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Art. 913 Codice Civile — Sezione Sezioni Unite Civile

Altri anni per Art. 913 Codice Civile

Scolo delle acque e canali artificiali: la Cassazione decide
La Pubblica Amministrazione ha concesso a un'azienda agricola il prelievo di risorse idriche, qualificandole come residui irrigui. Il Consorzio di gestione delle reti idriche ha impugnato l'atto per difendere il proprio reticolo di canali artificiali. I giudici di merito hanno respinto il ricorso, negando la violazione delle regole sul naturale scolo delle acque ed escludendo il potere del Consorzio di agire in giudizio. La Corte di Cassazione a Sezioni Unite ha ribaltato la decisione. Gli Ermellini hanno chiarito che le norme civilistiche regolano soltanto il deflusso naturale tra fondi confinanti, escludendo le acque convogliate dall'uomo tramite canalizzazioni. La Suprema Corte ha inoltre riconosciuto la piena legittimazione del Consorzio a contestare concessioni amministrative illegittime.
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Domanda nuova art. 183 c.p.c.: quando è lecita?
Le Sezioni Unite della Cassazione hanno stabilito che, in una causa per negatoria servitutis, se il convenuto contesta la proprietà dell'attore, quest'ultimo può legittimamente presentare una domanda nuova ex art. 183 c.p.c. per l'accertamento della proprietà con efficacia di giudicato. Tale domanda è ammissibile non solo all'udienza di trattazione, ma anche con la prima memoria scritta, in quanto considerata una reazione difensiva connessa alla vicenda sostanziale originaria, in linea con i principi di economia processuale e ragionevole durata del processo.
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