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D.L. 193/2016 — Anno 2023

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Altri anni per D.L. 193/2016

Finanziamento soci e presunzione di ricavi
Una società di costruzioni ha impugnato un avviso di accertamento basato sulla presunzione che un finanziamento soci infruttifero nascondesse ricavi non dichiarati. Dopo i rigetti nei primi due gradi di giudizio, la Cassazione ha emesso un'ordinanza interlocutoria. La Corte ha disposto il rinvio a nuovo ruolo per verificare l'efficacia della domanda di definizione agevolata presentata dalla contribuente ai sensi del D.L. 193/2016, accertando la corrispondenza tra le cartelle e il debito d'imposta.
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Rottamazione cartelle: estinzione giudizio tributario
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un giudizio tributario riguardante Ires, Irap e Iva a seguito dell'adesione di una società di trasporti alla rottamazione cartelle. La società ha usufruito della definizione agevolata prevista dall'art. 6 del D.L. n. 193/2016, provvedendo al pagamento integrale delle somme dovute. L'Amministrazione Finanziaria ha confermato il perfezionamento della procedura, portando alla cessazione della materia del contendere. La Corte ha stabilito che le spese di lite restano a carico di chi le ha anticipate e ha escluso il raddoppio del contributo unificato, trattandosi di una pronuncia di estinzione e non di rigetto.
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Definizione agevolata: guida alla chiusura delle liti
Una contribuente ha impugnato un avviso di accertamento basato su redditometro per l'anno 2004. Dopo i rigetti nei gradi di merito, ha presentato ricorso in Cassazione. Durante la pendenza del giudizio di legittimità, la parte ha aderito alla definizione agevolata prevista dal D.L. 193/2016, provvedendo al pagamento degli oneri richiesti. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, disponendo la compensazione delle spese legali per favorire la ratio conciliativa della norma.
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Società di comodo: condono e cessazione della lite
Una società di persone e il suo socio di maggioranza hanno impugnato avvisi di accertamento IRPEF basati sulla disciplina delle **società di comodo**. I contribuenti sostenevano che la mancata operatività fosse dovuta a ritardi amministrativi per la realizzazione di un impianto sportivo. Dopo i rigetti nei gradi di merito, in Cassazione i ricorrenti hanno chiesto la cessazione della materia del contendere per adesione a un condono fiscale. La Suprema Corte, rilevando la cancellazione della società e il decesso di un socio, ha disposto l'acquisizione integrale dei fascicoli di merito per verificare l'estinzione del giudizio, con particolare riguardo alle pendenze IVA.
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Rottamazione ter: estinzione del giudizio in Cassazione
Un contribuente ha impugnato un'iscrizione ipotecaria basata su cartelle di pagamento asseritamente mai notificate. Dopo il rigetto nei primi due gradi di giudizio, il caso è giunto in Cassazione. Durante il giudizio di legittimità, il ricorrente ha aderito alla Rottamazione ter, provvedendo al pagamento delle prime rate. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio per rinuncia, precisando che l'adesione alla definizione agevolata, anche se il pagamento non è ancora integrale, è sufficiente a chiudere il processo senza che la sentenza impugnata passi in giudicato.
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Rottamazione ter: estinzione giudizio in Cassazione
Un contribuente ha impugnato una cartella di pagamento emessa a seguito di un accertamento provvisorio. Durante il giudizio di legittimità, il ricorrente ha aderito alla Rottamazione ter, provvedendo al pagamento delle prime rate e rinunciando formalmente al ricorso. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, precisando che, sebbene il pagamento integrale non fosse ancora avvenuto a causa della rateizzazione in corso, la volontà di avvalersi della definizione agevolata e la rinuncia al ricorso sono sufficienti per chiudere il processo senza attendere il saldo finale.
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Estratto di ruolo: quando è possibile impugnarlo?
Una società di autoriparazioni ha impugnato un estratto di ruolo per contestare la mancata notifica di 24 cartelle esattoriali. Sebbene i primi gradi di giudizio avessero dato ragione al contribuente, la Corte di Cassazione ha ribaltato l'esito. La Suprema Corte ha chiarito che l'Agenzia delle Entrate-Riscossione può legittimamente difendersi tramite avvocati del libero foro. Fondamentalmente, l'impugnazione dell'estratto di ruolo è stata dichiarata inammissibile per carenza di interesse ad agire, poiché il contribuente non ha dimostrato un pregiudizio concreto (come la perdita di benefici o l'esclusione da appalti) richiesto dalle nuove norme introdotte nel 2021.
