Rottamazione-ter: come chiudere i contenziosi in Cassazione
La procedura di Rottamazione-ter rappresenta uno strumento fondamentale per i contribuenti che desiderano regolarizzare la propria posizione fiscale, ponendo fine a lunghi e costosi contenziosi giudiziari. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce gli effetti della rinuncia al ricorso in presenza di questa definizione agevolata.
Il caso oggetto di analisi
La vicenda trae origine dalla notifica di una cartella di pagamento per imposte IRPEF non versate. Il contribuente, dopo aver perso nei primi due gradi di giudizio, ha proposto ricorso per legittimità. Tuttavia, nelle more del giudizio, ha deciso di avvalersi della normativa sulla Rottamazione-ter (art. 3 d.l. n. 119 del 2018), effettuando il pagamento delle prime rate e depositando formale rinuncia al ricorso.
La decisione della Suprema Corte
La Corte di Cassazione ha preso atto della volontà del ricorrente di non proseguire il giudizio. Un punto di particolare rilievo riguarda l’efficacia della rinuncia anche in assenza di prova del pagamento integrale di tutte le rate previste dal piano di definizione agevolata. La Corte ha stabilito che la dichiarazione di rinuncia, se regolarmente notificata, è idonea a determinare l’estinzione del processo.
Le motivazioni
Le motivazioni della Corte si fondano sull’applicazione degli articoli 390 e 391 del Codice di Procedura Civile. I giudici hanno evidenziato che la rinuncia al ricorso produce l’estinzione del giudizio senza necessità di accettazione da parte della controparte, qualora quest’ultima sia rimasta solo “intimata” (ovvero non abbia depositato controricorso). Inoltre, è stato chiarito che il subentro dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione a titolo universale non inficia la validità della notifica della rinuncia effettuata presso il precedente agente della riscossione. Infine, la Corte ha escluso l’obbligo di versamento del raddoppio del contributo unificato, poiché tale sanzione pecuniaria non si applica nei casi di estinzione per rinuncia.
Le conclusioni
In conclusione, l’adesione alla Rottamazione-ter costituisce una via d’uscita efficace per interrompere le liti pendenti in Cassazione. L’estinzione del giudizio per rinuncia permette al contribuente di evitare ulteriori spese processuali e il rischio di condanne al pagamento del doppio contributo unificato. Resta fondamentale la corretta notifica dell’atto di rinuncia per garantire la chiusura formale del fascicolo giudiziario, indipendentemente dall’accettazione della controparte inattiva.
Cosa succede se rinuncio al ricorso per aderire alla rottamazione?
Il giudizio si estingue immediatamente e non è necessaria l’accettazione della controparte se questa non ha depositato un controricorso formale.
Si deve pagare il raddoppio del contributo unificato in caso di estinzione?
No, la legge prevede il raddoppio del contributo unificato solo in caso di rigetto integrale o inammissibilità del ricorso, non per l’estinzione.
È necessario aver pagato tutte le rate per estinguere il giudizio?
Ai fini della rinuncia al ricorso, la Corte può dichiarare l’estinzione anche se il piano di rateizzazione è ancora in corso e non è stato completato.