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Ricorso inammissibile per pena eccessiva: il caso

La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato contro una sentenza della Corte d’Appello per i reati di resistenza a pubblico ufficiale e danneggiamento. L’appello, basato sulla presunta eccessività della pena, è stato giudicato privo di specificità e manifestamente infondato, confermando la correttezza della valutazione discrezionale dei giudici di merito sulla congruità della sanzione.

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Pubblicato il 21 novembre 2025 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Riferimento Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 21441 Anno 2024 (Cass. pen. sez. 7 n. 21441/2024)

Ricorso Inammissibile: Quando la Critica alla Pena non Basta

Quando un imputato viene condannato, una delle contestazioni più comuni in appello riguarda l’entità della pena, ritenuta eccessiva. Tuttavia, una recente ordinanza della Corte di Cassazione ci ricorda che non basta lamentarsi della severità della sanzione per ottenere una revisione. Il caso in esame dimostra l’importanza di presentare un ricorso inammissibile solo quando vi sono vizi specifici e argomentati, altrimenti la decisione dei giudici di merito resta sovrana. Analizziamo come la Suprema Corte ha affrontato la questione.

I Fatti del Processo

Un individuo, condannato in primo grado e in appello per i reati di resistenza a pubblico ufficiale (art. 337 c.p.) e danneggiamento (art. 635 c.p.), ha deciso di portare il suo caso fino all’ultimo grado di giudizio, la Corte di Cassazione. L’unico motivo del suo ricorso era incentrato sulla presunta eccessività della pena inflittagli dalla Corte d’Appello di Bologna. Secondo la difesa, la sanzione non era proporzionata alla gravità dei fatti commessi.

La Decisione della Cassazione: un Ricorso Inammissibile

La Settima Sezione Penale della Corte di Cassazione, con l’ordinanza in commento, ha tagliato corto, dichiarando il ricorso inammissibile. Questa decisione ha comportato non solo la conferma definitiva della condanna, ma anche l’obbligo per il ricorrente di pagare le spese processuali e una somma di tremila euro alla Cassa delle ammende. La Corte ha ritenuto che il motivo presentato fosse generico e privo di fondamento giuridico.

Le Motivazioni della Scelta: Discrezionalità e Specificità

La Corte Suprema ha basato la sua decisione su due pilastri fondamentali della procedura penale. In primo luogo, ha ribadito che la valutazione sulla congruità della pena rientra nel potere discrezionale del giudice di merito (in questo caso, la Corte d’Appello). Tale valutazione è insindacabile in sede di legittimità, a meno che non sia viziata da palesi errori logici o da una motivazione inesistente, cosa che non è avvenuta nel caso di specie.

La Corte d’Appello aveva, infatti, motivato la sua decisione confermando la pena alla luce della gravità del fatto e dell’intensità del dolo, esercitando correttamente il suo potere. In secondo luogo, il ricorso è stato giudicato inammissibile perché privo di specificità e manifestamente infondato. Il ricorrente si era limitato a contestare genericamente l’entità della pena senza individuare vizi concreti nella motivazione della sentenza impugnata. Una critica generica non è sufficiente per attivare il controllo della Cassazione.

Conclusioni: Le Implicazioni Pratiche della Pronuncia

Questa ordinanza offre un importante insegnamento: per contestare efficacemente una pena davanti alla Corte di Cassazione, non è sufficiente affermare che sia ‘troppo alta’. È necessario dimostrare, con argomentazioni precise e puntuali, che il giudice di merito ha commesso un errore logico o giuridico nel motivare la sua scelta. La discrezionalità del giudice nella quantificazione della pena è ampia e, se esercitata con una motivazione congrua e logica, diventa un baluardo difficilmente superabile in sede di legittimità. Pertanto, un ricorso inammissibile non solo non produce risultati, ma comporta anche ulteriori costi per chi lo propone.

Quando un ricorso in Cassazione può essere dichiarato inammissibile?
Secondo l’ordinanza, un ricorso è dichiarato inammissibile quando è privo di specificità, cioè non indica chiaramente i vizi della sentenza impugnata, e quando è manifestamente infondato, ovvero appare privo di qualsiasi fondamento giuridico in modo evidente.

Cosa significa che la valutazione della pena è un potere discrezionale del giudice?
Significa che il giudice di merito (come il Tribunale o la Corte d’Appello) ha la facoltà, nei limiti della legge, di determinare l’entità della pena basandosi sulla gravità del fatto e sull’intensità del dolo, e questa sua valutazione motivata non può essere messa in discussione dalla Cassazione se non presenta vizi logici.

Quali sono le conseguenze di un ricorso dichiarato inammissibile?
La dichiarazione di inammissibilità comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma di denaro in favore della Cassa delle ammende, come stabilito nel caso di specie in tremila euro.

Termini giuridici

Inammissibile
Un atto giuridico, come un ricorso, che non può essere esaminato nel merito dal giudice perché privo dei requisiti formali o sostanziali richiesti dalla legge.
Potere discrezionale
La facoltà concessa al giudice di decidere, entro i limiti fissati dalla legge, sulla base di una valutazione equilibrata delle circostanze specifiche del caso, come la determinazione della pena.
Manifestamente infondato
Si dice di un ricorso o di una domanda che appare priva di qualsiasi fondamento giuridico in modo evidente, senza necessità di un'analisi approfondita.
Dolo
La coscienza e la volontà di compiere un'azione che costituisce reato. Rappresenta l'elemento psicologico intenzionale del reato.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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