Spedizione dell’atto di impugnazione tramite servizio di recapito privato, ammissibilità

Deve ritenersi che tra i servizi ancora oggi riservati in via esclusiva a Poste Italiane, secondo quanto previsto dall’art. 4 del d.lgs. n. 261 del 1999, non possa rientrare il servizio di spedizione con raccomandata dell’atto di impugnazione di cui all’art. 583 c.p.p. . Invero,… Leggi di più


Deve ritenersi che tra i servizi ancora oggi riservati in via esclusiva a Poste Italiane, secondo quanto previsto dall’art. 4 del d.lgs. n. 261 del 1999, non possa rientrare il servizio di spedizione con raccomandata dell’atto di impugnazione di cui all’art. 583 c.p.p. . Invero, premesso che il principio del favor impugnationis comporta che le ipotesi di riserva esclusiva in oggetto debbano essere tassativamente interpretate con esclusione di ogni possibile estensione in via anche solo analogica, va rilevato come la spedizione di cui all’art. 583 c.p.p. sia atto concettualmente diverso da quello della notificazione a mezzo posta di atti giudiziari, risolvendosi, appunto, in una spedizione sia pure a mezzo posta volta a far pervenire non ad una controparte, bensì all’ufficio giudiziario l’atto di gravame. Una conferma di ciò, del resto, la si può trarre dal fatto che la notificazione della impugnazione, disciplinata dal successivo art. 584 c.p.p., riguarda unicamente il caso in cui l’atto di impugnazione, una volta pervenuto presso il giudice della sentenza impugnata, viene, appunto, notificato alle parti private senza ritardo, da ciò derivando come la distinzione tra spedizione della impugnazione e notificazione della impugnazione sia ben presente anche allo stesso legislatore.

Cassazione Penale, Sezione Terza, Sentenza n. 2886 del 28 novembre 2013 – depositata il 22 gennaio 2014

 

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