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Art. 9 Codice di Procedura Penale — Sezione Seconda Penale

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Altri anni per Art. 9 Codice di Procedura Penale

Prova ricettazione: spiegazione che non convince basta
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'imputata condannata per ricettazione di gioielli. La sentenza ribadisce che, ai fini della prova ricettazione, l'incapacità dell'imputato di fornire una spiegazione attendibile sul possesso di beni di provenienza illecita è un elemento sufficiente a dimostrare la consapevolezza del reato. La Corte ha inoltre confermato il principio della 'perpetuatio jurisdictionis', secondo cui la competenza territoriale determinata all'inizio del processo non muta anche in caso di separazione delle posizioni degli imputati.
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Competenza territoriale truffa: la guida della Cassazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 25992/2025, ha chiarito un punto cruciale sulla competenza territoriale truffa. Nel caso di frodi realizzate tramite pagamenti su carte con IBAN, assimilabili a bonifici, il reato si considera consumato non dove la vittima effettua il versamento, ma nel luogo in cui il truffatore consegue l'ingiusto profitto, ovvero presso la filiale bancaria dove è aperto il conto corrente collegato alla carta. La Corte ha quindi annullato le sentenze di merito che avevano individuato la competenza nel luogo del pagamento, rinviando il processo al tribunale del luogo in cui si trovava il conto del beneficiario.
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Confisca per riciclaggio: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 25777/2025, si è pronunciata su un complesso caso di riciclaggio di metalli preziosi, affrontando questioni cruciali sulla competenza territoriale e sulla portata della confisca per riciclaggio. La Corte ha dichiarato inammissibili i ricorsi di alcuni imputati, ribadendo che la confisca può riguardare l'intero 'prodotto' del reato, ovvero i beni stessi oggetto dell'attività di riciclaggio, e non solo il profitto. Ha annullato con rinvio la sentenza limitatamente alla posizione di un'imputata per carenza di motivazione sul suo contributo causale.
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Competenza territoriale riciclaggio: l’ultimo atto
Un indagato per riciclaggio di autovetture ha contestato la competenza del Tribunale di Genova, indicando quello del suo luogo di residenza. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo un principio chiave sulla competenza territoriale riciclaggio: quando non è possibile determinare con certezza il luogo della prima azione illecita, la competenza spetta al giudice del luogo dell'ultimo atto noto della condotta criminosa (in questo caso, l'imbarco delle auto a Genova), criterio che prevale su quello della residenza dell'indagato.
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Competenza territoriale associazione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 11591/2025, si è pronunciata su un caso di associazione a delinquere finalizzata a truffe nel settore automobilistico. Il fulcro della decisione riguarda la corretta individuazione della competenza territoriale associazione. La Corte ha stabilito che la competenza si radica nel luogo in cui l'attività del sodalizio criminoso diventa per la prima volta percepibile all'esterno, e non dove viene stretto l'accordo iniziale. Ha inoltre annullato con rinvio la sentenza d'appello limitatamente alla mancata motivazione sul diniego delle attenuanti generiche per alcuni imputati, confermando nel resto l'accertamento di responsabilità.
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Competenza per territorio: decide il reato connesso
In un caso di ricettazione e porto illegale di armi, la Cassazione ha stabilito i criteri per la competenza per territorio. Quando il luogo del reato più grave (ricettazione) è ignoto, la giurisdizione spetta al giudice del luogo in cui si è consumato il reato connesso, in questo caso il porto d'armi. Essendo un reato permanente, la consumazione avviene dove cessa la condotta, cioè al momento del sequestro, e non dove ha avuto inizio.
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Truffa contrattuale: quando e dove si consuma il reato
La Corte di Cassazione si pronuncia su un caso di truffa contrattuale, stabilendo che il reato non si consuma con il pagamento, ma con il verificarsi del danno effettivo. Nel caso di specie, due soggetti sono stati condannati per aver venduto una partita di merce, incassato il pagamento su un conto estero e poi aver fatto sparire i beni dal magazzino prima della consegna. I ricorsi, basati sull'incompetenza territoriale del tribunale italiano, sono stati respinti. La Corte ha chiarito che, essendo la merce esistente, il reato si è perfezionato nel luogo in cui è avvenuta la sottrazione dei beni (in Italia), e non dove è stato ricevuto il pagamento. Questa sentenza è cruciale per definire il momento consumativo e la giurisdizione nella truffa contrattuale.
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Competenza territoriale: limiti alla riproposizione
La Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per truffa, chiarendo i limiti sulla riproposizione dell'eccezione di competenza territoriale. L'eccezione, respinta in primo grado, non può essere riproposta in appello con argomentazioni nuove e diverse, consolidando la competenza del primo giudice.
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