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Clausola di deroga: quale prevale tra due contratti?

Una società subappaltatrice chiede il pagamento per lavori, ma sorge un conflitto sulla competenza territoriale. Due contratti successivi tra le stesse parti contengono una diversa clausola di deroga al foro. La Corte di Cassazione stabilisce che la clausola contenuta nel contratto di subappalto specifico, essendo più recente e direttamente collegata ai lavori in questione, prevale su quella più generale presente nel precedente accordo quadro, assegnando così la competenza al foro indicato nel subappalto.

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Riferimento Ordinanza di Cassazione Civile Sez. 2 Num. 30936 Anno 2025 (Cass. civ. sez. 2 n. 30936/2025)

Clausola di deroga nel subappalto: la specificità vince sulla generalità

Quando le aziende stipulano più contratti nel tempo, può sorgere confusione su quale accordo prevalga, specialmente se contengono disposizioni contrastanti. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha chiarito un punto cruciale riguardo alla clausola di deroga al foro competente, stabilendo un principio di specificità che offre preziose indicazioni per la redazione dei contratti commerciali. Il caso analizzato riguarda un conflitto tra una clausola contenuta in un accordo di partnership generale e una successiva, diversa, inserita in un contratto di subappalto specifico.

Il caso: un conflitto tra accordo quadro e contratto di subappalto

La vicenda vede protagoniste due società: una committente e una subappaltatrice. In un primo momento, nel maggio 2021, le due aziende avevano siglato un contratto di business partnership per regolare i loro futuri rapporti commerciali. Tale accordo conteneva una clausola che designava il Tribunale di Lecce come foro esclusivo per qualsiasi controversia.

Successivamente, nell’ottobre 2021, le stesse parti hanno concluso un contratto di subappalto per la realizzazione di una cabina elettrica. Questo secondo contratto, specifico per quell’opera, indicava invece il Tribunale di Roma come foro convenzionale esclusivo.

La subappaltatrice, dopo aver eseguito lavori preparatori per un valore di oltre 116.000 euro, ha chiesto il pagamento, ma di fronte alla controversia sorta, si è posto il problema di quale tribunale fosse competente. La subappaltatrice sosteneva la competenza del Tribunale di Lecce, in base all’accordo quadro, mentre la committente indicava il Tribunale di Roma, come previsto dal subappalto. Il Tribunale di Lecce, inizialmente adito, ha declinato la propria competenza, spingendo la subappaltatrice a ricorrere in Cassazione.

La decisione della Corte sulla clausola di deroga

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la competenza del Tribunale di Roma. La decisione si fonda su un’interpretazione logica e sistematica della volontà delle parti. Secondo i giudici, il contratto di subappalto, essendo successivo e specifico per i lavori oggetto della richiesta di pagamento, prevale sull’accordo quadro precedente e di natura generale.

La Corte ha ritenuto che la clausola di deroga contenuta nel contratto di subappalto fosse quella pienamente operante, in quanto direttamente e strettamente collegata all’oggetto della controversia: il pagamento dei corrispettivi per i lavori di realizzazione della cabina elettrica.

Le motivazioni: perché la clausola di deroga del subappalto è decisiva?

La Corte ha basato la sua decisione su diversi elementi chiave. In primo luogo, ha osservato che la domanda di pagamento e le fatture emesse facevano esplicito riferimento al contratto di subappalto di ottobre 2021. Questo legame documentale ha dimostrato che la controversia era nata nell’ambito di quel contratto specifico.

In secondo luogo, la Corte ha sottolineato che anche i lavori definiti come ‘preparatori’ dalla ricorrente erano comunque funzionali e strettamente collegati alla realizzazione dell’opera oggetto del subappalto. Pertanto, non potevano essere considerati come un’attività separata e riconducibile al generico accordo di partnership. È apparso logico, secondo la Suprema Corte, che le parti avessero inteso concentrare tutte le controversie relative a quel progetto specifico presso un unico foro, quello di Roma, che peraltro era lo stesso indicato nel contratto di appalto principale tra la committente e il suo cliente.

Conclusioni: implicazioni pratiche per le imprese

Questa ordinanza offre un importante monito per le imprese che gestiscono rapporti commerciali complessi e regolati da più accordi contrattuali. La specificità prevale sulla generalità. Quando si stipula un contratto per un progetto specifico (come un subappalto), le clausole in esso contenute, inclusa la clausola di deroga al foro competente, sono destinate a regolare tutte le questioni relative a quel progetto, superando eventuali disposizioni più generiche contenute in accordi quadro precedenti. Per evitare ambiguità e costosi contenziosi, è fondamentale garantire coerenza tra i vari contratti e, se necessario, specificare esplicitamente quale accordo prevale sugli altri in caso di conflitto.

Quando due contratti tra le stesse parti contengono clausole di deroga al foro competente diverse, quale prevale?
Secondo la Corte di Cassazione, prevale la clausola contenuta nel contratto più specifico e successivo, che regola direttamente l’oggetto della controversia, rispetto a quella contenuta in un accordo quadro più generale e precedente.

I lavori preparatori a un subappalto rientrano nella competenza territoriale definita dal subappalto stesso?
Sì. La Corte ha stabilito che anche i lavori preparatori, se funzionali e strettamente collegati all’oggetto del subappalto, ricadono sotto la clausola sul foro competente prevista da quel medesimo contratto di subappalto.

Cosa succede se la clausola sul foro competente nel subappalto è coerente con quella del contratto di appalto principale?
Questo elemento rafforza la validità della clausola del subappalto. La Corte ha considerato logico che le parti avessero inteso prevedere lo stesso foro (in questo caso Roma) sia per l’appalto principale sia per il subappalto, concentrando così tutte le potenziali controversie relative al progetto presso un unico tribunale.

Termini giuridici

Foro convenzionale esclusivo
Il tribunale specificamente scelto dalle parti come l'unico competente a decidere sulle controversie nascenti dal loro contratto, escludendo ogni altra alternativa.
Regolamento di competenza
Strumento processuale con cui si chiede alla Corte di Cassazione di decidere quale, tra più giudici, sia quello competente a trattare una causa.
Controricorrente
La parte che, in un giudizio di Cassazione, si difende presentando argomenti contro il ricorso proposto dalla parte avversaria (ricorrente).
Subappalto
Contratto con cui l'appaltatore affida a un terzo l'esecuzione, in tutto o in parte, dei lavori che si è impegnato a compiere verso il committente.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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