Ricorso Inammissibile: la Cassazione e i Limiti dei Motivi d’Appello
La recente sentenza n. 16110/2024 della Corte di Cassazione offre un’importante lezione sulla tecnica processuale, ribadendo i rigorosi paletti per la formulazione dei motivi di impugnazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile presentato da un imputato, condannato per una serie di reati tra cui furto aggravato, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni. La decisione evidenzia come la genericità, la novità dei motivi e la mancata proposizione nei precedenti gradi di giudizio costituiscano ostacoli insormontabili all’esame di merito.
I Fatti del Processo
Il caso trae origine da una condanna per furto aggravato, ricettazione, resistenza e lesioni. La Corte d’Appello di Bologna, pur riformando parzialmente la sentenza di primo grado escludendo la recidiva, aveva confermato la condanna e la misura di sicurezza dell’espulsione dal territorio nazionale a pena espiata. L’imputato, tramite i suoi difensori, ha proposto ricorso per cassazione, articolando tre distinti motivi di censura.
I Motivi del Ricorso in Cassazione
La difesa dell’imputato ha basato l’impugnazione su tre punti principali:
- Violazione di legge sull’espulsione: Si contestava la legittimità della misura di sicurezza dell’espulsione, sostenendo che l’imputato convivesse con una cittadina italiana, condizione che, ai sensi della legge sull’immigrazione, avrebbe impedito il provvedimento.
- Difetto di motivazione sulla pena: Si lamentava una motivazione carente riguardo alla determinazione della pena base, agli aumenti per la continuazione tra i reati e al diniego delle attenuanti generiche, nonostante la giovane età del condannato.
- Insussistenza dell’aggravante del furto notturno: Si contestava l’applicazione dell’aggravante della cosiddetta “minorata difesa” (art. 61 n. 5 c.p.), argomentando che il furto, avvenuto nel centro di una città frequentata anche di notte, non aveva di fatto ridotto le possibilità di difesa, come dimostrato dall’allarme lanciato da un passante.
La Decisione della Cassazione sul ricorso inammissibile
La Suprema Corte ha rigettato in toto le doglianze, dichiarando il ricorso inammissibile per una pluralità di ragioni procedurali che precludevano l’analisi nel merito. Ogni motivo è stato ritenuto viziato da difetti che ne hanno compromesso l’ammissibilità.
Analisi dei Singoli Motivi di Inammissibilità
La Corte ha smontato punto per punto le argomentazioni difensive, evidenziando le seguenti criticità:
- Motivo sull’espulsione: Definito generico e, soprattutto, basato su un presupposto di fatto (la convivenza con la compagna italiana) diverso e nuovo rispetto a quello dedotto in appello (la convivenza con la famiglia d’origine). La Cassazione ha ribadito il principio secondo cui non possono essere introdotte in sede di legittimità questioni di fatto mai sottoposte al giudice d’appello.
- Motivo sulla dosimetria della pena: Giudicato palesemente generico. La Corte ha ricordato che la quantificazione della pena rientra nella discrezionalità del giudice di merito e non è sindacabile in Cassazione, a meno che non sia frutto di mero arbitrio o ragionamento illogico, cosa non ravvisata nel caso di specie.
- Motivo sull’aggravante: Decretato inammissibile perché la questione non era mai stata sollevata con l’atto di appello. La Corte ha colto l’occasione per precisare, comunque, che non è manifestamente illogico ritenere che, anche in un centro storico, la presenza di persone nelle ore notturne sia significativamente inferiore a quella diurna, creando così una condizione di vantaggio per il ladro e di minorata difesa per la vittima.
le motivazioni
Le motivazioni della Suprema Corte si fondano su principi cardine del diritto processuale penale. In primo luogo, vige il divieto di ‘ius novorum’ nel giudizio di legittimità: non è possibile introdurre per la prima volta in Cassazione questioni di fatto che avrebbero dovuto essere allegate e provate nei gradi di merito. Questo per evitare che la Corte di Cassazione si trasformi in un terzo grado di giudizio sul fatto e per garantire che il giudice d’appello abbia potuto effettivamente pronunciarsi su tutte le questioni rilevanti. In secondo luogo, la Corte riafferma la natura del suo sindacato, che è di legittimità e non di merito. La valutazione sulla congruità della pena, se adeguatamente motivata e non palesemente illogica, è insindacabile. Infine, la decisione sottolinea un onere fondamentale della difesa: i motivi di gravame devono essere specifici e devono essere proposti tempestivamente nel grado di giudizio competente. Una questione non sollevata in appello non può, di regola, essere dedotta per la prima volta in Cassazione.
le conclusioni
La sentenza rappresenta un monito fondamentale per gli operatori del diritto. La preparazione di un’impugnazione efficace richiede non solo una profonda conoscenza del diritto sostanziale, ma anche un’attenzione meticolosa alle regole procedurali. I motivi di appello e di ricorso devono essere chiari, specifici, pertinenti e, soprattutto, coerenti lungo tutto l’arco del processo. Introdurre elementi di novità fattuale o sollevare per la prima volta doglianze in Cassazione è una strategia destinata al fallimento, che conduce a una pronuncia di inammissibilità con conseguente condanna alle spese e al pagamento di una sanzione pecuniaria.
È possibile introdurre un nuovo argomento di fatto per la prima volta in un ricorso per cassazione?
No. La Corte di Cassazione ha stabilito che non sono deducibili questioni basate su presupposti di fatto del tutto diversi da quelli indicati in appello, poiché ciò sottrarrebbe la questione alla cognizione del giudice del grado precedente.
La Corte di Cassazione può riesaminare la quantità della pena decisa dal giudice di merito?
No, di regola. La graduazione della pena rientra nella discrezionalità del giudice di merito. La Cassazione può intervenire solo se la determinazione della pena è frutto di mero arbitrio o di un ragionamento manifestamente illogico, cosa che non è stata riscontrata nel caso in esame.
Perché il motivo sull’aggravante del furto notturno è stato dichiarato inammissibile?
Il motivo è stato dichiarato inammissibile principalmente perché la questione sulla configurabilità di tale aggravante non era stata proposta con l’atto di appello. Si tratta di una questione che doveva essere sollevata nel precedente grado di giudizio per poter essere esaminata in sede di legittimità.