LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

D.L. 119/2018

Pagina 33 di 40

Definizione agevolata: l’acquirente d’azienda batte il fisco
Un'azienda acquista un ramo d'azienda da un'altra società. Successivamente, riceve dal fisco una cartella di pagamento per debiti IVA non pagati dal venditore. L'acquirente chiede di accedere alla definizione agevolata per chiudere la pendenza. L'Agenzia delle Entrate rifiuta la richiesta, sostenendo che la cartella sia un semplice atto di riscossione e non un atto impositivo. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso dell'acquirente. I giudici stabiliscono che se la cartella è il primo e unico atto con cui il fisco comunica la pretesa al coobbligato, essa ha valore di atto impositivo. Di conseguenza, la controversia è definibile e il giudizio principale viene dichiarato estinto.
Continua »
Definizione agevolata: stop alla lite fiscale senza vincitori
Un geometra impugnava due avvisi di accertamento emessi dall'Agenzia delle Entrate per gli anni 2008 e 2009, relativi a presunte irregolarità nelle fatturazioni e deduzioni di costi. Dopo alterne vicende nei primi gradi di giudizio, il contribuente proponeva ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio di legittimità, il professionista presentava domanda di definizione agevolata ai sensi del Decreto Legge n. 119 del 2018, dimostrando il pagamento degli importi dovuti e delle prime rate. Poiché nessuna delle parti ha richiesto la trattazione della causa entro i termini di legge, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere. Di conseguenza, la lite tributaria si è conclusa definitivamente senza una decisione sul merito delle contestazioni originarie, con spese a carico di chi le ha anticipate.
Continua »
Definizione agevolata: la società vince e il fisco si ferma
Una società in liquidazione ha impugnato due avvisi di accertamento per presunte operazioni inesistenti. Dopo che la Commissione Tributaria Regionale ha dato ragione alla società, l'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso in Cassazione. Durante il giudizio di legittimità, il liquidatore della società ha presentato domanda di definizione agevolata ai sensi del d.l. 119/2018, provvedendo al pagamento delle somme dovute. Poiché l'ente impositore non ha presentato alcuna opposizione nei termini di legge, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo. Le spese giudiziarie sono rimaste a carico di chi le ha anticipate, confermando l'efficacia della definizione agevolata per chiudere definitivamente il contenzioso con il fisco.
Continua »
Definizione agevolata: il Fisco si ferma e cancella la lite
L'Agenzia delle Entrate ha notificato avvisi di accertamento a una società di autotrasporti e ai suoi soci per presunti maggiori ricavi basati su studi di settore. Dopo i primi gradi di giudizio, i contribuenti hanno proposto ricorso in Cassazione. Nelle more del processo, la società e i soci hanno aderito alla definizione agevolata delle controversie tributarie, pagando quanto dovuto. L'amministrazione finanziaria ha confermato la regolarità della procedura e i ricorrenti hanno rinunciato al ricorso. La Corte di Cassazione ha dichiarato estinto il giudizio per cessazione della materia del contendere, stabilendo che le spese restano a carico di chi le ha anticipate e che non è dovuto il raddoppio del contributo unificato.
Continua »
Definizione agevolata delle liti fiscali: il nodo delle prove
Una società in liquidazione, ammessa al concordato preventivo, ha impugnato due cartelle esattoriali emesse dall'Agenzia delle Entrate. I giudici di merito hanno accolto il ricorso del contribuente, ritenendo illegittima la riscossione dopo l'omologazione del concordato. L'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso in Cassazione. Nel corso del giudizio, la società ha richiesto l'estinzione del processo dichiarando di aver aderito alla definizione agevolata delle liti fiscali. Tuttavia, la Suprema Corte ha rilevato la mancanza di prove documentali nel fascicolo riguardanti l'effettiva presentazione dell'istanza di sanatoria. Di conseguenza, la Cassazione ha disposto il rinvio a nuovo ruolo della causa, concedendo alle parti sessanta giorni di tempo per depositare la documentazione necessaria a dimostrare l'avvenuta definizione della controversia.
