Ricorso Inammissibile: Le Conseguenze di Motivi di Appello Generici
Presentare un’impugnazione in Cassazione richiede precisione e tecnicismo. Un ricorso inammissibile non solo impedisce l’analisi nel merito della questione, ma può anche comportare sanzioni economiche per il ricorrente. Una recente sentenza della Suprema Corte ci offre un chiaro esempio di come la genericità dei motivi possa essere fatale per l’esito del giudizio, specialmente in materia di misure cautelari.
I Fatti del Caso
Un individuo, sottoposto alla misura della custodia cautelare in carcere per il reato di associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti (art. 74 D.P.R. 309/90), vedeva confermata la misura prima dal Giudice per le Indagini Preliminari e poi dal Tribunale del riesame di Brescia. Non arrendendosi, l’indagato, tramite il suo difensore, proponeva ricorso per cassazione. L’unico motivo di doglianza sollevato riguardava la presunta insussistenza della gravità indiziaria, così come delineata nel provvedimento restrittivo iniziale.
La Decisione della Corte: Focus sul Ricorso Inammissibile
La Corte di Cassazione, senza esitare, ha dichiarato il ricorso inammissibile. La decisione non è entrata nel merito della sussistenza o meno degli indizi di colpevolezza, ma si è fermata a un gradino prima, su un aspetto puramente procedurale. Secondo i giudici, il ricorso era stato formulato in modo ‘insuperabilmente generico’.
Le Motivazioni della Cassazione: La Critica Deve Essere Specifica
La Corte ha spiegato che l’errore fondamentale del ricorrente è stato quello di non muovere alcuna censura specifica all’ordinanza del Tribunale del riesame, che era il provvedimento effettivamente impugnato. Al contrario, le critiche erano state rivolte esclusivamente all’apparato motivazionale del ‘provvedimento genetico’, ovvero la prima ordinanza emessa dal GIP.
In altre parole, chi ricorre in Cassazione contro una decisione del Tribunale del riesame deve contestare le argomentazioni di quel tribunale, dimostrando perché ha sbagliato nel confermare la misura cautelare. Limitarsi a ripetere le stesse obiezioni già mosse contro il primo provvedimento, senza confrontarsi con le motivazioni della seconda ordinanza, rende il ricorso generico e, di conseguenza, inammissibile.
Le Conclusioni: Conseguenze Pratiche di un Ricorso Mal Formulato
La declaratoria di inammissibilità ha avuto conseguenze concrete e negative per il ricorrente. Ai sensi dell’art. 616 del codice di procedura penale, è stato condannato al pagamento delle spese processuali e, in aggiunta, al versamento di una somma di tremila euro in favore della Cassa delle ammende. La Corte ha ritenuto che la proposizione di un ricorso così palesemente infondato integrasse un profilo di colpa. Inoltre, poiché la decisione non ha comportato la sua liberazione, sono state disposte le comunicazioni previste dalla legge per chi rimane in stato di detenzione. Questa sentenza ribadisce un principio fondamentale: l’impugnazione deve essere un dialogo critico con il provvedimento che si contesta, non una mera riproposizione di argomenti già vagliati e superati in una fase precedente del giudizio.
Quando un ricorso per cassazione viene dichiarato inammissibile?
Un ricorso viene dichiarato inammissibile, come nel caso di specie, quando è proposto con motivi ‘insuperabilmente generici’, ovvero quando non formula critiche specifiche contro il provvedimento impugnato ma si limita a contestare l’atto giudiziario precedente.
Quali sono le conseguenze economiche di un ricorso inammissibile?
La declaratoria di inammissibilità comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese del procedimento e di una sanzione pecuniaria (in questo caso, tremila euro) in favore della Cassa delle ammende, a causa della colpa nell’aver presentato un’impugnazione infondata.
Cosa avrebbe dovuto fare il ricorrente per evitare l’inammissibilità?
Il ricorrente avrebbe dovuto formulare censure specifiche contro le motivazioni dell’ordinanza del Tribunale del riesame, spiegando perché tale organo avesse errato nel confermare la misura cautelare, anziché limitarsi a criticare l’originaria ordinanza del Giudice per le indagini preliminari.