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Legge 23 giugno 2017, n. 103 — Anno 2019

Altri anni per Legge 23 giugno 2017, n. 103

Inammissibilità ricorso cassazione: ecco perché
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità di un ricorso per cassazione presentato personalmente dall'imputato. La decisione si fonda sulla modifica dell'art. 613 c.p.p. ad opera della L. 103/2017, che ha eliminato la facoltà per l'imputato di proporre personalmente ricorso, rendendo obbligatoria l'assistenza di un difensore. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Reato continuato: quando si applica tra mafia e omicidio
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un condannato che chiedeva l'applicazione del reato continuato tra la sua affiliazione a un'associazione mafiosa e un omicidio commesso successivamente. La Corte ha rigettato il ricorso, dichiarandolo inammissibile. La motivazione si basa sul principio che il reato continuato non è configurabile se il reato-fine (l'omicidio) non era programmato, almeno nelle sue linee essenziali, al momento dell'adesione al sodalizio criminale, ma è sorto da circostanze contingenti e occasionali, come una ritorsione nel contesto di una guerra tra clan.
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Rito abbreviato pena: la Cassazione chiarisce
Con la sentenza n. 52106/2019, la Cassazione Penale, Sez. 6, affronta il tema del calcolo della pena nel rito abbreviato. Un imputato, condannato per vari reati, contestava l'errata determinazione della sanzione. La Corte ha accolto il ricorso, specificando che in caso di rito abbreviato pena, la riduzione per i delitti è di un terzo, mentre per le contravvenzioni è della metà. Questa distinzione deve essere applicata separatamente anche in caso di reato continuato, portando all'annullamento con rinvio della sentenza per un nuovo calcolo.
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