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Art. 9 Codice Civile — Sezione Quinta Civile

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Impugnazione per revocazione: ammissibile con ricorso?
La Cassazione ha analizzato il caso di un contribuente che aveva presentato sia un ricorso per cassazione sia una impugnazione per revocazione contro la stessa sentenza tributaria. La Corte ha stabilito che i due rimedi sono proponibili contemporaneamente, cassando la decisione regionale che aveva dichiarato inammissibile il ricorso per revocazione. Ha inoltre accolto i motivi relativi alla contraddittorietà della motivazione e alla violazione del principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato.
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Revocazione sentenza: quando è inammissibile?
Una contribuente ha tentato la revocazione di una sentenza tributaria sfavorevole, sostenendo la falsità della firma su un avviso di ricevimento. Dopo che la sua querela di falso è stata dichiarata inammissibile, la Corte di Cassazione ha rigettato il suo ricorso. La Corte ha chiarito che per la revocazione straordinaria non basta avviare un procedimento per falso, ma è necessaria una sentenza che accerti e dichiari tale falsità, confermando inoltre la perentorietà dei termini per la revocazione ordinaria.
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Giurisdizione pignoramento tributario: la Cassazione
L'Agenzia delle Entrate ha contestato la giurisdizione del giudice tributario su un atto di pignoramento. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la giurisdizione sul pignoramento tributario spetta al giudice tributario quando i vizi lamentati non riguardano l'atto esecutivo in sé, ma gli atti impositivi presupposti, come un avviso di accertamento non notificato.
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Ricorso per revocazione: quando è ammissibile?
La Corte di Cassazione chiarisce che il ricorso per revocazione è il rimedio corretto per contestare un errore di fatto in una sentenza di secondo grado, anche se i termini per l'appello in Cassazione non sono scaduti. Il caso riguarda un appello dell'Agenzia delle Entrate dichiarato inammissibile per un presunto mancato deposito di un documento, che in realtà era stato regolarmente depositato. La Suprema Corte ha cassato la decisione precedente, affermando la specificità e l'autonomia del rimedio della revocazione per gli errori fattuali.
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Società a ristretta base sociale: utili ai soci?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 16035/2025, ha stabilito che la presunzione di distribuzione degli utili ai soci in una società a ristretta base sociale si applica anche quando la compagine sociale è composta da altre società e non direttamente da persone fisiche. La Corte ha chiarito che ciò che rileva è la sostanza economica e il controllo effettivo concentrato in poche mani, indipendentemente dagli schermi societari. Inoltre, ha confermato che anche i maggiori redditi derivanti da costi disconosciuti sono considerati utili extracontabili e, quindi, presuntivamente distribuiti ai soci.
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