Confisca Patteggiamento: Quando la Motivazione Può Essere Sintetica
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 15168 del 2024, torna a pronunciarsi su un tema cruciale nell’ambito della procedura penale: la confisca patteggiamento. La decisione offre importanti chiarimenti sui requisiti di motivazione del provvedimento di confisca quando questo accede a una sentenza emessa su accordo delle parti, specialmente in relazione ai beni che costituiscono il cosiddetto “corpo del reato”.
La vicenda analizzata dalla Suprema Corte riguarda un caso di riciclaggio e sottolinea un principio fondamentale: la genericità di un ricorso che non contesta in modo specifico la natura di corpo del reato dei beni sequestrati ne determina l’inammissibilità.
I Fatti del Caso
Il Giudice delle Indagini Preliminari del Tribunale di Ivrea, accogliendo la richiesta di patteggiamento, applicava a un imputato la pena concordata per il reato di riciclaggio. Contestualmente alla sentenza, il giudice disponeva la confisca e la distruzione di alcuni beni in sequestro, nello specifico delle autovetture rinvenute già smontate e non più utilizzabili.
Il difensore dell’imputato proponeva ricorso per Cassazione, lamentando un’erronea applicazione della legge penale. L’unico motivo di ricorso si fondava sulla presunta assenza di motivazione del provvedimento di confisca, in violazione di quanto disposto dall’art. 445, comma 1, del codice di procedura penale.
La Decisione della Corte di Cassazione
La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ritenendolo non solo generico ma anche manifestamente infondato. Di conseguenza, ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma di 3.000 euro alla Cassa delle ammende.
La Corte ha stabilito che, nel contesto di un patteggiamento, l’onere motivazionale del giudice riguardo alla confisca è attenuato, specialmente quando i beni confiscati sono palesemente il corpo del reato.
Le Motivazioni della Sentenza
La decisione della Cassazione si articola su due argomentazioni principali.
La Genericità del Ricorso e la Confisca Patteggiamento
Il primo punto cardine è la genericità del motivo di ricorso. I giudici di legittimità hanno osservato come il GUP avesse disposto la confisca qualificando i beni sequestrati (le auto smontate) come corpo del reato. A fronte di questa, seppur sintetica, argomentazione, la difesa si era limitata a lamentare un’assenza di motivazione, senza però spiegare per quali ragioni concrete si dovesse escludere tale natura. Il ricorso, quindi, non offriva alcun elemento specifico per contestare la valutazione del primo giudice, risultando astratto e generico.
L’Obbligo di Motivazione Ridotto
Il secondo e più rilevante aspetto riguarda l’obbligo di motivazione nella confisca patteggiamento. La Corte ha ribadito un orientamento consolidato: quando i beni costituiscono il corpo del reato o sono stati utilizzati per la sua consumazione, l’obbligo di motivazione è ridotto. In tali casi, la natura stessa del bene e il suo stretto legame con il delitto sono sufficienti a giustificare la misura ablativa.
La Corte ha citato un precedente (sentenza n. 29457/2019) in cui era stata ritenuta legittima la confisca di un’autovettura con targhe non originali usata per una rapina, proprio perché tale modifica era sintomatica di un uso illecito e dimostrava il nesso strumentale con il reato. Analogamente, nel caso di specie, la condizione delle autovetture, smontate e non utilizzabili, era una chiara manifestazione della loro connessione con l’attività di riciclaggio contestata.
Le Conclusioni
La sentenza in commento consolida un principio di notevole importanza pratica: nei ricorsi contro una confisca patteggiamento, non è sufficiente lamentare un generico difetto di motivazione. È necessario, invece, che la difesa articoli argomenti specifici volti a contestare la qualificazione del bene come corpo del reato o il suo nesso con l’illecito. In assenza di tali specificità, e a fronte di un legame evidente tra il bene e il reato, la motivazione del giudice può essere sintetica, basandosi sulla natura stessa delle cose sequestrate. Questa pronuncia serve da monito sulla necessità di formulare impugnazioni precise e dettagliate, pena la declaratoria di inammissibilità.
È possibile disporre la confisca con una sentenza di patteggiamento?
Sì, il giudice, nell’emettere la sentenza di patteggiamento, può disporre contestualmente la confisca dei beni che costituiscono il corpo del reato o che sono legati alla sua commissione.
La motivazione della confisca in un patteggiamento deve essere sempre dettagliata?
No. La Corte di Cassazione afferma che l’obbligo di motivazione per la confisca di beni che sono corpo del reato o che sono stati usati per commetterlo è ridotto in caso di patteggiamento, potendo essere anche sintetica.
Perché il ricorso in questo caso è stato dichiarato inammissibile?
Il ricorso è stato ritenuto generico e manifestamente infondato perché si limitava a contestare l’assenza di motivazione senza argomentare specificamente per quali ragioni i beni confiscati (autovetture smontate) non dovessero essere considerati corpo del reato di riciclaggio.