Un nuovo contratto di lavoro può incidere profondamente sulle misure restrittive applicate a un cittadino. La giurisprudenza riconosce la necessità di bilanciare le esigenze punitive con il reinserimento sociale del singolo individuo. La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di un lavoratore sottoposto a un rigido obbligo di presentazione DASPO durante gli incontri sportivi. L’assunzione documentata con turni coincidenti alle gare calcistiche modifica radicalmente il quadro della pericolosità sociale.
Il fatto trae origine dall’imposizione di una misura di prevenzione per cinque anni a carico di un tifoso. L’autorità di pubblica sicurezza aveva ordinato la comparizione periodica presso la stazione di polizia durante le partite. L’uomo ha poi sottoscritto un contratto a tempo pieno come operatore ecologico. I turni di servizio coprivano la fascia serale dalle ore diciotto alla mezzanotte. Il calendario del campionato prevedeva la quasi totalità delle gare proprio nelle medesime ore lavorative.
Il contrasto tra orari di servizio e misure di prevenzione
La coincidenza oraria impediva fisicamente sia la presenza allo stadio sia la firma presso il comando di polizia. Rispettare la prescrizione significava abbandonare il posto di lavoro e violare i doveri contrattuali. L’interessato ha quindi chiesto la cancellazione della firma obbligatoria. Il rispetto continuativo delle regole per oltre tre anni dimostrava inoltre un radicale mutamento dello stile di vita.
Il giudice territoriale ha respinto l’istanza difensiva con una motivazione frettolosa. L’ordinanza riteneva l’attività professionale un elemento secondario rispetto alla durata quinquennale della misura. Il magistrato non ha valutato la portata impeditiva del turno lavorativo. Contro questa decisione formale la difesa ha proposto ricorso davanti ai giudici di legittimità per carenza di motivazione ed errata applicazione della legge speciale.
Le motivazioni: incidenza del lavoro sull’obbligo di presentazione DASPO
I giudici della Suprema Corte hanno ritenuto fondate le doglianze del lavoratore. La legge stabilisce che il giudice deve revocare o modificare le misure quando mutano le condizioni originarie. La stipula di un contratto lavorativo stabile introduce un elemento di novità decisivo. L’occupazione serale allontana il soggetto dal contesto delle tifoserie e previene la reiterazione di illeciti.
La Corte ha chiarito che il turno di servizio funge da ostacolo materiale a qualsiasi condotta vietata. L’allontanamento dal lavoro esporrebbe il dipendente a sanzioni disciplinari immediate e al licenziamento. Il giudice di merito ha ignorato la funzione specialpreventiva del lavoro stabile. La decisione impugnata conteneva un giudizio solo apparente e del tutto privo di riscontro pratico sui fatti dedotti dalla difesa.
Le conclusioni: annullamento dell’ordinanza e nuovo esame per il tifoso lavoratore
La Cassazione ha cancellato l’ordinanza del giudice per le indagini preliminari. La Corte ha ordinato un nuovo esame approfondito dinanzi al medesimo tribunale in diversa composizione. Il nuovo magistrato dovrà verificare scrupolosamente l’impatto degli orari contrattuali sulla misura accessoria.
Questa pronuncia ristabilisce il primato del reinserimento lavorativo sulle sanzioni automatiche. La firma periodica non può trasformarsi in un ingiustificato intralcio alla sussistenza economica del cittadino. Le esigenze di ordine pubblico restano comunque salvaguardate dal divieto di accesso agli stadi, mentre il lavoro onesto consolida il percorso di legalità.
Un contratto di lavoro consente di cancellare l’obbligo di firma del DASPO?
Sì, l’assunzione con orari coincidenti con gli eventi sportivi costituisce un fatto nuovo che obbliga il giudice a verificare se la misura sia ancora necessaria o debba essere modificata.
La revoca della firma cancella anche il divieto di ingresso agli stadi?
No, l’eliminazione dell’obbligo di comparizione in polizia non cancella automaticamente il divieto generale di assistere alle manifestazioni sportive.
Cosa deve fare il lavoratore per ottenere la modifica della misura?
Il soggetto deve presentare un’istanza formale tramite il proprio difensore, allegando il contratto, i turni orari di lavoro e il calendario delle partite.