridici

Custodia
Il potere di controllo e gestione che un soggetto esercita su una cosa, comportando la responsabilità per i danni da essa prodotti.
C.T.U.
Consulenza Tecnica d'Ufficio, ovvero l'indagine svolta da un esperto nominato dal giudice per chiarire aspetti tecnici.
Penale
Somma di denaro stabilita dal giudice che il debitore deve pagare per ogni giorno di ritardo nell'adempimento di un obbligo.
Soccombenza
La situazione della parte che perde la causa e che, generalmente, viene condannata a pagare le spese processuali.

Provvedimenti correlati

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

Desideri approfondire l'argomento ed avere una consulenza legale?

Prenota un appuntamento. La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza / conference call e si svolge in tre fasi.

Prima dell'appuntamento: analisi del caso prospettato. Si tratta della fase più delicata, perché dalla esatta comprensione del caso sottoposto dipendono il corretto inquadramento giuridico dello stesso, la ricerca del materiale e la soluzione finale.

Durante l’appuntamento: disponibilità all’ascolto e capacità a tenere distinti i dati essenziali del caso dalle componenti psicologiche ed emozionali.

Al termine dell’appuntamento: ti verranno forniti gli elementi di valutazione necessari e i suggerimenti opportuni al fine di porre in essere azioni consapevoli a seguito di un apprezzamento riflessivo di rischi e vantaggi. Il contenuto della prestazione di consulenza stragiudiziale comprende, difatti, il preciso dovere di informare compiutamente il cliente di ogni rischio di causa. A detto obbligo di informazione, si accompagnano specifici doveri di dissuasione e di sollecitazione.

Il costo della consulenza legale è di € 150,00.
02.37901052
8:00 – 20:00 (Lun - Sab)