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D.P.R. 115/2002 — Anno 2025

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Altri anni per D.P.R. 115/2002

Spese processuali: il contumace soccombente paga?
Un'avvocatessa, dopo aver vinto un'opposizione per la liquidazione del proprio compenso per il patrocinio a spese dello Stato, si è vista negare dal Tribunale il rimborso delle spese processuali perché la controparte, il Ministero, era contumace. La Corte di Cassazione ha accolto il suo ricorso, stabilendo che la contumacia della parte soccombente non giustifica la deroga al principio secondo cui chi perde paga le spese. La mancata condanna alle spese processuali deve essere sempre sorretta da una congrua motivazione basata su specifiche norme di legge.
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Competenza territoriale rifiuti: decide il luogo di arrivo
Una società di servizi idrici, sanzionata per irregolarità nei documenti di trasporto di rifiuti speciali, ha contestato la competenza territoriale dell'ente sanzionatore. La Corte di Cassazione ha stabilito che, trattandosi di un illecito di natura permanente che si protrae per tutta la durata del trasporto, la competenza territoriale rifiuti si radica nel luogo in cui il trasporto si conclude e la violazione viene accertata, respingendo la tesi che fosse competente il tribunale del luogo di partenza dei rifiuti.
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Competenza territoriale rifiuti: il luogo dell’illecito
Una società di gestione idrica, sanzionata per errata compilazione dei formulari rifiuti, contesta la giurisdizione. La Cassazione chiarisce che l'illecito è permanente, radicando la competenza territoriale rifiuti nel luogo di accertamento della violazione, ovvero la destinazione finale del trasporto, e non nel luogo di partenza.
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Supercondominio: quando esiste tra due edifici?
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'esistenza di un supercondominio non è esclusa da una precedente sentenza che ha ordinato la demolizione di un'opera per violazione delle distanze legali. La Corte ha confermato che un supercondominio si costituisce non solo per la presenza di beni materiali in comune, ma anche sulla base di atti come il regolamento condominiale e delibere assembleari non impugnate che disciplinano la gestione di parti e servizi condivisi tra più edifici.
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Ricorso per cassazione: i requisiti di ammissibilità
Un avvocato ha richiesto il pagamento dei suoi compensi a un'agenzia pubblica. Dopo il rigetto in Appello, ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per un vizio di forma: la mancata e incompleta esposizione dei fatti di causa e delle difese della controparte, elemento essenziale per la validità del ricorso per cassazione.
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Rimborso IRPEF: il giudice del rinvio può decidere
Un contribuente richiede un rimborso IRPEF su una prestazione di un fondo pensione. Dopo un lungo iter processuale, la Cassazione respinge il ricorso, chiarendo che il giudice del rinvio ha il potere di riesaminare il merito della causa, senza essere vincolato da un presunto giudicato interno sulla precedente acquiescenza dell'Agenzia delle Entrate.
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Lavoro domenicale continuativo: come si calcola?
La Cassazione chiarisce il concetto di lavoro domenicale continuativo nel settore giornalistico. La sentenza stabilisce che il lavoro svolto abitualmente di domenica, anche se non ogni settimana, deve essere incluso nel calcolo degli istituti retributivi indiretti come tredicesima e ferie. Il caso riguardava un gruppo di giornalisti contro una nota emittente televisiva. La Corte ha respinto il ricorso delle società, confermando che la regolarità della prestazione è sufficiente a qualificarla come continuativa.
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Clausola sociale: pensione non detraibile dal danno
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di mancata assunzione in violazione di una clausola sociale, la pensione di anzianità percepita dal lavoratore non può essere detratta dal risarcimento del danno. La sentenza chiarisce che il trattamento pensionistico non costituisce un 'aliunde perceptum' in quanto non deriva causalmente dall'inadempimento del datore di lavoro, ma da autonomi presupposti di legge. La Corte ha quindi accolto il ricorso del lavoratore su questo punto, dichiarando inammissibile quello dell'azienda.
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Contributo unificato esenzione: la Cassazione decide
Un cittadino ha impugnato una richiesta di pagamento del contributo unificato, sostenendo di avere diritto a un'esenzione per basso reddito. La Corte di giustizia tributaria ha ignorato questa specifica richiesta. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che i giudici devono sempre valutare e decidere su una richiesta documentata di contributo unificato esenzione, rinviando il caso per un nuovo giudizio.
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Clausola sociale: obbligo di assunzione anche senza appalto
La Corte di Cassazione ha stabilito che la clausola sociale, che impone l'assunzione del personale in caso di cambio di gestione di un servizio, si applica indipendentemente dalla forma giuridica dell'affidamento (appalto formale o affidamento diretto). La finalità della norma è tutelare la stabilità occupazionale. Pertanto, un lavoratore ha diritto all'assunzione presso l'impresa subentrante anche se il precedente affidamento era avvenuto tramite ordinanze e il suo nome non era nella lista del personale da trasferire.
