Guida senza patente: Quando il Ricorso in Cassazione è Inammissibile
L’ordinanza in esame della Corte di Cassazione offre un importante chiarimento sui limiti del ricorso nel massimo grado di giudizio, specialmente in casi come la guida senza patente. La Suprema Corte ha stabilito che la mera riproposizione di argomenti già valutati e respinti in appello rende il ricorso inammissibile, con conseguenze economiche significative per il ricorrente. Analizziamo la vicenda e le motivazioni della decisione.
I Fatti del Caso
La vicenda processuale ha origine dalla condanna di un automobilista da parte del Tribunale di Termini Imerese per il reato di guida senza patente, commesso nel novembre 2017. La decisione di primo grado è stata integralmente confermata dalla Corte d’Appello di Palermo nel luglio 2022. L’imputato, non rassegnandosi alla condanna, ha deciso di presentare ricorso per cassazione, affidandosi a due specifiche censure.
I Motivi del Ricorso e la Guida senza Patente
Il ricorrente ha basato la sua difesa davanti alla Suprema Corte su due argomentazioni principali:
- Vizio di motivazione e violazione di legge: Sosteneva che non fosse stata raggiunta la prova certa della definitività di un precedente accertamento per una violazione analoga del codice della strada. Tale definitività è un presupposto fondamentale perché la guida senza patente, da illecito amministrativo, si trasformi in reato.
- Trattamento sanzionatorio: Lamentava la mancata applicazione della pena nel minimo edittale e il mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche, ritenendo la sanzione inflitta eccessivamente aspra.
Entrambi i motivi miravano a scardinare la decisione dei giudici di merito, sia sull’affermazione di responsabilità penale sia sulla quantificazione della pena.
La Decisione della Corte di Cassazione
La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 46532/2023, ha dichiarato il ricorso inammissibile. Questa decisione non entra nel merito delle questioni sollevate, ma si ferma a un giudizio preliminare sulla loro ammissibilità. La Corte ha ritenuto il ricorso “manifestamente infondato”, ovvero privo di qualsiasi possibilità di accoglimento.
Le Motivazioni della Suprema Corte
Il fulcro della decisione risiede nella constatazione che i motivi presentati dal ricorrente non erano nuovi, ma costituivano una semplice ripetizione di questioni già ampiamente discusse e risolte dalla Corte d’Appello. I giudici di legittimità hanno sottolineato che la sentenza impugnata aveva fornito una motivazione “adeguata, congrua, logica ed immune da vizi” per respingere le stesse argomentazioni.
Il ruolo della Corte di Cassazione, infatti, non è quello di riesaminare i fatti o le prove, compito che spetta ai giudici di primo e secondo grado, ma di verificare la corretta applicazione della legge e la logicità della motivazione. Riproporre le medesime questioni senza individuare vizi specifici nella sentenza d’appello trasforma il ricorso in un tentativo inammissibile di ottenere un terzo grado di giudizio sul merito, che non è consentito dalla legge.
Le Conclusioni e le Implicazioni Pratiche
La dichiarazione di inammissibilità ha comportato, ai sensi dell’art. 616 del codice di procedura penale, due conseguenze dirette per il ricorrente:
- La condanna al pagamento delle spese processuali.
- La condanna al versamento di una somma di tremila euro in favore della Cassa delle ammende, a titolo di sanzione pecuniaria per aver promosso un ricorso inammissibile.
Questa ordinanza ribadisce un principio fondamentale: il ricorso per cassazione deve basarsi su vizi di legittimità concreti e specifici della sentenza impugnata, non sulla semplice riproposizione di argomenti di fatto. Chi intende adire la Suprema Corte deve essere consapevole che un ricorso meramente reiterativo e infondato non solo sarà respinto, ma comporterà anche ulteriori e significative sanzioni economiche.
Per quale motivo il ricorso è stato dichiarato inammissibile?
Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché i motivi proposti erano una mera ripetizione di questioni già dedotte in appello, e già affrontate e risolte dalla Corte d’Appello con una motivazione ritenuta adeguata, congrua e logica. Di conseguenza, il ricorso è stato giudicato manifestamente infondato.
Quali sono le conseguenze per il ricorrente dopo la dichiarazione di inammissibilità?
In base all’articolo 616 del codice di procedura penale, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese del procedimento e al versamento della somma di tremila euro in favore della Cassa delle ammende a titolo di sanzione pecuniaria.
La Corte di Cassazione ha riesaminato le prove del reato di guida senza patente?
No, la Corte di Cassazione non ha riesaminato le prove. La sua decisione si è basata sulla valutazione di ammissibilità del ricorso, concludendo che le censure mosse erano una semplice riproposizione di argomenti già valutati nel giudizio di appello, senza entrare nel merito della colpevolezza.