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Fatto di lieve entità: quando il ricorso è inammissibile

La Corte di Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi di due imputati condannati per spaccio e detenzione di stupefacenti. La richiesta di riconoscere il fatto di lieve entità è stata respinta perché i ricorsi erano vaghi e reiterativi. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, i quali avevano escluso la lieve entità sulla base della pluralità delle sostanze e delle modalità organizzate dell’azione, ritenendo la motivazione della sentenza d’appello adeguata e priva di vizi logici.

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Pubblicato il 8 gennaio 2026 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

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Riferimento Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 41361 Anno 2024 (Cass. pen. sez. 7 n. 41361/2024)

Fatto di Lieve Entità: I Criteri della Cassazione per un Ricorso Ammissibile

L’ordinanza in esame offre un’importante lezione sulla disciplina del fatto di lieve entità in materia di stupefacenti e sui requisiti di ammissibilità del ricorso per cassazione. La Suprema Corte, con una decisione netta, ribadisce come la genericità e la ripetitività dei motivi di ricorso conducano inevitabilmente a una declaratoria di inammissibilità, specialmente quando la decisione impugnata è sorretta da una motivazione logica e coerente. Analizziamo insieme i dettagli di questa pronuncia.

I Fatti del Processo

La vicenda processuale ha origine dalla condanna di due soggetti da parte del Tribunale di Trani. Il primo era stato riconosciuto responsabile della cessione di sostanze stupefacenti al secondo, il quale, a sua volta, era stato condannato per detenzione delle stesse sostanze ai fini di spaccio. La sentenza di primo grado veniva integralmente confermata dalla Corte di Appello di Bari.

Avverso la decisione di secondo grado, entrambi gli imputati proponevano ricorso per cassazione. Le doglianze erano incentrate, per entrambi, sulla richiesta di riqualificazione del reato nell’ipotesi del fatto di lieve entità, prevista dall’articolo 73, comma 5, del d.P.R. 309/1990. Uno degli imputati lamentava inoltre il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche e una pena eccessivamente severa.

La Decisione della Corte di Cassazione

La Corte di Cassazione ha dichiarato entrambi i ricorsi inammissibili. Secondo i giudici di legittimità, le censure mosse dagli imputati erano “manifestamente infondate”. La Corte non è entrata nel merito delle questioni sollevate, ma si è fermata a un giudizio preliminare sulla qualità dei ricorsi stessi, ritenendoli inadeguati a superare il vaglio di ammissibilità.

Di conseguenza, i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di tremila euro ciascuno in favore della Cassa delle ammende, come previsto dall’articolo 616 del codice di procedura penale in caso di inammissibilità del ricorso.

Le Motivazioni: Perché il Fatto di Lieve Entità è stato Escluso

Il cuore della decisione risiede nelle motivazioni con cui la Cassazione ha respinto le argomentazioni dei ricorrenti. La Corte ha evidenziato due criticità fondamentali nei ricorsi presentati:

  1. Vaghezza e Genericità: I ricorsi sono stati giudicati come “deduzioni vaghe e non specifiche”. Invece di contestare in modo puntuale e argomentato la sentenza della Corte di Appello, gli imputati si sono limitati a riproporre questioni già esaminate e respinte nei precedenti gradi di giudizio.
  2. Mera Reiterazione: Le censure sono apparse come una semplice ripetizione di argomenti già vagliati e disattesi dai giudici di merito. Un ricorso per cassazione, per essere ammissibile, deve contenere una critica specifica alle argomentazioni della decisione impugnata, non limitarsi a ripresentare le stesse difese.

La Suprema Corte ha sottolineato che la sentenza d’appello era ben motivata, immune da vizi logico-giuridici e basata su solide acquisizioni probatorie. I giudici di merito avevano correttamente escluso l’ipotesi del fatto di lieve entità basandosi su elementi concreti, quali la “pluralità delle sostanze” e le “modalità organizzate dell’agire”. Questi fattori indicavano un’operatività criminale non compatibile con la scarsa offensività richiesta per la configurabilità del reato minore. Anche il trattamento sanzionatorio è stato ritenuto sorretto da una motivazione sufficiente e non illogica.

Conclusioni: Le Implicazioni Pratiche della Pronuncia

Questa ordinanza ribadisce un principio fondamentale del processo penale: il ricorso per cassazione non è una terza istanza di merito. Per avere successo, un ricorso deve evidenziare specifici errori di diritto o vizi di motivazione manifestamente illogici presenti nella sentenza impugnata. Non è sufficiente esprimere un generico dissenso o riproporre le medesime argomentazioni già respinte.

Per gli operatori del diritto, la lezione è chiara: la redazione di un ricorso efficace richiede una critica argomentata, puntuale e specifica della decisione che si intende contestare. In materia di stupefacenti, chi invoca il fatto di lieve entità deve confrontarsi analiticamente con gli indici fattuali valorizzati dai giudici di merito (quantità, qualità, modalità dell’azione, ecc.) e dimostrare perché la loro valutazione sarebbe errata in diritto o palesemente illogica. In assenza di una critica così strutturata, il rischio di una declaratoria di inammissibilità, con le conseguenti sanzioni economiche, è estremamente elevato.

Quando un ricorso in Cassazione viene considerato inammissibile?
Un ricorso viene considerato inammissibile quando le censure sono meramente reiterative di profili già esaminati e disattesi dai giudici di merito, e si presentano come deduzioni vaghe e non specifiche che non criticano in modo argomentato la sentenza impugnata.

Quali elementi hanno portato i giudici a escludere il fatto di lieve entità nel caso di specie?
I giudici hanno escluso l’ipotesi del fatto di lieve entità sulla base della pluralità delle sostanze stupefacenti coinvolte e delle modalità organizzate con cui è stata condotta l’attività illecita.

Cosa succede in caso di inammissibilità del ricorso in Cassazione?
Alla declaratoria di inammissibilità segue la condanna dei ricorrenti al pagamento delle spese del procedimento e di una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende, come previsto dall’art. 616 del codice di procedura penale.

Termini giuridici

Inammissibilità
Condizione di un ricorso che ne impedisce l'esame nel merito a causa di vizi di forma o per manifesta infondatezza delle ragioni presentate.
Fatto di lieve entità
Ipotesi di reato meno grave prevista per i delitti di droga, valutata considerando i mezzi, le modalità, le circostanze dell'azione, la qualità e quantità delle sostanze.
Ricorso per cassazione
Mezzo di impugnazione finale con cui si chiede alla Corte di Cassazione di verificare la corretta applicazione della legge da parte dei giudici di merito, senza riesaminare i fatti.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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