LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

D.L. 119/2018 — Anno 2026

Pagina 2 di 7

Altri anni per D.L. 119/2018

Definizione agevolata delle liti pendenti: no al bis del Fisco
L'Agenzia delle Entrate contestava a una società la detrazione di un rimborso IVA su immobili tramite avviso di accertamento. Nelle more del processo, la società ha aderito alla definizione agevolata delle liti pendenti versando il dovuto. Successivamente, il Fisco ha notificato una nuova intimazione di pagamento per pretendere la restituzione integrale dello stesso rimborso IVA, sostenendo che la sanatoria non impedisse il recupero delle somme già erogate. I giudici di merito hanno annullato l'intimazione. La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità della pretesa erariale e respinto il ricorso dell'Ufficio. I giudici hanno chiarito che, una volta sanato l'accertamento, l'Amministrazione non può richiedere nuovamente l'intero importo del medesimo debito fiscale tramite atti di riscossione.
Continua »
Ricorso tributario cartaceo: la difesa in giudizio salva l’atto
Il Contribuente ha impugnato una richiesta di pagamento di oltre 85.000 euro per omessa notifica del previo atto impositivo. I giudici d'appello hanno dichiarato inammissibile il giudizio poiché la notifica dell'atto iniziale era avvenuta tramite formato cartaceo anziché telematico. L'Agente della Riscossione e l'Ente Impositore si erano comunque regolarmente costituiti in giudizio. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del privato, stabilendo un principio chiaro: la notifica di un ricorso tributario cartaceo inviata dopo il primo luglio 2019 non è inesistente, ma soltanto nulla. Tale difetto viene sanato se la controparte si costituisce e si difende in giudizio, avendo l'atto raggiunto il suo scopo. La sentenza impugnata è stata annullata con rinvio per l'esame del merito.
Continua »
Definizione agevolata: il Fisco chiude il contenzioso estero
L'Agenzia delle Entrate ha notificato un avviso di accertamento a un contribuente, sostenendo che mantenesse in Italia il centro dei propri interessi economici nonostante la residenza formale alle Isole Samoa. L'Ufficio ha quindi richiesto le imposte sugli interessi maturati su depositi bancari esteri. Dopo il decesso del contribuente, gli eredi hanno proseguito il giudizio. Nelle more del processo davanti alla Corte di Cassazione, gli eredi hanno aderito alla definizione agevolata prevista dalla legge, saldando l'importo concordato. L'amministrazione finanziaria ha attestato la regolarita dei pagamenti ed ha chiesto la fine della causa. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio e stabilito che le spese di lite restino a carico di chi le ha anticipate.
Continua »
Definizione agevolata sanzioni: lite vinta contro il Fisco
Una società immobiliare ha registrato in ritardo un contratto di locazione, provvedendo al versamento tardivo dell'imposta di registro, degli interessi e della relativa sanzione ridotta tramite ravvedimento operoso. L'Agenzia delle Entrate ha poi recapitato un ulteriore atto sanzionatorio. La società ha richiesto la definizione agevolata sanzioni per chiudere il contenzioso a costo zero, ma l'ente fiscale ha opposto un netto diniego, ritenendo la sanzione slegata dal tributo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, stabilendo che la sanzione per tardiva registrazione è direttamente collegata al tributo. Essendo l'imposta principale già integralmente estinta, la contribuente ha diritto alla chiusura gratuita della lite.
Continua »
Accertamento sintetico da redditometro: lite chiusa col Fisco
L'Agenzia delle Entrate notificava alla contribuente un avviso per accertamento sintetico da redditometro, contestando maggiori imposte e sanzioni per oltre settantottomila euro a seguito dell'acquisto di un immobile e quote societarie. I giudici di merito accoglievano le tesi difensive della cittadina, ritenendo le spese giustificate da disponibilità economiche pregresse, donazioni indirette familiari e affitti studenteschi. Il Fisco proponeva ricorso per Cassazione contestando la valutazione probatoria. Nelle more del giudizio di legittimità, la contribuente presentava domanda di adesione alla pace fiscale prevista dal Decreto Legge numero 119 del 2018. L'assenza di dinieghi o istanze di prosecuzione ha determinato la definitiva chiusura della vertenza.