Continua »
Definizione agevolata: la Cassazione corregge il proprio errore
L'Amministrazione Finanziaria ha negato la definizione agevolata a un contribuente, sostenendo che la cartella di pagamento impugnata non fosse un atto impositivo definibile. La Cassazione, in una precedente ordinanza, ha confermato il diniego ipotizzando erroneamente che il contribuente non avesse pagato le somme dovute. Gli eredi del contribuente hanno proposto ricorso per revocazione evidenziando l'errore di fatto del collegio. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, riconoscendo la svista materiale: il pagamento era stato regolarmente effettuato e la cartella di pagamento, costituendo il primo e unico atto di pretesa fiscale, rientrava pienamente nella definizione agevolata. Di conseguenza, la Corte ha revocato la precedente decisione, dichiarato estinto il giudizio principale e condannato l'ufficio fiscale alle spese.
Continua »
Sospensione dei termini di impugnazione: Fisco salvo dal ritardo
L'Amministrazione Finanziaria ha emesso due avvisi di accertamento IRES e IRAP contro una Società, contestando un presunto abuso del diritto per l'ammortamento dell'avviamento. La Società ha impugnato gli atti. I giudici d'appello hanno dichiarato inammissibile il ricorso del Fisco per tardività. La Corte di Cassazione ha invece stabilito che l'appello era tempestivo grazie alla sospensione dei termini di impugnazione di nove mesi prevista per le liti definibili in modo agevolato. Tale sospensione opera in modo automatico e si applica a entrambe le parti, non solo al contribuente. Di conseguenza, la Suprema Corte ha dichiarato estinto il giudizio per la parte IRAP (definita con condono) e ha accolto il ricorso del Fisco per la parte IRES, rinviando la causa per un nuovo esame del merito.
Continua »
Delega di firma avviso di accertamento: valida anche senza nome
L'Agenzia delle Entrate ha emesso un avviso di accertamento nei confronti di una socia per redditi societari non dichiarati. La contribuente ha impugnato l'atto, e i giudici d'appello lo hanno annullato ritenendo invalida la sottoscrizione del funzionario, poiché la delega non indicava nominativamente il firmatario. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che la delega di firma avviso di accertamento è valida anche se conferita tramite ordini di servizio generici che indicano solo la qualifica professionale del delegato, senza necessità del nome proprio. Di conseguenza, la Suprema Corte ha accolto il ricorso del Fisco, annullato la sentenza d'appello e rinviato la causa per un nuovo esame.
Continua »
Redditometro: la definizione agevolata chiude la lite col Fisco
L'Amministrazione Finanziaria ha notificato a un contribuente un avviso di accertamento basato sul redditometro, contestando un acquisto immobiliare da 300.000 euro a fronte di redditi dichiarati minimi. Il contribuente sosteneva che la provvista derivasse da un disinvestimento patrimoniale avvenuto anni prima. Dopo alterne decisioni nei primi gradi di giudizio, la controversia è giunta dinanzi alla Corte di Cassazione. Nelle more del giudizio di legittimità, il contribuente ha presentato domanda di definizione agevolata ai sensi del decreto legge n. 119/2018, provvedendo al pagamento integrale delle somme dovute. La Suprema Corte, verificata la regolarità della documentazione e dei versamenti eseguiti, ha dichiarato la cessazione della materia del contendere e la conseguente estinzione del giudizio, con spese a carico di chi le ha anticipate.
Continua »
Definizione agevolata della lite: il fisco tace ma perde
Il Contribuente ha chiuso una pendenza fiscale con l'Amministrazione Finanziaria tramite la definizione agevolata della lite, pagando tutte le rate previste. Tuttavia, l'Amministrazione Finanziaria non ha informato la Corte di Cassazione, che ha emesso una sentenza sfavorevole al cittadino, ormai ignaro del giudizio pendente. Scoperto l'inganno solo alla richiesta di pagamento delle spese legali, il Contribuente ha chiesto la revocazione della sentenza per dolo. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, dichiarando che il termine per agire decorre dalla scoperta del dolo e non dalla pubblicazione della sentenza. Di conseguenza, i giudici hanno dichiarato cessata la materia del contendere, rendendo inefficace la precedente decisione sfavorevole e disponendo la restituzione delle somme indebitamente versate.
