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D.P.R. 917/1986

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Utilizzabilità elementi probatori: la Cassazione decide
Un accertamento fiscale per imposte dirette e IVA è stato emesso nei confronti di un intermediario di un operatore di scommesse estero. L'atto si basava su risultanze dell'Agenzia delle Dogane relative all'Imposta Unica sulle Scommesse. Il contribuente ha contestato l'utilizzabilità elementi probatori raccolti per un tributo diverso. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che le prove di un'indagine fiscale possono legittimamente fondare un accertamento presuntivo per altre imposte, gravando sul contribuente l'onere di dimostrarne l'inattendibilità.
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Società di comodo: quando la prova dell’operatività vince
L'Agenzia delle Entrate accertava una società per costi indeducibili derivanti da fatture emesse da un'altra società del gruppo, ritenuta una mera società di comodo. La Cassazione ha respinto il ricorso dell'Agenzia, confermando le decisioni di merito che avevano accertato l'effettiva operatività della società emittente, la quale svolgeva reale attività commerciale con costi e ricavi, anche verso terzi. Pertanto, l'accusa di simulazione e abuso del diritto è stata respinta.
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Società di comodo: quando è vera attività d’impresa?
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate contro una società di pneumatici, accusata di utilizzare fatture da una collegata società di noleggio barche, ritenuta una 'società di comodo'. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, i quali avevano accertato che la società di noleggio era una vera e propria impresa commerciale, con costi, ricavi e clienti terzi, rendendo inammissibile la rivalutazione dei fatti in sede di legittimità.
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Principio di competenza: quando registrare i ricavi?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 14262/2025, ha chiarito l'applicazione del principio di competenza fiscale. L'Agenzia delle Entrate aveva contestato a una società la mancata imputazione di alcuni ricavi all'anno fiscale 2001, ritenendo che andassero contabilizzati in quell'esercizio anziché nel successivo. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso dell'Agenzia, stabilendo che i ricavi e i costi la cui esistenza o ammontare non sono oggettivamente determinabili al momento della presentazione della dichiarazione dei redditi possono essere legittimamente imputati all'esercizio successivo. La decisione sottolinea che uno spostamento meramente formale, che non sottrae materia imponibile al fisco, non viola il principio di competenza.
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Tassazione separata: quando si applica agli arretrati
Un lavoratore ha ricevuto arretrati a seguito di una causa. L'Agenzia delle Entrate ha applicato la tassazione ordinaria. La Cassazione ha stabilito che si applica la tassazione separata, più favorevole, perché il ritardo non dipendeva dalla volontà delle parti, ma da una controversia legale.
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Indennità trasfertisti: quando è imponibile? La Cassazione
La Corte di Cassazione ha chiarito che il regime fiscale e contributivo per l'indennità trasfertisti (imponibilità al 50%) è alternativo e non cumulabile con quello previsto per le trasferte occasionali. Pertanto, le spese di viaggio sostenute direttamente dall'azienda per i trasfertisti non possono essere escluse dalla base imponibile contributiva, ma vi rientrano interamente. La scelta del regime forfettario per i trasfertisti preclude la possibilità di beneficiare di altre esenzioni.
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Obbligo contributivo: reddito da più società
La Corte di Cassazione ha stabilito che un imprenditore iscritto alla Gestione Commercianti INPS deve versare i contributi sulla totalità dei redditi d'impresa percepiti, inclusi quelli derivanti da società di persone in cui non svolge attività lavorativa diretta. Una volta accertato l'obbligo contributivo per l'attività prevalente, la base imponibile si estende a tutti i redditi d'impresa per il principio di trasparenza fiscale delle società di persone, respingendo il ricorso dell'imprenditore.
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COSAP autostrade: concessionario paga anche senza atto
La Corte di Cassazione ha stabilito che una società concessionaria autostradale è tenuta al pagamento del COSAP per l'occupazione del soprassuolo di strade provinciali con cavalcavia. La Corte ha rigettato la tesi della società, secondo cui l'occupazione era da imputare allo Stato (soggetto esente), chiarendo che il soggetto obbligato è colui che gestisce l'opera e ne trae un utile economico, ovvero la concessionaria. L'obbligo di pagamento del COSAP autostrade sussiste anche in assenza di un formale atto di concessione, configurandosi come occupazione di fatto.
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Prestazioni extra-budget: tassazione e competenza
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 26365/2025, ha stabilito che i ricavi derivanti da prestazioni extra-budget fornite da strutture sanitarie convenzionate non sono tassabili nell'anno in cui il servizio è reso. La tassazione è rinviata al momento in cui il credito diventa certo e quantificabile, derogando al principio generale di competenza. Questo avviene perché il pagamento di tali prestazioni non è garantito, ma subordinato alla disponibilità di fondi pubblici aggiuntivi.
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Prestazioni extra-budget: tassazione e competenza
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 26366/2025, ha stabilito che i ricavi derivanti da prestazioni extra-budget erogate da strutture sanitarie convenzionate non sono tassabili nell'anno in cui il servizio è reso. La tassazione è differita al momento in cui tali ricavi acquisiscono i requisiti di certezza e determinabilità, ovvero quando vengono formalmente riconosciuti e quantificati dall'ente pubblico. La Corte ha così rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, che sosteneva l'applicazione stringente del principio di competenza fiscale.