Continua »
Accertamento induttivo e costi deducibili: vittoria in Cassazione
Un'impresa riceve un avviso di accertamento basato su indagini bancarie. Durante il processo, chiede la definizione agevolata pagando la prima rata con compensazione IVA, ma l'ufficio rifiuta. I giudici d'appello confermano il rifiuto e l'accertamento con una motivazione sintetica che richiama solo la sentenza di primo grado. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso dell'impresa. I giudici stabiliscono che la sentenza d'appello è nulla se si limita a una motivazione "per relationem" senza esaminare le difese del contribuente. Inoltre, in tema di accertamento induttivo e costi deducibili, la Corte riafferma che il contribuente può sempre dimostrare l'esistenza di costi di produzione forfettari da sottrarre ai maggiori ricavi presunti dai prelievi bancari. La causa viene rinviata per un nuovo esame.
Continua »
Processo tributario telematico: l’errore del Comune salva l’Ente
Un Ente Religioso impugna gli avvisi di accertamento IMU emessi dal Comune per una casa di ferie. Dopo alterne vicende nei primi gradi, la Cassazione accoglie il ricorso dell'Ente. La Corte stabilisce che, nell'ambito del processo tributario telematico, il mancato deposito delle ricevute di notifica PEC dell'appello entro trenta giorni comporta l'inammissibilità insanabile del ricorso di secondo grado. Tale vizio è rilevabile d'ufficio e non viene sanato dalla costituzione in giudizio della controparte. Di conseguenza, l'appello del Comune viene dichiarato inammissibile, confermando la vittoria dell'Ente Religioso e la definitività della sentenza di primo grado a lui favorevole.
Continua »
Definizione agevolata delle liti pendenti: il fisco tace e perde
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione che annullava un avviso di accertamento emesso nei confronti di un contribuente per presunte irregolarità legate a lavoratori non dichiarati. Nelle more del giudizio di Cassazione, il contribuente ha presentato domanda di definizione agevolata delle liti pendenti ai sensi del Decreto Legge 119/2018, provvedendo al pagamento della prima rata. Poiché l'ufficio finanziario non ha notificato alcun diniego entro i termini di legge e nessuna delle parti ha richiesto la trattazione della causa, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Le spese del processo sono rimaste a carico di chi le ha anticipate, confermando il perfezionamento della sanatoria fiscale.
Continua »
Notifica a mezzo PEC valida anche prima del processo telematico
Il Contribuente ha impugnato un avviso di accertamento per imposte locali emesso dal Comune. La Commissione Tributaria Regionale ha dichiarato inammissibile il ricorso perché la notifica a mezzo PEC era avvenuta nel 2015, prima dell'avvio ufficiale del processo tributario telematico nella regione, ritenendola inesistente. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso del Contribuente. I giudici hanno chiarito che, grazie a una norma di interpretazione autentica con valore retroattivo, la notifica a mezzo PEC nel processo tributario è pienamente valida anche se effettuata prima dell'attivazione formale del sistema telematico locale. La sentenza impugnata è stata quindi cassata con rinvio ad altra sezione per un nuovo giudizio.
Continua »
Agevolazione Tremonti Ambiente: il fisco perde sulla pace fiscale
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a un imprenditore l'indebito utilizzo dell'Agevolazione Tremonti Ambiente per l'acquisto di un macchinario di stampa, riducendo le perdite dichiarate senza però liquidare direttamente imposte o sanzioni. La Corte di Cassazione ha chiarito che anche il semplice disconoscimento di un beneficio fiscale costituisce un "atto impositivo" sostanziale. Di conseguenza, la controversia rientra nella definizione agevolata delle liti tributarie (cd. pace fiscale), con conseguente sospensione dei termini processuali. Nel merito, la Suprema Corte ha rigettato i ricorsi del fisco, confermando la correttezza del calcolo del sovraccosto ambientale effettuato dal contribuente in base alle norme europee applicabili all'epoca, le quali escludevano la detrazione dei profitti operativi futuri. Vince il contribuente.
