Ricorso Inammissibile: Quando la Cassazione Non Può Riesaminare la Pena
L’ordinanza in esame offre un chiaro esempio dei limiti del giudizio di legittimità, ribadendo un principio fondamentale del nostro sistema processuale: la Corte di Cassazione non è un terzo grado di giudizio sul merito. Quando un ricorso inammissibile viene presentato, le conseguenze per il ricorrente possono essere significative, non solo in termini di esito processuale ma anche economici. Analizziamo la decisione per comprendere le ragioni che hanno portato la Suprema Corte a questa conclusione.
I Fatti del Caso
Un imputato, a seguito di una condanna confermata dalla Corte d’Appello di Napoli, ha deciso di presentare ricorso per Cassazione. L’oggetto della sua contestazione non riguardava la sussistenza del reato o la sua colpevolezza, bensì la determinazione del trattamento punitivo, ovvero l’entità della pena che gli era stata inflitta. Il ricorrente, attraverso i suoi difensori, ha sostenuto che la pena fosse inadeguata, presentando specifiche deduzioni difensive per chiederne una rimodulazione.
La Decisione della Corte sul Ricorso Inammissibile
La Settima Sezione Penale della Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso e lo ha dichiarato inammissibile. Di conseguenza, non solo ha rigettato le richieste del ricorrente, ma lo ha anche condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma di tremila euro in favore della Cassa delle ammende. Questa decisione si basa su una valutazione preliminare che impedisce alla Corte di entrare nel vivo delle argomentazioni difensive relative alla quantificazione della pena.
Le Motivazioni
Il cuore della decisione risiede nella natura del giudizio di Cassazione. La Corte ha chiarito che il ricorso era inammissibile perché verteva esclusivamente sulla determinazione del trattamento punitivo. Secondo i giudici, la sentenza della Corte d’Appello era sorretta da una motivazione “sufficiente e non illogica”.
In altre parole, i giudici di secondo grado avevano spiegato in modo adeguato e coerente le ragioni per cui avevano stabilito quella specifica pena, prendendo in considerazione anche le argomentazioni presentate dalla difesa (come indicato dal rinvio alla pagina 5 della sentenza impugnata). Poiché la motivazione era logicamente valida e completa, il giudizio di merito non poteva essere “censurabile in questa sede”. La Corte di Cassazione non può sostituire la propria valutazione a quella dei giudici di merito sulla congruità della pena, a meno che la motivazione di questi ultimi non sia manifestamente illogica, contraddittoria o del tutto assente, cosa che in questo caso non è stata riscontrata.
La declaratoria di inammissibilità ha fatto scattare automaticamente l’applicazione dell’articolo 616 del codice di procedura penale, che prevede, appunto, la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende.
Le Conclusioni
Questa ordinanza ribadisce un’importante lezione pratica: un ricorso in Cassazione deve concentrarsi su vizi di legittimità (errori nell’applicazione della legge o vizi della motivazione) e non può rappresentare un tentativo di ottenere una nuova valutazione dei fatti o della congruità della pena. Se la decisione del giudice di merito è supportata da una motivazione logica e coerente, le possibilità che un ricorso inammissibile venga accolto sono nulle. La decisione finale sottolinea come la presentazione di un ricorso senza fondati motivi di diritto possa comportare non solo la conferma della condanna, ma anche ulteriori oneri economici per l’imputato.
Quando un ricorso in Cassazione viene dichiarato inammissibile?
Un ricorso viene dichiarato inammissibile quando, come nel caso di specie, non contesta un vizio di legge o una motivazione manifestamente illogica, ma cerca di ottenere una nuova valutazione nel merito di aspetti, come l’entità della pena, già decisi con motivazione sufficiente e logica dai giudici dei gradi precedenti.
È possibile contestare l’entità della pena davanti alla Corte di Cassazione?
Sì, ma solo se si dimostra che la motivazione con cui il giudice di merito ha determinato la pena è manifestamente illogica, contraddittoria o inesistente. Non è possibile chiedere alla Cassazione una semplice riconsiderazione della congruità della pena se la motivazione è formalmente e logicamente corretta.
Quali sono le conseguenze di un ricorso inammissibile?
Come previsto dall’art. 616 del codice di procedura penale, la dichiarazione di inammissibilità del ricorso comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese del procedimento e di una somma di denaro in favore della Cassa delle ammende, che in questo caso è stata fissata in 3.000 euro.