Appartamento concesso in comodato gratuito al figlio ed alla convivente more uxorio

Appartamento concesso in comodato gratuito al figlio ed alla convivente more uxorio, senza alcun termine di durata, per soddisfare le esigenze abitative della famiglia di fatto. Convivenza cessata, relazione con un’altra persona, acquisto di un’altra casa in comproprietà con il nuovo compagno, detenzione dell’immobile ricevuto in comodato solo di notte.

Il comodato avente finalità di tutela delle esigenze abitative familiari è stato equiparato al comodato a tempo indeterminato, a condizione che siano tutelate le superiori esigenze della famiglia anche di fatto (Cassazione, Sezioni Unite, sentenza n. 13603 del 217/2004; Cass., sez. 1, n. 16769 del 2/10/2012; Cass., sez. 3, n. 13592 del 21/6/2011).

Questo indirizzo giurisprudenziale appare nel tempo mitigato dall’esigenza di valutare, fattispecie per fattispecie, i singoli interessi in effetti in contrasto, ed in alcuni casi il tralatizio orientamento che vede il collegamento del comodato alle esigenze della famiglia è stato rivisto alla luce della scomposizione dell’originario nucleo familiare e della possibilità che se ne crei uno nuovo.

In tutti i casi in cui venga meno la destinazione del comodato ad abitazione familiare, per esempio in coincidenza con una crisi familiare, è stata riconosciuta la possibilità che il medesimo sia risolto ad nutum.

Nel caso esaminato dalla Suprema Corte, la convivente more uxorio del figlio ha costituito un nuovo nucleo familiare con un’altra persona, e con questa nuova persona ha acquistato un nuovo immobile nel quale ha trasferito la propria casa.

Mentre nella nuova abitazione si svolge la vita familiare, la vecchia abitazione è rimasta occupata soltanto di notte, a meri fini strumentali, per evitare cioè una pronuncia di restituzione dell’immobile alla legittima proprietaria.

La Corte ha ritenuto che le esigenze connesse all’uso familiare dell’immobile concesso in comodato sono certamente venute meno (Cass., S.U., sentenza n. 20448 del 29/9/2014).

E’ stato attribuito rilievo decisivo all’avvenuto acquisto di un nuovo immobile da parte della ex convivente con il nuovo compagno, il che implica logicamente la dissoluzione del nucleo familiare beneficiario e l’obbligo di restituzione del bene.

Corte di Cassazione, Sezione Terza, Ordinanza del 29 agosto 2019 n. 21785

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