Continua »
Definizione agevolata: stop alla lite fiscale tra Fisco e impresa
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione favorevole a una società contribuente, relativa a un avviso di accertamento per costi fittizi e IVA indebita. Durante il giudizio di Cassazione, la società ha richiesto la definizione agevolata della controversia ai sensi del Decreto Legge n. 119 del 2018, dimostrando la presentazione della domanda e il pagamento della prima rata. Poiché è decorso il termine di legge senza che nessuna delle parti abbia chiesto la prosecuzione del giudizio, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo. Le spese di giudizio sono rimaste a carico di chi le ha anticipate.
Continua »
Nota di variazione in diminuzione: il fisco perde in Cassazione
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a una società l'emissione di una nota di variazione in diminuzione e l'omessa trasmissione dei dati di una dichiarazione d'intento. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del fisco. Riguardo alla nota di variazione in diminuzione, i giudici hanno chiarito che la restituzione materiale degli acconti non è necessaria se il conguaglio avviene tramite compensazione con successive fatture. Sulla mancata trasmissione della dichiarazione d'intento, la Corte ha stabilito che si tratta di una violazione formale e non sostanziale, poiché non incide sulla determinazione dell'imposta o della base imponibile. Di conseguenza, tale irregolarità è pienamente sanabile attraverso la definizione agevolata prevista dalla legge. Vince la società contribuente.
Continua »
Prescrizione dei tributi locali: la Cassazione taglia le cartelle
Il caso riguarda un contribuente che ha impugnato un'intimazione di pagamento per diverse cartelle esattoriali. La Corte di Cassazione ha stabilito che per i tributi locali si applica la prescrizione dei tributi locali di cinque anni, accogliendo il ricorso del cittadino su questo punto. Inoltre, la Corte ha confermato lo stralcio automatico dei debiti inferiori a mille euro affidati alla riscossione tra il 2000 e il 2010. Infine, i giudici hanno rilevato un'omessa pronuncia da parte del giudice d'appello sulla richiesta di compensazione tra debiti e crediti presentata dal contribuente. La sentenza è stata cassata con rinvio alla Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado della Basilicata per un nuovo esame dei fatti.
Continua »
Impugnazione dell’estratto di ruolo: stop ai ricorsi facili
Il Contribuente ha contestato trenta cartelle esattoriali tramite l'impugnazione dell'estratto di ruolo. L'Agente della Riscossione ha fatto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha stabilito che i debiti inferiori a mille euro si annullano automaticamente per legge, determinando la cessazione della materia del contendere. Per i debiti superiori, invece, l'impugnazione dell'estratto di ruolo è stata dichiarata inammissibile. Infatti, secondo la nuova normativa applicabile anche ai processi in corso, l'estratto di ruolo non è direttamente impugnabile, salvo che il debitore dimostri uno specifico pregiudizio concreto, come l'esclusione da appalti pubblici o la perdita di benefici amministrativi. Di conseguenza, la Cassazione ha accolto parzialmente il ricorso dell'Agente della Riscossione, annullando la decisione precedente senza rinvio.
Continua »
Definizione agevolata: la società chiude la lite con il Fisco
Una società di produzione conciaria ha ricevuto un avviso di accertamento dall'Agenzia delle Entrate per maggiori imposte IRES, IRAP e IVA relative all'anno 2010, derivanti da rimanenze di magazzino e ammortamenti indeducibili. Dopo alterne vicende nei gradi di merito, la società ha proposto ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio di legittimità, la contribuente ha aderito alla definizione agevolata prevista dalla legge, documentando il pagamento integrale del dovuto. Non essendo stata presentata alcuna istanza di trattazione dalle parti, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, ponendo le spese a carico di chi le ha anticipate.