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Decreto di liquidazione: non modificabile d’ufficio
Un avvocato si è visto ridurre il compenso da un secondo decreto del Tribunale, che correggeva un precedente decreto di liquidazione. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'avvocato, stabilendo un principio fondamentale: una volta emesso, il decreto di liquidazione è un atto giurisdizionale definitivo. Il giudice esaurisce il suo potere e non può modificarlo o revocarlo d'ufficio, non avendo poteri di autotutela tipici della pubblica amministrazione. La modifica è illegittima.
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Commissione Massimo Scoperto: Cassazione sulla CMS
Una società ha citato in giudizio un istituto di credito per la restituzione di somme indebitamente pagate su due conti correnti, lamentando l'applicazione di interessi usurari a causa dell'inclusione della Commissione Massimo Scoperto (CMS) nel calcolo del tasso effettivo. Dopo la reiezione in appello, la Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. La Suprema Corte ha ribadito un principio consolidato: la legge del 2009, che include la CMS nel calcolo del tasso soglia ai fini dell'usura, non ha efficacia retroattiva e non si applica ai rapporti sorti e conclusi prima della sua entrata in vigore.
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Compensazione spese legali: quando è illegittima?
La Cassazione ha stabilito che la compensazione spese legali è illegittima nel caso di un avvocato che, agendo in proprio, vince l'opposizione contro un decreto di liquidazione compensi per patrocinio a spese dello Stato. La Corte ha chiarito che si applica il principio della soccombenza, condannando il Ministero della Giustizia a pagare le spese, anche se l'avvocato si è difeso da solo.
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Proroga termini IMU: la Cassazione chiarisce le regole
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso relativo alla proroga termini IMU per gli enti locali durante l'emergenza Covid-19. La sentenza chiarisce che la sospensione generale di 85 giorni si applica anche ai Comuni, rendendo legittimo un avviso di accertamento notificato oltre la scadenza ordinaria. Inoltre, ha confermato che la riduzione del 50% per inagibilità spetta solo per degrado strutturale non superabile con manutenzione straordinaria, respingendo il ricorso di una fondazione proprietaria dell'immobile.
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Contratto autonomo di garanzia: eccezioni opponibili
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha chiarito i limiti delle eccezioni sollevabili dal garante in un contratto autonomo di garanzia. In particolare, è stato stabilito che il garante non può opporre al creditore la nullità della clausola sugli interessi ultralegali del contratto principale, quando tale nullità deriva dalla sola mancanza della forma scritta. Questa invalidità, infatti, non rientra tra le eccezioni opponibili, come l'illiceità della causa o la contrarietà a norme imperative, che permetterebbero al garante di rifiutare il pagamento.
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Imposta unica scommesse: no a operatori senza licenza
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società estera di scommesse, confermando la legittimità dell'applicazione dell'imposta unica scommesse anche agli operatori privi di concessione nazionale che raccolgono gioco in Italia. La Corte ha escluso la violazione del diritto UE, ribadendo che la normativa non è discriminatoria. Ha inoltre precisato che l'esimente delle sanzioni per incertezza normativa non è applicabile all'annualità 2015, poiché la legge aveva già chiarito gli obblighi fiscali dal 2010.
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Rendita catastale imbullonati: esclusi gli impianti
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Agenzia Fiscale, confermando che i macchinari e gli impianti funzionali allo specifico processo produttivo, come piani inclinati e ferrovie decauville di una centrale idroelettrica, devono essere esclusi dal calcolo della rendita catastale. Questa decisione si basa sul principio della normativa sugli "imbullonati" (Legge 208/2015), che sottrae dal carico impositivo il valore delle componenti impiantistiche, indipendentemente dal fatto che siano o meno infisse al suolo.
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Responsabilità liquidatori: il danno da ritardo fallimento
La Corte di Cassazione conferma la responsabilità dei liquidatori, sia di diritto che di fatto, per aver ritardato la dichiarazione di fallimento di una società. L'ordinanza chiarisce che il danno va calcolato con il criterio della 'differenza dei netti patrimoniali', confrontando il patrimonio sociale al momento in cui l'insolvenza era manifesta con quello alla data effettiva del fallimento. La sentenza sottolinea come tale ritardo colpevole costituisca un grave inadempimento che comporta l'obbligo di risarcire l'aggravamento del dissesto finanziario.
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Incompatibilità medico competente: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un dirigente medico dipendente di un'Azienda Sanitaria Provinciale, confermando il divieto di svolgere l'attività di medico competente per privati. La Suprema Corte ha stabilito che l'incompatibilità del medico competente, prevista dal D.Lgs. 81/2008, si applica a tutto il personale assegnato a uffici pubblici con funzioni di vigilanza, indipendentemente dalle mansioni specifiche svolte dal singolo, al fine di prevenire qualsiasi potenziale conflitto di interessi.
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Prelazione tra coeredi: diritto personale e intrasmissibile
In un caso di conflitto tra prelazione agraria e prelazione tra coeredi, la Corte di Cassazione ha stabilito che quest'ultima è un diritto personalissimo e non si estende agli eredi del coerede originario. Di conseguenza, la vendita di una quota ereditaria da parte di questi ultimi non attiva il diritto di prelazione a favore di un altro coerede originario, lasciando spazio all'applicazione di altre forme di prelazione, come quella agraria vantata dal coltivatore diretto confinante.
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