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D.Lgs. 297/1994

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Contratto collettivo integrativo: Cassazione inammissibile
L'appello di una docente riguardante la mobilità per l'anno scolastico 2016/2017 è stato dichiarato inammissibile. La Corte di Cassazione ha stabilito che non può reinterpretare direttamente un contratto collettivo integrativo. Un ricorso di questo tipo è valido solo se denuncia la violazione di specifiche norme sull'interpretazione dei contratti o un conflitto con leggi di rango superiore, cosa che non è avvenuta nel caso di specie. La decisione dei giudici di merito è stata quindi confermata.
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Mobilità docenti: preferenze battono punteggio secondo la Cassazione
Una docente, assunta da GAE, aveva ottenuto ragione in appello lamentando un trattamento deteriore nella procedura di mobilità docenti 2016/2017 rispetto a colleghi con meno punti. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, accogliendo il ricorso del Ministero. Ha stabilito che, per quella specifica procedura, l'assegnazione delle sedi non si basava su una graduatoria unica di punteggio, ma sull'ordine delle preferenze espresse dai candidati all'interno di fasi distinte, legittimando la procedura differenziata prevista dalla normativa e dalla contrattazione collettiva.
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Titolo di specializzazione: durata biennale requisito
Un'insegnante si è vista negare la validità del suo titolo di specializzazione per il sostegno poiché non conseguito al termine di un corso di durata biennale. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo due punti fondamentali: primo, la parte rimasta contumace in primo grado può contestare in appello i fatti costitutivi della domanda; secondo, il requisito della durata biennale del corso, previsto dalla legge, è inderogabile e non può essere soddisfatto sommando le ore di diversi percorsi formativi.
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Carta Docente Precari: Il Diritto è Confermato
Il Tribunale di Bergamo ha riconosciuto il diritto alla Carta Docente Precari a due insegnanti con contratto a tempo determinato, condannando il Ministero per trattamento discriminatorio. La sentenza stabilisce che il beneficio di €500 annui per la formazione spetta a tutti i docenti, non solo a quelli di ruolo, in linea con la giurisprudenza europea e nazionale. Nessuna prescrizione è maturata.
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Progressione economica supplenti: sì alla parità
Con la sentenza n. 7658/2019, la Cass. Civ., Sez. Lavoro, ha dichiarato inammissibile il ricorso del Ministero dell'Istruzione. Il caso riguardava il diritto alla progressione economica supplenti, negata a un'assistente amministrativa con contratti a termine. La Corte ha preso atto della rinuncia del Ministero, basata sull'ormai consolidato orientamento che vieta la discriminazione retributiva tra personale di ruolo e precario, in linea con la direttiva UE 1999/70/CE.
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Periodo di prova non superato: si può essere riassunti?
Una docente, dopo un periodo di prova non superato in un precedente contratto, vince un nuovo concorso. L'amministrazione le nega l'assunzione, equiparando il mancato superamento della prova a un licenziamento per scarso rendimento. La Corte d'Appello ribalta la decisione, stabilendo che il periodo di prova non superato esaurisce i suoi effetti nel contratto specifico e non preclude una nuova assunzione. Si tratta di due istituti giuridici distinti e non assimilabili.
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Risarcimento docenti religione: la sentenza sul precariato
Un insegnante di religione cattolica ha ottenuto il risarcimento del danno per l'abusiva reiterazione di contratti a termine. Il Tribunale del Lavoro ha condannato l'amministrazione scolastica al pagamento di 4 mensilità, riconoscendo che il superamento del limite di 36 mesi su posti vacanti viola la normativa europea. Questa sentenza sul risarcimento docenti religione conferma l'orientamento della Cassazione, sanzionando il precariato nel settore pubblico.
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Carta del Docente Precari: Sì al Bonus di 500€
Un docente con contratti a tempo determinato per gli anni scolastici 2019-2023 ha richiesto e ottenuto il riconoscimento del diritto alla Carta del Docente. Il Tribunale di Pescara, basandosi sul principio di non discriminazione sancito dalla normativa europea e dalla giurisprudenza nazionale, ha condannato l'amministrazione scolastica ad attribuire al ricorrente il bonus di 500 euro annui per l'aggiornamento professionale, disapplicando la norma interna che lo riservava ai soli docenti di ruolo.
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Punteggio servizio militare: no al ricorso d’urgenza
Un'ordinanza del Tribunale di Brescia ha rigettato il ricorso d'urgenza di un aspirante membro del personale ATA che chiedeva un punteggio maggiore per il servizio militare svolto non in costanza di nomina. Il giudice ha ritenuto legittima la differenziazione del punteggio servizio militare prevista dal Ministero, escludendo sia il 'fumus boni iuris' che il 'periculum in mora', in linea con la recente giurisprudenza della Cassazione.
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