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Definizione agevolata: stop al ricorso in Cassazione
Una contribuente, titolare di una ditta individuale nel settore tessile, ha impugnato un avviso di accertamento basato su metodo analitico-induttivo per l'anno 2006, contestando l'inattendibilità della contabilità rilevata dall'ufficio. Dopo una sentenza d'appello favorevole all'Agenzia delle Entrate, la contribuente ha proposto ricorso in Cassazione. Tuttavia, nelle more del giudizio, la parte ha scelto di aderire alla definizione agevolata prevista dalla normativa vigente, provvedendo al pagamento del debito tributario. A seguito del deposito dell'atto di rinuncia al ricorso e della prova del versamento, la Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, confermando che in tali casi non è dovuto il raddoppio del contributo unificato.
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Definizione agevolata: chiarimenti in Cassazione
Una società ha impugnato il recupero di un credito IVA derivante da una fusione societaria, contestato dal fisco per omessa dichiarazione della frazione d'esercizio. Durante il giudizio di legittimità, la contribuente ha presentato istanza di definizione agevolata. Tuttavia, la Corte ha rilevato incongruenze tra i numeri identificativi delle cartelle esattoriali e una condotta processuale ambivalente della società, che ha continuato a insistere nel merito della causa. Per tali ragioni, i giudici hanno disposto un rinvio per ottenere chiarimenti necessari sulla reale volontà di concludere la lite.
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Rottamazione cartelle: estinzione del processo
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo per un contribuente che ha aderito alla rottamazione cartelle. Il contenzioso originava da accertamenti bancari relativi a II.DD. e IVA per l'anno 2007. Dopo aver intrapreso la definizione agevolata ai sensi del d.l. 193/2016, il ricorrente ha fornito prova del pagamento degli importi dovuti. La Corte ha riscontrato la cessazione della materia del contendere, disponendo la compensazione delle spese di lite ed escludendo il raddoppio del contributo unificato.
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Definizione agevolata: stop ai processi in Cassazione
Una società operante nel settore nautico ha impugnato un avviso di accertamento relativo all'indebita deduzione di costi per un'imbarcazione di lusso, considerata dal Fisco come bene non inerente all'attività d'impresa. Dopo i rigetti nei primi due gradi di giudizio, la causa è giunta in Cassazione. La contribuente ha tuttavia presentato istanza di estinzione del giudizio per aver aderito alla **definizione agevolata** dei carichi affidati alla riscossione. La Suprema Corte ha emesso un'ordinanza interlocutoria, rinviando la causa a nuovo ruolo per consentire all'Agenzia delle Entrate di verificare la regolarità della procedura di sanatoria e confermare l'estinzione del debito.
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Definizione agevolata: stop al ricorso in Cassazione
Uno studio legale associato ha impugnato una cartella di pagamento per IVA e IRAP, contestando la notifica e l'assenza di autonoma organizzazione. Durante il giudizio di Cassazione, il contribuente ha aderito alla definizione agevolata prevista dalla legge, pagando il debito e rinunciando alla lite. La Suprema Corte ha quindi dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse, confermando che l'adesione alla sanatoria estingue la materia del contendere.
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Definizione agevolata e inammissibilità del ricorso
Un contribuente ha impugnato un avviso di liquidazione relativo all'imposta di donazione. Durante il giudizio di legittimità, il ricorrente ha richiesto la cessazione della materia del contendere invocando la definizione agevolata. Nonostante la documentazione prodotta non provasse in modo specifico l'istanza per l'atto oggetto di causa, la Corte ha rilevato che la volontà espressa dal contribuente di avvalersi della sanatoria determina una carenza di interesse a proseguire il ricorso. Di conseguenza, il ricorso è stato dichiarato inammissibile, con compensazione delle spese e senza l'obbligo di versare il doppio contributo unificato.