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Prestazioni extra-budget: quando si tassano i ricavi?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 26367/2025, ha stabilito che i ricavi derivanti da prestazioni extra-budget fornite da strutture sanitarie convenzionate non sono tassabili nell'anno in cui il servizio è reso. La tassazione è rinviata all'anno in cui tali ricavi diventano certi e oggettivamente determinabili, ovvero quando l'ente pubblico li riconosce e quantifica. Questa decisione deroga al principio generale di competenza, sottolineando che la mera erogazione della prestazione non garantisce la certezza del corrispettivo.
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Prestazioni extra-budget: tassazione e competenza
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 26364/2025, ha chiarito il trattamento fiscale delle prestazioni extra-budget fornite da una struttura sanitaria. La Corte ha stabilito che tali ricavi non sono tassabili nell'anno in cui i servizi vengono resi, in quanto mancano dei requisiti di certezza e determinabilità fino al formale riconoscimento da parte dell'ente sanitario pubblico. Questa decisione rappresenta una deroga al principio generale di competenza fiscale.
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Operazioni soggettivamente inesistenti: Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 26353/2025, ha chiarito i principi sulla deducibilità dei costi e la detraibilità dell'IVA in caso di operazioni soggettivamente inesistenti. La Corte ha cassato la decisione di merito che aveva annullato un avviso di accertamento, sottolineando che spetta al contribuente dimostrare la propria buona fede e l'estraneità alla frode per poter beneficiare della detrazione IVA, anche in regime di reverse charge. In caso di operazioni soggettivamente inesistenti, la consapevolezza della frode da parte dell'acquirente preclude la deducibilità dei costi.
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IVA indetraibile da frode: non è costo deducibile
Una società, dopo aver definito con l'Agenzia delle Entrate la propria posizione su IVA non detraibile per operazioni fraudolente, ha tentato di dedurre tale importo come costo d'impresa ai fini IRES e IRAP. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che l'IVA indetraibile derivante da operazioni illecite, di cui il contribuente era consapevole, non possiede il requisito di inerenza all'attività produttiva e non può quindi essere considerata un costo deducibile.
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Onere della prova: Cassazione su fatture e costi
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha cassato la decisione di una commissione tributaria regionale che aveva illegittimamente annullato due avvisi di accertamento. Il caso riguardava la contestazione da parte dell'Amministrazione Finanziaria della deducibilità di costi derivanti da operazioni soggettivamente inesistenti e di premi aziendali. La Suprema Corte ha ribadito che l'onere della prova grava sul contribuente per dimostrare la legittimità dei costi dedotti. Inoltre, ha specificato che il giudice tributario deve valutare autonomamente tutte le prove, senza essere vincolato dagli esiti di un procedimento penale, e che spetta all'amministrazione provare la consapevolezza della frode da parte del contribuente, anche tramite presunzioni, ma è poi onere del contribuente dimostrare la propria buona fede e diligenza.
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Cessione cubatura: tassabile la plusvalenza
La Corte di Cassazione, correggendo un proprio errore sulla data di una notifica, ha revocato una precedente ordinanza di inammissibilità. Nel merito, ha stabilito che la plusvalenza derivante da una cessione di cubatura è tassabile, in quanto l'operazione costituisce una cessione onerosa a contenuto patrimoniale, i cui proventi concorrono a formare il reddito imponibile del contribuente.
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Amministrazione Straordinaria IMU: no al rinvio del Fisco
Una società in amministrazione straordinaria con finalità liquidatoria ha richiesto di poter differire il pagamento dell'IMU, come previsto per fallimenti e liquidazioni coatte amministrative. La Corte di Cassazione ha negato questa possibilità, stabilendo che la norma sul differimento dell'IMU in Amministrazione Straordinaria è una norma agevolativa e, in quanto tale, non può essere applicata per analogia. La decisione si fonda sul principio di stretta interpretazione delle norme fiscali di favore, che non possono essere estese a casi non espressamente previsti dal legislatore.
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Società in house: autonomia fiscale e ritenute
La Corte di Cassazione ha confermato che una società in house è un soggetto fiscale autonomo, distinto dall'ente pubblico che la controlla. Di conseguenza, la ritenuta fiscale sugli interessi bancari maturati dalla gestione di fondi pubblici è da considerarsi un acconto (ritenuta d'acconto) e non un'imposta definitiva. La società ha quindi legittimamente detratto tali ritenute dall'IRES dovuta, in quanto titolare del 'possesso del reddito', avendo la piena disponibilità e autonomia nella gestione dei fondi e degli interessi generati.
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Esenzione fiscale NATO: no ai pagamenti post-servizio
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'esenzione fiscale NATO per i dipendenti civili non si estende agli emolumenti percepiti dopo la cessazione del rapporto di lavoro. Un ex dipendente aveva ricevuto somme accantonate durante gli anni di servizio, ritenendole esenti. La Corte ha chiarito che il beneficio è limitato agli stipendi e ai compensi ricevuti durante il servizio attivo, annullando le precedenti decisioni favorevoli al contribuente.
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Società di fatto: prova a carico dell’Agenzia Entrate
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, confermando che l'onere di provare l'esistenza di una società di fatto, ai fini dell'imputazione di un reddito da partecipazione, grava sull'Amministrazione finanziaria. Nel caso di specie, l'Agenzia non ha fornito prove sufficienti sugli elementi essenziali del vincolo societario, come il fondo comune e l'affectio societatis, rendendo illegittimo l'avviso di accertamento notificato al contribuente, ritenuto erroneamente socio di due società estere.
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