LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Ricorso inammissibile: quando la Cassazione lo dichiara

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 43015/2023, ha dichiarato un ricorso inammissibile avverso una condanna per tentato furto. Il motivo è la genericità dell’impugnazione, che si limitava a riproporre argomenti già respinti in appello senza una critica specifica alla sentenza. Questa decisione sottolinea l’importanza di formulare motivi di diritto precisi per l’accesso al giudizio di legittimità.

Prenota un appuntamento

Per una consulenza legale o per valutare una possibile strategia difensiva prenota un appuntamento.

La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)
Pubblicato il 18 febbraio 2026 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Aggiungi LexCED alle tue fonti preferite su Google

Riferimento Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 43015 Anno 2023 (Cass. pen. sez. 7 n. 43015/2023)

Ricorso Inammissibile in Cassazione: Perché Ripetere gli Stessi Motivi Non Funziona

Presentare un ricorso in Cassazione richiede tecnica e precisione. Non è sufficiente essere convinti della propria innocenza; è fondamentale presentare argomenti giuridici validi e specifici. Una recente ordinanza della Suprema Corte ci ricorda una lezione fondamentale: la mera ripetizione di motivi già respinti in appello porta inevitabilmente a una declaratoria di ricorso inammissibile. Questo principio è cruciale per comprendere la funzione del giudizio di legittimità e le sue stringenti regole di accesso.

I Fatti del Caso: Dal Tentato Furto al Ricorso in Cassazione

La vicenda processuale ha origine da una condanna in primo grado per tentato furto pluriaggravato in concorso. La Corte d’Appello, in parziale riforma della prima sentenza, aveva ridotto lievemente la pena, escludendo una delle aggravanti contestate. L’imputata, non soddisfatta della decisione, decideva di proporre ricorso per Cassazione, affidandosi a un unico motivo: contestare la correttezza della motivazione che aveva portato alla sua condanna.

La Decisione della Cassazione: Analisi del Ricorso Inammissibile

La Corte di Cassazione ha stroncato sul nascere le speranze della ricorrente, dichiarando il ricorso inammissibile. La decisione non è entrata nel merito della colpevolezza o innocenza, ma si è fermata a un livello preliminare, quello dei requisiti di ammissibilità dell’impugnazione. Secondo i giudici, il motivo presentato era affetto da vizi insanabili che ne impedivano l’esame.

Le Motivazioni della Suprema Corte

La motivazione dell’ordinanza è un chiaro manuale su come NON si scrive un ricorso per Cassazione. La Corte ha evidenziato diverse criticità:

  1. Genericità: Il ricorso è stato definito “generico” perché si limitava a riproporre le stesse identiche argomentazioni già discusse e ritenute infondate dalla Corte d’Appello. Non è stata mossa una critica mirata e specifica alla sentenza di secondo grado, ma solo una riedizione di vecchie tesi difensive.
  2. Mera Apparenza: Di conseguenza, i motivi non erano “specifici” ma solo “apparenti”. Omettevano di svolgere la funzione tipica del ricorso di legittimità, che è quella di sottoporre alla Corte una critica argomentata e puntuale su precise violazioni di legge o vizi di motivazione presenti nella sentenza impugnata.
  3. Doglianze di Fatto: Il ricorso, inoltre, si risolveva in “mere doglianze in punto di fatto”. In altre parole, la ricorrente chiedeva alla Cassazione di rivalutare i fatti e le prove, un’operazione che è preclusa nel giudizio di legittimità. La Suprema Corte non è un terzo grado di merito, ma un giudice della corretta applicazione del diritto.
  4. Pedissequa Reiterazione: La Corte ha usato l’espressione “pedissequa reiterazione” per descrivere l’atto di ripresentare argomenti già esaminati e motivatamente disattesi dal giudice precedente. Questo comportamento processuale rende il ricorso privo della necessaria novità critica.

Le Conclusioni: Implicazioni Pratiche per la Difesa

Questa ordinanza ribadisce un principio cardine del nostro sistema processuale: il ricorso per Cassazione non è una terza chance per discutere i fatti. Per avere successo, un ricorso deve concentrarsi esclusivamente su questioni di diritto, evidenziando in modo chiaro e specifico dove e perché il giudice d’appello ha sbagliato nell’applicare la legge o nel motivare la sua decisione. La semplice riproposizione dei motivi d’appello non solo è inutile, ma comporta anche la condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende, come avvenuto nel caso di specie con una condanna al versamento di 3.000 euro. La lezione è chiara: per la Cassazione servono argomenti nuovi, pertinenti e squisitamente giuridici.

Perché la Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile?
La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile perché era generico e si limitava a ripetere le stesse argomentazioni già presentate e respinte dalla Corte d’Appello. Inoltre, il ricorso sollevava questioni di fatto e non di diritto, operazione non consentita nel giudizio di legittimità.

Cosa significa che un motivo di ricorso è “generico”?
Significa che non formula una critica specifica e argomentata contro la decisione impugnata, ma si limita a riproporre le stesse ragioni già esaminate e ritenute infondate dal giudice precedente, risultando così solo un’apparente, e non una reale, contestazione.

Quali sono le conseguenze di un ricorso dichiarato inammissibile?
La persona che ha presentato il ricorso viene condannata al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma di denaro in favore della Cassa delle ammende, che in questo caso è stata fissata in 3.000,00 euro.

Termini giuridici

Ricorso inammissibile
Un'impugnazione che viene respinta dalla corte senza entrare nel merito della questione, poiché priva dei requisiti formali o sostanziali richiesti dalla legge.
Sede di legittimità
Il grado di giudizio, tipico della Corte di Cassazione, dove si valuta unicamente la corretta applicazione delle norme di diritto, senza poter riesaminare i fatti del caso.
Doglianze in punto di fatto
Lamentele o argomentazioni che riguardano la ricostruzione dei fatti e le prove, che non possono essere oggetto di valutazione in sede di legittimità.
Pedissequa reiterazione
La ripetizione letterale e acritica di argomenti già presentati e respinti in un precedente grado di giudizio, considerata motivo di inammissibilità del ricorso.
Cassa delle ammende
Un ente statale finanziato con le somme derivanti da sanzioni pecuniarie penali, destinato a finanziare programmi di miglioramento delle infrastrutture carcerarie e di reinserimento dei detenuti.

Provvedimenti correlati

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

Desideri approfondire l'argomento ed avere una consulenza legale?

Prenota un appuntamento. La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza / conference call e si svolge in tre fasi.

Prima dell'appuntamento: analisi del caso prospettato. Si tratta della fase più delicata, perché dalla esatta comprensione del caso sottoposto dipendono il corretto inquadramento giuridico dello stesso, la ricerca del materiale e la soluzione finale.

Durante l’appuntamento: disponibilità all’ascolto e capacità a tenere distinti i dati essenziali del caso dalle componenti psicologiche ed emozionali.

Al termine dell’appuntamento: ti verranno forniti gli elementi di valutazione necessari e i suggerimenti opportuni al fine di porre in essere azioni consapevoli a seguito di un apprezzamento riflessivo di rischi e vantaggi. Il contenuto della prestazione di consulenza stragiudiziale comprende, difatti, il preciso dovere di informare compiutamente il cliente di ogni rischio di causa. A detto obbligo di informazione, si accompagnano specifici doveri di dissuasione e di sollecitazione.

Il costo della consulenza legale è di € 150,00.
02.37901052
8:00 – 20:00 (Lun - Sab)