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Agevolazione prima casa: le regole sulla residenza
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di due contribuenti contro la revoca dell'agevolazione prima casa. L'Agenzia delle Entrate aveva recuperato le imposte ordinarie poiché i soggetti non avevano trasferito la residenza nei termini di legge. I ricorrenti hanno invocato la forza maggiore a causa di ritardi nei lavori di ristrutturazione e l'esistenza di un giudicato favorevole per un condebitore solidale. Inoltre, è stata segnalata l'adesione alla definizione agevolata dei carichi pendenti. La Corte ha sospeso la decisione per verificare se la sanatoria fiscale copra effettivamente l'atto impugnato.
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Rottamazione quater: stop al ricorso in Cassazione
Un contribuente ha impugnato una cartella esattoriale relativa a imposte non versate risalenti al 1989. Durante la pendenza del giudizio in Cassazione, il ricorrente ha presentato istanza di Rottamazione quater ai sensi della Legge 197/2022, depositando la prova del pagamento della prima rata e la rinuncia ai giudizi pendenti. La Suprema Corte ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse, stabilendo la compensazione delle spese e l'esclusione del raddoppio del contributo unificato.
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Procura alle liti: validità del formato digitale
La Corte di Cassazione ha emesso un'ordinanza interlocutoria in merito alla validità della procura alle liti nel contesto del processo civile telematico. Il caso riguarda una procura originariamente cartacea, poi digitalizzata e allegata a un ricorso nativo digitale notificato via PEC. Data la complessità della questione e la necessità di un orientamento uniforme, la Corte ha deciso di sospendere la decisione in attesa del pronunciamento delle Sezioni Unite, fissato per l'inizio del 2024, per chiarire se tale modalità di conferimento dell'incarico sia rituale o meno.
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Definizione agevolata e chiusura liti fiscali
La controversia nasce dall'impugnazione di avvisi di accertamento emessi contro un professionista per il mancato versamento dell'IVA su prestazioni veterinarie rese a un ente pubblico. Dopo i rigetti nei primi due gradi di giudizio, il contribuente ha fatto ricorso in Cassazione. Durante la pendenza del giudizio di legittimità, il ricorrente ha aderito alla **definizione agevolata** prevista dal D.L. n. 193/2016, saldando i debiti tributari oggetto della lite. La Suprema Corte, preso atto dell'avvenuto pagamento e della regolarità dell'istanza, ha dichiarato l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere.
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Rottamazione: estinzione del giudizio in Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'adesione alla **rottamazione** delle cartelle esattoriali determina l'estinzione del giudizio di legittimità, anche qualora il contribuente non abbia completato il pagamento integrale delle rate previste. Nel caso di specie, un contribuente aveva impugnato un'iscrizione ipotecaria ottenendo ragione in appello. L'Agente della Riscossione aveva proposto ricorso in Cassazione, ma la successiva adesione del contribuente alla definizione agevolata ha fatto venir meno l'interesse alla prosecuzione della lite. La Corte ha chiarito che la dichiarazione di volersi avvalere della sanatoria, accompagnata dall'impegno a rinunciare al giudizio, configura un'ipotesi di estinzione ex lege che prevale sulla prosecuzione del processo.
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Rottamazione-ter e ricorso in Cassazione
Un'associazione di produttori agricoli ha impugnato un accertamento contributivo dell'INPS. Durante il giudizio di legittimità, l'associazione ha documentato l'adesione alla **Rottamazione-ter** per sanare il debito. La Corte di Cassazione ha rilevato che l'impegno alla rinuncia ai giudizi pendenti, insito nella definizione agevolata, determina la sopravvenuta carenza d'interesse alla decisione. Di conseguenza, il ricorso è stato dichiarato inammissibile, con compensazione delle spese e senza raddoppio del contributo unificato.
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Definizione agevolata e ricorso in Cassazione
Un imprenditore agricolo ha impugnato una cartella esattoriale relativa a contributi previdenziali omessi. Durante la pendenza del giudizio di legittimità, il ricorrente ha dichiarato di essersi avvalso della definizione agevolata dei carichi fiscali (cosiddetta rottamazione-ter). La Corte di Cassazione ha stabilito che l'adesione a tale procedura, implicando l'impegno a rinunciare ai giudizi pendenti, determina una sopravvenuta carenza d'interesse alla decisione. Di conseguenza, il ricorso è stato dichiarato inammissibile, con la compensazione delle spese tra le parti e l'esclusione del raddoppio del contributo unificato.
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