Continua »
Definizione agevolata: Cassazione batte il Fisco sulle cartelle
L'Agenzia delle Entrate ha negato a un contribuente la definizione agevolata per una cartella di pagamento IRPEF derivante da un controllo automatizzato. Secondo il Fisco, l'atto non era un vero accertamento ma una semplice liquidazione, escludendo così la possibilità di condono. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'amministrazione finanziaria, stabilendo che la cartella di pagamento, rappresentando la prima comunicazione formale della pretesa fiscale, costituisce a tutti gli effetti una lite fiscale sanabile. Di conseguenza, il contribuente ha diritto alla definizione agevolata e l'Agenzia delle Entrate è stata condannata a pagare le spese di giudizio.
Continua »
Definizione agevolata delle sanzioni: no a sconti senza pagare
L'Amministrazione Finanziaria ha contestato a una società i prezzi di trasferimento applicati con una consociata estera. A seguito di una procedura amichevole internazionale, l'imponibile è stato ridotto e accettato dall'azienda. Quest'ultima ha richiesto la definizione agevolata delle sanzioni senza però provvedere al pagamento dell'imposta ridotta concordata. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della società, confermando che la definizione agevolata delle sanzioni richiede l'effettivo pagamento del tributo principale. Inoltre, la Corte ha escluso la sussistenza di un'incertezza normativa oggettiva, poiché la sanzione derivava dalla mancata consegna dei documenti richiesti e non da dubbi interpretativi sulla legge. L'azienda perde definitivamente la causa e viene condannata al pagamento delle spese di giudizio.
Continua »
Credito d’imposta per incremento occupazionale: vince il Fisco
L'Agenzia delle Entrate ha emesso un atto di recupero contro un'azienda che aveva utilizzato un credito d'imposta per incremento occupazionale senza dimostrare tutti i requisiti di legge. La Commissione Tributaria Regionale aveva dato ragione all'azienda, ritenendo sufficiente la prova delle assunzioni. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso del Fisco. I giudici hanno chiarito che, in tema di agevolazioni fiscali, spetta interamente al contribuente l'onere della prova di possedere tutti i requisiti previsti dalla legge, inclusa la presentazione della domanda alla Regione e l'inserimento in graduatoria. La sentenza è stata cassata con rinvio.
Continua »
Definizione agevolata delle liti tributarie: stop effetti futuri
Una società di vendita auto e i suoi soci impugnano gli avvisi di accertamento per violazioni sul regime del margine e vendite non fatturate negli anni 2014 e 2015. I contribuenti sostengono che la definizione agevolata delle liti tributarie ottenuta per l'anno 2013, unita a una sentenza favorevole di primo grado, crei un precedente definitivo applicabile anche agli anni successivi. La Corte di Cassazione respinge questa tesi, chiarendo che la sanatoria estingue il processo ma non rende definitiva la sentenza precedente. Tuttavia, la Suprema Corte accoglie il ricorso dei contribuenti su due punti fondamentali: il giudice d'appello ha omesso di verificare se l'IVA fosse già inclusa nel prezzo delle auto vendute e non ha esaminato i calcoli sul regime del margine. La causa viene rinviata per un nuovo esame.
Continua »
Accertamento integrativo: il fisco perde se riesamina vecchie carte
L'Agenzia delle Entrate ha emesso un secondo avviso di accertamento nei confronti di una società di bevande e della sua socia per l'anno 2011, dopo un primo controllo già definito. La socia ha estinto la sua posizione tramite definizione agevolata. Per la società, la Cassazione ha confermato l'annullamento dell'atto fiscale. La Corte ha stabilito che l'accertamento integrativo è illegittimo se si basa su una semplice rivalutazione di documenti già in possesso del fisco, senza la sopravvenuta conoscenza di elementi nuovi. Inoltre, l'amministrazione finanziaria non ha indicato tali elementi nella motivazione dell'atto, violando l'obbligo di specificazione a pena di nullità. Poiché l'ufficio non ha impugnato tutte le autonome ragioni della decisione d'appello, il ricorso è stato dichiarato inammissibile, confermando la vittoria della società.
