LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 90 Codice di Procedura Penale — Anno 2024

Altri anni per Art. 90 Codice di Procedura Penale

Prescrizione del reato: Cassazione annulla condanna
Un imputato era stato condannato in appello per sostituzione di persona e tentata truffa. La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza senza rinvio, non entrando nel merito dei motivi di ricorso, ma dichiarando l'estinzione dei reati per intervenuta prescrizione. La decisione sottolinea come il decorso del tempo possa estinguere l'azione penale, chiudendo definitivamente il procedimento.
Continua »
Costituzione parte civile: danno morale e omissione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un motociclista condannato per omissione di soccorso. L'imputato sosteneva l'illegittimità della costituzione parte civile dei familiari della vittima, dato che il decesso non era stato causato dalla sua omissione. La Corte chiarisce che i familiari non chiedevano un risarcimento per la morte, ma per il danno morale subito a causa del mancato soccorso al loro congiunto. Pertanto, la loro richiesta era legittima.
Continua »
Efficacia riflessa del giudicato: IVA e accise
Una società petrolifera si vede annullare un accertamento IVA grazie all'efficacia riflessa del giudicato. Una precedente sentenza favorevole sulle accise ha reso illegittima la pretesa del Fisco sull'IVA, data la stretta dipendenza tra i due tributi. La Cassazione accoglie il ricorso.
Continua »
Patrocinio a spese dello Stato: escluso il terzo?
La Corte di Cassazione ha stabilito che il proprietario di un bene sequestrato in un procedimento penale, se non è indagato o imputato, non ha diritto al patrocinio a spese dello Stato per le procedure penali. La sentenza chiarisce che l'elenco dei beneficiari previsto dalla legge è tassativo. Il terzo può, tuttavia, richiedere il beneficio in un separato giudizio civile per il risarcimento dei danni.
Continua »
Stabile convivenza: Cassazione sulla prova dell’aggravante
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per omicidio aggravato, chiarendo che la "stabile convivenza" ai fini penali è una situazione di fatto che non richiede la registrazione anagrafica formale. La Corte ha stabilito che la prova della relazione affettiva e della comunanza di vita, basata su elementi concreti e ammissioni dell'imputato, è sufficiente per integrare l'aggravante. Viene inoltre respinta la doglianza sulla presunta violazione del diritto di difesa, poiché l'imputato era stato ampiamente messo in condizione di difendersi su tale circostanza nel corso del processo.
Continua »