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D.P.R. 309/1990 — Sezione Sezioni Unite Penale

Altri anni per D.P.R. 309/1990

Misura di sicurezza dell’espulsione: la decisione di Cassazione
Un imputato straniero subisce una condanna per spaccio di sostanze stupefacenti all'esito del rito abbreviato. Il giudice omette del tutto di valutare l'applicazione della misura di sicurezza dell'espulsione dal territorio dello Stato. La Procura Generale impugna la decisione contestando il mancato accertamento della pericolosità sociale. Le Sezioni Unite della Cassazione chiariscono che, contro l'omessa statuizione nella sentenza pronunciata in abbreviato, la pubblica accusa può proporre unicamente ricorso per Cassazione e non appello al tribunale di sorveglianza. La Suprema Corte accoglie l'impugnazione del Pubblico Ministero, annulla la decisione sul punto e rimette gli atti al medesimo tribunale per colmare la lacuna motivazionale.
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Commercializzazione cannabis light: la Cassazione fa chiarezza
Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione, con la sentenza n. 30475 del 2019, hanno affrontato la questione della legalità della commercializzazione di derivati della cosiddetta "cannabis light". Il caso nasce dal ricorso di un Procuratore della Repubblica contro l'annullamento di un sequestro di inflorescenze di canapa. La Corte ha stabilito che la legge n. 242/2016, che promuove la filiera agroindustriale della canapa, non legalizza la vendita al dettaglio di foglie, inflorescenze o resine. Tale commercializzazione cannabis light, pertanto, integra il reato previsto dal Testo Unico Stupefacenti (art. 73 d.P.R. 309/1990). Tuttavia, la punibilità è esclusa se il giudice accerta, caso per caso, che il prodotto è concretamente privo di qualsiasi effetto drogante, in applicazione del principio di offensività.
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Immutabilità del giudice: quando rinnovare il processo?
Le Sezioni Unite Penali analizzano il principio di immutabilità del giudice. La sentenza chiarisce che il cambio di composizione del collegio giudicante non impone automaticamente la rinnovazione totale del processo. Se le parti legittimate non chiedono di riesaminare i testimoni, il nuovo giudice può utilizzare le dichiarazioni già rese, senza che sia necessario un consenso esplicito alla lettura degli atti. La Cassazione ha annullato la decisione della Corte d'Appello che aveva dichiarato la nullità della sentenza di primo grado per questo motivo.
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