Continua »
Compensazione spese di lite: Causa vinta? No se la legge cambia
Una cittadina impugna una cartella di pagamento per sanzioni amministrative. Durante la causa, una nuova legge cancella automaticamente il debito. Il giudice dichiara quindi cessata la materia del contendere, ma dispone la compensazione spese di lite, obbligando ogni parte a pagare il proprio avvocato. La cittadina ricorre fino in Cassazione, sostenendo di essere la 'vincitrice virtuale' e di aver diritto al rimborso. La Suprema Corte, però, le dà torto. Stabilisce che se la causa finisce per un evento esterno e imprevedibile come una nuova legge (factum principis), e non per il riconoscimento di un errore dell'ente, la compensazione spese di lite è una decisione legittima. La cittadina perde e viene condannata a pagare le ulteriori spese.
Continua »
Definizione Agevolata: Lite Fiscale Estinta Senza Sentenza
Un imprenditore aveva impugnato un avviso di accertamento con cui l'Agenzia delle Entrate contestava la deducibilità di alcuni costi. Mentre la causa era pendente in Cassazione, il contribuente ha aderito alla cosiddetta 'pace fiscale'. La Corte Suprema, prendendo atto della corretta adesione alla procedura, ha dichiarato la fine del processo. La sentenza stabilisce che la corretta adesione alla definizione agevolata delle liti comporta l'estinzione automatica del giudizio, senza che il giudice debba più valutare chi avesse ragione nel merito della pretesa fiscale originaria. Vince quindi il contribuente, che chiude la controversia pagando solo l'importo previsto dalla sanatoria.
Continua »
Fisco vs Azienda: Causa Chiusa con la Definizione Agevolata
Una società aveva impugnato un avviso di accertamento per maggiori imposte. Mentre la causa era pendente davanti alla Corte di Cassazione, l'azienda ha aderito alla procedura di definizione agevolata liti pendenti, pagando le somme dovute per chiudere la controversia. L'Agenzia delle Entrate ha confermato il pagamento. Di conseguenza, la Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, stabilendo che le spese legali restano a carico di chi le ha sostenute, come previsto dalla normativa sulla sanatoria.
Continua »
Agenzia e crediti privati: vince la giurisdizione giudice ordinario
Un consorzio privato ha citato in giudizio l'Agente della Riscossione per inadempimento contrattuale, accusandolo di non aver recuperato i suoi crediti a causa dell'applicazione di una legge per la cancellazione dei piccoli debiti. L'Agente della Riscossione sosteneva la mancanza di competenza del tribunale civile. La Corte di Cassazione ha invece confermato la giurisdizione del giudice ordinario. Il principio sancito è chiaro: quando l'Agente della Riscossione agisce per conto di un soggetto privato per recuperare crediti privati, il rapporto è di natura contrattuale e le relative controversie spettano al giudice civile, non a quello amministrativo o contabile.
Continua »
Definizione Agevolata: Azienda Annulla Accertamento e Vince
Una società riceve un avviso di accertamento per maggiori imposte IRES, IRAP e IVA. Dopo aver perso in primo grado e vinto in appello, il caso arriva in Cassazione su ricorso dell'Agenzia delle Entrate. Nel frattempo, la società aderisce alla definizione agevolata delle liti, una sorta di 'pace fiscale', e paga integralmente quanto dovuto. La Corte di Cassazione, preso atto del pagamento, non entra nel merito della questione e dichiara estinto il processo. La definizione agevolata ha quindi la precedenza, chiudendo definitivamente il contenzioso a favore della società che ha regolarizzato la propria posizione.
Continua »