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Ricorso inammissibile: quando è mera ripetizione

La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile perché i motivi proposti erano una semplice ripetizione di quelli già respinti in appello. La decisione sottolinea che un ricorso per essere ammissibile deve contenere una critica specifica e argomentata della sentenza impugnata, non limitarsi a riproporre le stesse difese. L’imputato è stato condannato al pagamento delle spese e a una sanzione pecuniaria.

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Pubblicato il 20 febbraio 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Riferimento Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 45760 Anno 2023 (Cass. pen. sez. 7 n. 45760/2023)

Ricorso Inammissibile: La Cassazione Sconfessa la Mera Ripetizione dei Motivi d’Appello

Quando si presenta un ricorso in Cassazione, non basta avere delle ragioni, ma è fondamentale saperle esporre nel modo corretto. Un recente provvedimento della Suprema Corte chiarisce un principio cruciale: la semplice riproposizione dei motivi già discussi e rigettati in appello porta a una dichiarazione di ricorso inammissibile. Questa decisione sottolinea l’importanza della specificità e della critica argomentata come requisiti essenziali per accedere al giudizio di legittimità.

I Fatti del Processo

Il caso trae origine da un ricorso presentato da un imputato avverso una sentenza della Corte d’Appello, la quale aveva confermato la sua condanna emessa in primo grado. L’imputato, non rassegnandosi alla decisione dei giudici di merito, decideva di rivolgersi alla Corte di Cassazione, ultimo grado di giudizio nel nostro ordinamento.

Il Motivo del Ricorso e la sua Criticità

L’unico motivo di doglianza sollevato dal ricorrente riguardava un presunto vizio di motivazione della sentenza d’appello. Nello specifico, si contestava la mancata valutazione circa l’attendibilità delle dichiarazioni rese dalle persone offese, asserendo che fossero prive di riscontri esterni. Tuttavia, come evidenziato dalla Suprema Corte, questo motivo non rappresentava una novità. Si trattava, infatti, di una ‘pedissequa reiterazione’ di argomentazioni già ampiamente esposte nel giudizio di appello e puntualmente disattese dalla Corte territoriale. In pratica, il ricorso non introduceva una critica mirata alla logica della sentenza di secondo grado, ma si limitava a riproporre le stesse identiche tesi difensive.

La Valutazione del Ricorso Inammissibile da parte della Suprema Corte

La Corte di Cassazione, nell’analizzare il ricorso, lo ha ritenuto palesemente inammissibile per due ragioni principali. In primo luogo, ha qualificato i motivi come ‘non specifici ma soltanto apparenti’. Questo significa che il ricorso, omettendo di assolvere alla sua funzione tipica, ovvero quella di una critica argomentata avverso la sentenza impugnata, si è rivelato uno strumento sterile. La Corte ha sottolineato come un ricorso in Cassazione non possa essere un semplice ‘copia e incolla’ dell’atto di appello.
In secondo luogo, il vizio di motivazione denunciato è stato giudicato ‘manifestamente infondato’. I giudici di legittimità hanno ritenuto l’argomentazione della Corte d’Appello corretta e non illogica, evidenziando che non sempre sono necessari riscontri esterni al narrato delle persone offese, specialmente quando, come nel caso di specie, esistono altri elementi di conferma pertinentemente valorizzati dalla corte di merito.

Le Motivazioni

La motivazione della Suprema Corte si fonda su un principio cardine del processo penale: il ricorso per cassazione deve avere un contenuto specifico e critico. Non può essere una mera riproposizione di questioni già decise. I giudici hanno chiarito che, quando i motivi di ricorso si limitano a ripetere ciò che è stato già esaminato e rigettato in appello, senza confrontarsi criticamente con le ragioni esposte nella sentenza impugnata, essi perdono la loro funzione. Diventano motivi ‘apparenti’, che non consentono alla Corte di Cassazione di svolgere il proprio ruolo di controllo sulla legittimità della decisione. La Corte ha inoltre ribadito che la valutazione sull’attendibilità dei testimoni, se logicamente motivata dal giudice di merito, non è sindacabile in sede di legittimità. Nel caso specifico, la Corte d’Appello aveva fornito una motivazione coerente e non illogica, rendendo la doglianza del ricorrente manifestamente infondata.

Le Conclusioni

La dichiarazione di ricorso inammissibile ha comportato conseguenze significative per il ricorrente. Oltre alla conferma definitiva della condanna, è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma di tremila euro alla Cassa delle ammende. Inoltre, è stato obbligato a rifondere le spese legali sostenute dalla parte civile in questo grado di giudizio, liquidate in 1.500 euro. Questa ordinanza serve da monito: l’accesso alla Corte di Cassazione è riservato a censure serie, specifiche e pertinenti, e un uso improprio di questo strumento processuale comporta sanzioni non trascurabili.

Perché il ricorso è stato dichiarato inammissibile?
Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché si limitava a ripetere in modo pedissequo i motivi già presentati e respinti nel giudizio di appello, senza formulare una critica specifica e argomentata contro la sentenza impugnata.

Cosa significa che i motivi di ricorso sono ‘non specifici ma soltanto apparenti’?
Significa che gli argomenti proposti non costituiscono una vera critica alla decisione della corte di merito, ma sono solo una riproposizione di difese precedenti. Di conseguenza, non assolvono alla funzione tipica del ricorso, che è quella di contestare in modo puntuale la sentenza di secondo grado.

Quali sono le conseguenze economiche della dichiarazione di inammissibilità?
Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali, al versamento di una somma di 3.000 euro in favore della Cassa delle ammende e alla rifusione delle spese di rappresentanza e difesa sostenute dalla parte civile, liquidate in 1.500 euro oltre accessori di legge.

Termini giuridici

Ricorso inammissibile
Un atto di impugnazione che viene respinto da un giudice senza esaminarne il merito, poiché privo dei requisiti formali o sostanziali richiesti dalla legge.
Pedissequa reiterazione
La riproposizione letterale e acritica di argomenti o motivi già presentati in una fase precedente del giudizio, senza un'effettiva critica alla decisione impugnata.
Spese processuali
I costi sostenuti durante un procedimento legale che la parte soccombente è generalmente tenuta a rimborsare alla parte vincitrice e allo Stato.
Cassa delle ammende
Un fondo statale, gestito dal Ministero della Giustizia, nel quale confluiscono le somme derivanti da sanzioni pecuniarie disposte dal giudice penale.
Parte Civile
La persona danneggiata da un reato che si costituisce nel processo penale per chiedere il risarcimento dei danni subiti.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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