Continua »
Cessata materia del contendere: debito a zero e fermo annullato
Il Contribuente ha impugnato il preavviso di fermo amministrativo emesso dall'Agente della Riscossione per un debito IRPEF. Nel corso del giudizio di Cassazione, il debito è stato interamente annullato grazie allo stralcio dei carichi fino a mille euro previsto dalla legge. Di conseguenza, il debito residuo è sceso a zero euro. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato la cessata materia del contendere, determinando l'estinzione del giudizio. Poiché l'estinzione è derivata da un fatto sopravvenuto per legge, la Corte ha stabilito che il Contribuente non deve pagare il doppio contributo unificato, compensando di fatto le spese in assenza di attività difensiva della controparte.
Continua »
Sospensione dei termini processuali: no al doppio sconto estivo
Il caso nasce dall'impugnazione di un avviso di accertamento IRPEF. La Corte di Cassazione ha chiarito che la sospensione straordinaria di nove mesi (prevista per la definizione agevolata delle liti fiscali) e la sospensione feriale estiva non si possono sommare se i due periodi coincidono o si sovrappongono. Il Contribuente aveva presentato appello oltre la scadenza calcolata senza il cumulo, ritenendo invece applicabile la doppia sospensione. I giudici hanno respinto il ricorso, confermando che la sospensione dei termini processuali feriale viene assorbita da quella straordinaria per evitare una duplicazione ingiustificata dei tempi. Il Contribuente perde la causa ed e condannato al raddoppio del contributo unificato.
Continua »
Fisco vince: valida la delega di firma avviso di accertamento
L'Agenzia delle Entrate ha emesso un avviso di accertamento contro Il Contribuente per recuperare a tassazione costi non giustificati. Il Contribuente ha impugnato l'atto sostenendo la nullità della firma per difetto di delega. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Fisco, stabilendo che la delega di firma avviso di accertamento non richiede l'indicazione nominativa del delegato né un limite temporale, essendo sufficiente l'individuazione tramite la qualifica ricoperta. La Corte ha inoltre respinto la richiesta di estinzione per sanatoria fiscale, poiché Il Contribuente non ha provato l'effettivo pagamento e la presentazione della domanda. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio.
Continua »
Definizione agevolata: il ricorso decade anche senza saldo
Una contribuente impugnava un preavviso di iscrizione ipotecaria emesso dall'Agenzia delle Entrate per debiti relativi a IRPEF, IVA e IRAP. Dopo i rigetti nei primi due gradi di giudizio, la contribuente ricorreva in Cassazione lamentando vizi di notifica e prescrizione dei crediti. Nelle more del giudizio, la contribuente presentava domanda di definizione agevolata ai sensi della normativa sulla pace fiscale. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuto difetto di interesse. La presentazione dell'istanza di definizione agevolata, pur in assenza della prova del pagamento di tutte le rate, manifesta la volontà di definire la pendenza tributaria, facendo venir meno l'interesse a una decisione sul merito della controversia.
Continua »
Sospensione dei termini processuali: il Fisco perde contro l’eolico
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione che riconosceva a una società energetica la deduzione fiscale per la costruzione di un parco eolico, ritenuta tempestiva entro i limiti della normativa agevolativa. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché depositato oltre i termini di legge. I giudici hanno chiarito che la sospensione straordinaria di nove mesi per la definizione delle liti non si cumula con la sospensione feriale estiva se quest'ultima è interamente compresa nel periodo di blocco straordinario. Di conseguenza, la sospensione dei termini processuali calcolata dall'Amministrazione finanziaria era errata, rendendo il ricorso tardivo. L'Agenzia delle Entrate è stata condannata al pagamento delle spese di giudizio.
Continua »