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Ricorso inammissibile: quando è mera riproduzione

Un imputato, condannato per lesioni e minacce, ha presentato ricorso in Cassazione. La Corte Suprema ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo due principi chiave: la violazione della regola di giudizio ‘oltre ogni ragionevole dubbio’ (art. 533 c.p.p.) non è un motivo valido di impugnazione, e la semplice riproposizione di argomenti già respinti in appello rende il ricorso inammissibile. Di conseguenza, l’imputato è stato condannato al pagamento delle spese e di un’ammenda.

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Pubblicato il 20 gennaio 2026 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

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Riferimento Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 28311 Anno 2024 (Cass. pen. sez. 7 n. 28311/2024)

Ricorso Inammissibile: La Cassazione Chiarisce i Limiti dell’Impugnazione

Quando un ricorso in Cassazione viene respinto senza nemmeno essere esaminato nel merito? La recente ordinanza della Corte di Cassazione, Sezione VII Penale, fornisce una risposta chiara, sottolineando che un ricorso inammissibile è tale quando si fonda su motivi non consentiti dalla legge o sulla mera riproposizione di argomenti già vagliati. Questa decisione offre importanti spunti sulla corretta redazione degli atti di impugnazione e sulle conseguenze di un’iniziativa processuale infondata.

I Fatti del Processo: dall’Appello alla Cassazione

Il caso trae origine dalla condanna di un individuo da parte della Corte di Appello per reati di lesioni personali aggravate e minaccia. L’imputato, non accettando la decisione, decideva di presentare ricorso per Cassazione, affidandosi a due principali motivi di doglianza. Il primo motivo denunciava la violazione dell’articolo 533 del codice di procedura penale, che impone al giudice di pronunciare sentenza di condanna solo se l’imputato risulta colpevole ‘al di là di ogni ragionevole dubbio’. Il secondo motivo, invece, contestava l’applicazione dell’articolo 99 del codice penale, relativo alla recidiva e alla pericolosità sociale del soggetto, già ritenuto delinquente abituale.

I Motivi del Ricorso Inammissibile

La Suprema Corte ha analizzato entrambi i motivi, dichiarando l’intero ricorso inammissibile. La decisione si fonda su due principi cardine della procedura penale, che meritano un’analisi approfondita.

La Violazione dell’Art. 533 c.p.p.: una ‘Regola di Giudizio’ non Impugnabile

Il primo motivo è stato giudicato inammissibile perché, secondo la costante giurisprudenza, l’articolo 533 del codice di procedura penale non è una norma processuale la cui violazione dia luogo a nullità, inutilizzabilità, inammissibilità o decadenza. Si tratta, invece, di una ‘regola di giudizio’, un canone che deve guidare il giudice nella valutazione delle prove e nella formazione del suo convincimento.

Come chiarito dalle Sezioni Unite (sent. n. 29541/2020), la violazione di una regola di giudizio non può essere dedotta come motivo di ricorso ai sensi dell’articolo 606, comma 1, lettera c), del codice di procedura penale. Di conseguenza, contestare la sentenza sostenendo semplicemente che il giudice non abbia rispettato il criterio dell’ ‘oltre ogni ragionevole dubbio’ non è sufficiente per accedere al giudizio di legittimità.

La Mera Ripetizione dei Motivi e la Pericolosità Sociale

Anche il secondo motivo è stato considerato inammissibile. La Corte ha osservato che le argomentazioni della difesa erano una ‘mera riproduzione’ di censure già esaminate e respinte con motivazioni giuridicamente corrette dalla Corte d’Appello. Il giudice di secondo grado, infatti, aveva giustificato la sua decisione non solo sulla base di dati formali, ma anche considerando che il nuovo episodio criminoso era espressione di una ‘maggiore pericolosità sociale’ dell’imputato, già qualificato come ‘delinquente abituale’.

Presentare in Cassazione le stesse identiche argomentazioni, senza individuare vizi specifici nella motivazione della sentenza impugnata, trasforma il ricorso in un tentativo di ottenere un terzo grado di giudizio sul merito dei fatti, funzione che non spetta alla Corte di Cassazione.

Le Motivazioni della Corte

La Corte di Cassazione, nel dichiarare il ricorso inammissibile, ha ribadito la sua funzione di giudice di legittimità, non di merito. Il suo compito non è rivalutare le prove, ma verificare la corretta applicazione della legge e la logicità della motivazione della sentenza impugnata. Un ricorso che non denuncia vizi specifici ma si limita a riproporre le stesse questioni già decise, o che si basa sulla presunta violazione di semplici regole di giudizio, non supera il vaglio di ammissibilità. La condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende rappresenta la conseguenza diretta di un’impugnazione che si rivela priva di fondamento.

Le Conclusioni: Implicazioni Pratiche della Decisione

Questa ordinanza serve da monito per la redazione dei ricorsi per Cassazione. È fondamentale che i motivi di impugnazione siano specifici, pertinenti e fondati su vizi tassativamente previsti dalla legge. Non è sufficiente manifestare un generico dissenso con la decisione di merito. Al contrario, è necessario individuare con precisione gli errori di diritto o i vizi logici della motivazione. In caso contrario, il rischio concreto non è solo quello di vedere il proprio ricorso respinto, ma anche di subire una condanna economica che aggrava la posizione del ricorrente. La decisione rafforza il principio di economia processuale, scoraggiando impugnazioni meramente dilatorie e infondate.

È possibile impugnare una sentenza per violazione dell’articolo 533 del codice di procedura penale (regola dell’ ‘oltre ogni ragionevole dubbio’)?
No, secondo la Corte di Cassazione, l’articolo 533 c.p.p. stabilisce solo una ‘regola di giudizio’ e non una norma processuale la cui violazione è sanzionata con nullità, inammissibilità, inutilizzabilità o decadenza. Pertanto, non può costituire un valido motivo di ricorso.

Cosa succede se un ricorso in Cassazione si limita a ripetere gli stessi argomenti già respinti dalla Corte d’Appello?
Il ricorso viene dichiarato inammissibile. La Corte ha specificato che la mera riproduzione di censure già vagliate e disattese dal giudice di merito, senza l’introduzione di nuovi profili critici, non costituisce un motivo valido di impugnazione.

Quali sono le conseguenze economiche di un ricorso dichiarato inammissibile?
Il ricorrente viene condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma di denaro (in questo caso, tremila euro) in favore della Cassa delle ammende.

Termini giuridici

Ricorso inammissibile
Un'impugnazione che non può essere esaminata dal giudice perché priva dei requisiti formali o sostanziali previsti dalla legge, come la presentazione di motivi non consentiti o la mera ripetizione di argomenti già valutati.
Delinquente abituale
Una qualifica giuridica attribuita a chi, dopo diverse condanne per reati della stessa indole, commette un nuovo delitto, dimostrando una consolidata tendenza a delinquere, con conseguenze sul trattamento sanzionatorio.
Cassa delle ammende
Un ente pubblico che finanzia programmi di reinserimento per i detenuti, alimentato principalmente dalle sanzioni pecuniarie imposte nelle condanne penali, come quelle previste in caso di ricorso inammissibile.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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