Deposito Appello Penale: la Data che Conta è Quella del Timbro
Nel processo penale, il rispetto dei termini impugnazione appello è un requisito fondamentale per garantire l’accesso alla giustizia e la validità del procedimento. Una recente sentenza della Corte di Cassazione (Sent. n. 29610/2024) ha ribadito un principio cruciale: la tempestività di un’impugnazione si valuta dalla data in cui l’atto viene depositato in cancelleria, e non da quando quest’ultima lo trasmette ad un altro ufficio. Un caso emblematico che ha corretto un palese errore di una Corte d’Appello.
I Fatti di Causa: dal Tribunale alla Corte d’Appello
Un imputato, condannato dal Tribunale di Livorno per bancarotta, decideva di appellare la sentenza. I termini per il deposito delle motivazioni della sentenza di primo grado scadevano il 14 aprile 2021. Da quella data, la difesa aveva 45 giorni per presentare l’atto di appello, con scadenza fissata al 31 maggio 2021.
Il difensore procedeva al deposito dell’atto di appello presso la cancelleria del Tribunale di Pisa il 28 maggio 2021, quindi ampiamente entro la scadenza. Tuttavia, la Corte d’Appello di Firenze, chiamata a decidere sul gravame, dichiarava l’appello inammissibile per tardività. La ragione? Aveva considerato come data di presentazione il 1 giugno 2021, ovvero il giorno in cui la cancelleria di Pisa aveva spedito, tramite raccomandata, l’atto alla cancelleria di Firenze.
L’Errore della Corte d’Appello sui Termini Impugnazione Appello
La decisione della Corte territoriale si fondava su un evidente equivoco. Ha confuso il momento del perfezionamento del deposito da parte del soggetto legittimato (il difensore) con un’attività amministrativa successiva e interna agli uffici giudiziari (la trasmissione degli atti). Come evidenziato dal ricorso in Cassazione, il timbro apposto dalla cancelleria del Tribunale di Pisa sull’atto stesso attestava in modo inconfutabile la data del deposito: 28 maggio 2021. Questa è l’unica data rilevante ai fini del calcolo dei termini perentori previsti dalla legge.
Le Motivazioni della Suprema Corte di Cassazione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, definendolo “fondato”. Gli Ermellini hanno smontato la tesi della Corte d’Appello con un ragionamento lineare e ineccepibile. La raccomandata del 1 giugno non era stata inviata dal difensore, ma dal Tribunale di Pisa, come parte della procedura di trasmissione degli atti all’organo competente per il giudizio di secondo grado. L’atto di appello, invece, era già stato ritualmente e tempestivamente depositato il 28 maggio 2021, come consentito dalla normativa all’epoca vigente (art. 582, comma 2, cod. proc. pen., oggi abrogato ma applicabile al caso di specie).
Il deposito si era perfezionato in quel momento, rendendo l’atto pienamente valido ed efficace. Di conseguenza, la dichiarazione di inammissibilità era illegittima e basata su un’errata interpretazione dei fatti e delle prove documentali, in primis il timbro della cancelleria.
Le Conclusioni: l’Importanza della Prova del Deposito
La Suprema Corte ha quindi annullato senza rinvio l’ordinanza impugnata e ha disposto la trasmissione degli atti alla Corte di Appello di Firenze per la celebrazione del giudizio. Questa sentenza rafforza un principio fondamentale di procedura: la prova del deposito di un atto giudiziario è costituita dal timbro e dalla data apposti dall’ufficio ricevente. Le successive attività di gestione e trasmissione del fascicolo non possono incidere sulla tempestività dell’azione della parte. Un monito sull’importanza di una corretta lettura degli atti processuali per evitare decisioni che, come in questo caso, negano ingiustamente il diritto a un riesame della decisione di primo grado.
Qual è il momento che determina la tempestività di un appello depositato in cancelleria?
Il momento determinante è la data in cui l’atto viene fisicamente depositato presso la cancelleria competente, attestata dal timbro ufficiale apposto sull’atto stesso, e non la data in cui la cancelleria provvede a trasmetterlo ad un altro ufficio giudiziario.
Perché la Corte d’Appello aveva dichiarato l’appello inammissibile?
La Corte d’Appello ha commesso un errore, considerando come data di deposito dell’appello quella della spedizione della raccomandata con cui il Tribunale di Pisa trasmetteva gli atti (1 giugno 2021), invece della data effettiva in cui il difensore lo aveva depositato (28 maggio 2021), che era entro i termini.
Cosa ha deciso la Corte di Cassazione in questo caso?
La Corte di Cassazione ha annullato la decisione della Corte d’Appello, stabilendo che l’appello era stato proposto tempestivamente. Di conseguenza, ha ordinato che gli atti fossero restituiti alla Corte d’Appello di Firenze per procedere con il giudizio di merito.