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Trasferimento detenuti: chi paga le spese di trasporto?

La Corte di Cassazione ha affrontato il tema del trasferimento detenuti e della ripartizione delle spese di spedizione dei beni personali. Un detenuto aveva contestato l’addebito dei costi per il trasporto di un materasso ortopedico e di oltre quattrocento libri durante uno spostamento tra istituti non richiesto dall’interessato. La Suprema Corte ha annullato la decisione del Tribunale di Sorveglianza, stabilendo che l’Amministrazione deve farsi carico delle spese entro i limiti di peso normativi, a meno che il trasferimento non sia avvenuto su istanza del detenuto stesso.

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Pubblicato il 15 aprile 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

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Riferimento Sentenza di Cassazione Penale Sez. 1 Num. 2546 Anno 2023 (Cass. pen. sez. 1 n. 2546/2023)

Trasferimento detenuti: chi paga le spese di spedizione?

Il tema del trasferimento detenuti solleva spesso questioni pratiche riguardanti la gestione dei beni personali, come libri e attrezzature sanitarie. Una recente sentenza della Corte di Cassazione ha chiarito i criteri per l’addebito delle spese di trasporto, focalizzandosi sulla distinzione tra trasferimenti d’ufficio e trasferimenti su richiesta.

La normativa sulle spese di trasporto

Secondo l’ordinamento penitenziario, la gestione del bagaglio personale durante un trasferimento detenuti segue regole precise. L’articolo 83 del Regolamento di esecuzione stabilisce che l’Amministrazione penitenziaria deve farsi carico delle spese di spedizione degli oggetti personali fino a un limite massimo di dieci chilogrammi.

L’eccedenza di peso, invece, viene posta a carico del detenuto solo in una circostanza specifica: quando il trasferimento è avvenuto su sua domanda. Se lo spostamento è disposto dall’autorità per ragioni organizzative o di sicurezza, la disciplina cambia radicalmente, imponendo una verifica rigorosa dei costi applicati.

Il caso del materasso e dei libri

La vicenda analizzata riguarda un detenuto che, spostato da un istituto all’altro per motivi non dipendenti dalla sua volontà, si è visto addebitare i costi per la spedizione di un materasso ortopedico e di una vasta collezione di libri. Il Tribunale di Sorveglianza aveva inizialmente confermato l’addebito, sostenendo che l’acquisto di tali beni fosse una scelta autonoma del soggetto.

Tuttavia, la Cassazione ha ribaltato questa visione. Per quanto riguarda il materasso ortopedico, la normativa prevede che, se acquistato dal detenuto per necessità sanitarie certificate, il bene debba seguirlo nei successivi spostamenti. Per i libri, la quantità non può essere un criterio automatico per l’addebito dei costi se il trasferimento non è stato sollecitato dall’interessato.

Le motivazioni

La Suprema Corte ha rilevato che il Tribunale di Sorveglianza ha omesso di verificare se il peso complessivo degli oggetti giustificasse realmente l’accollo delle spese. La motivazione del giudice di merito è stata definita eccentrica rispetto alle disposizioni vigenti, poiché non ha tenuto conto del fatto che il trasferimento detenuti in questione non era avvenuto su richiesta.

Inoltre, è stato sottolineato come la tutela della salute, che include l’uso di presidi medici come il materasso ortopedico, debba essere garantita anche durante le fasi di traduzione. L’Amministrazione non può ignorare le proprie circolari interne che disciplinano la continuità del possesso di tali beni necessari.

Le conclusioni

In conclusione, la decisione ribadisce un principio di equità: il detenuto non deve subire un pregiudizio economico per decisioni logistiche assunte unilateralmente dall’Amministrazione. Il rinvio al Tribunale di Sorveglianza servirà a rideterminare correttamente la ripartizione dei costi, basandosi sull’effettivo peso degli oggetti e sulla natura non volontaria del trasferimento.

Chi paga le spese di spedizione degli oggetti personali del detenuto durante un trasferimento?
L’Amministrazione penitenziaria sostiene i costi fino a dieci chilogrammi. Per il peso eccedente, la spesa è a carico del detenuto solo se il trasferimento è avvenuto su sua specifica richiesta.

Cosa succede se il detenuto ha bisogno di un materasso ortopedico per motivi di salute?
Se la necessità è certificata e l’Amministrazione non può fornirlo, il detenuto può acquistarlo a proprie spese. In tal caso, il materasso deve seguire il detenuto in ogni suo successivo trasferimento.

È possibile contestare l’addebito delle spese di trasporto dei propri libri in carcere?
Sì, è possibile presentare un reclamo se l’Amministrazione addebita costi non dovuti, specialmente se il trasferimento è stato disposto d’ufficio e non su istanza del detenuto.

Termini giuridici

Traduzione
Attività di spostamento di un soggetto detenuto da un luogo a un altro, eseguita sotto scorta.
Reclamo
Atto con cui il detenuto contesta formalmente un provvedimento dell'amministrazione che lede i suoi diritti.
Sopravvitto
Sistema che permette ai detenuti di acquistare generi alimentari o oggetti personali non forniti dallo Stato.
Ordinanza
Provvedimento emesso da un giudice per decidere su questioni procedurali o incidentali durante un processo.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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