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Art. 9 Codice Civile — Anno 2025

Altri anni per Art. 9 Codice Civile

Termine per impugnare: quando il ricorso è tardivo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una socia contro la liquidazione giudiziale di una S.r.l. Il motivo è il mancato rispetto del termine per impugnare la sentenza d'appello. L'ordinanza chiarisce che il ricorso è stato presentato oltre il termine di sei mesi dalla pubblicazione della sentenza, senza che si applichi la sospensione feriale dei termini.
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Fondi retribuzione accessoria: no all’aumento automatico
Un gruppo di medici dirigenti ha citato in giudizio il proprio datore di lavoro, un'azienda sanitaria, sostenendo che i loro fondi per la retribuzione accessoria fossero stati determinati illegittimamente perché non incrementati in proporzione alle nuove assunzioni. La Corte di Cassazione ha respinto la loro richiesta, stabilendo che i contratti collettivi non impongono un automatismo nell'incremento dei fondi per la retribuzione accessoria. Al contrario, richiedono un adeguamento 'congruo', che implica una valutazione discrezionale da parte del datore di lavoro, bilanciando l'aumento del personale con i vincoli di bilancio.
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Giurisdizione pignoramento tributario: la Cassazione
L'Agenzia delle Entrate ha contestato la giurisdizione del giudice tributario su un atto di pignoramento. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la giurisdizione sul pignoramento tributario spetta al giudice tributario quando i vizi lamentati non riguardano l'atto esecutivo in sé, ma gli atti impositivi presupposti, come un avviso di accertamento non notificato.
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Ricorso per revocazione: quando è ammissibile?
La Corte di Cassazione chiarisce che il ricorso per revocazione è il rimedio corretto per contestare un errore di fatto in una sentenza di secondo grado, anche se i termini per l'appello in Cassazione non sono scaduti. Il caso riguarda un appello dell'Agenzia delle Entrate dichiarato inammissibile per un presunto mancato deposito di un documento, che in realtà era stato regolarmente depositato. La Suprema Corte ha cassato la decisione precedente, affermando la specificità e l'autonomia del rimedio della revocazione per gli errori fattuali.
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Indennità posizioni organizzative: no al cumulo
Un dipendente pubblico si era visto riconoscere dai giudici di merito il diritto a una doppia indennità per essere stato titolare di due distinte posizioni organizzative. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, affermando che il principio di onnicomprensività della retribuzione per chi ricopre tali ruoli vieta il cumulo delle indennità posizioni organizzative, anche in caso di plurimi incarichi.
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Società a ristretta base sociale: utili ai soci?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 16035/2025, ha stabilito che la presunzione di distribuzione degli utili ai soci in una società a ristretta base sociale si applica anche quando la compagine sociale è composta da altre società e non direttamente da persone fisiche. La Corte ha chiarito che ciò che rileva è la sostanza economica e il controllo effettivo concentrato in poche mani, indipendentemente dagli schermi societari. Inoltre, ha confermato che anche i maggiori redditi derivanti da costi disconosciuti sono considerati utili extracontabili e, quindi, presuntivamente distribuiti ai soci.
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Lavoro festivo infrasettimanale: la decisione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un'azienda ospedaliera, confermando il diritto di alcuni infermieri a un compenso specifico per il lavoro festivo infrasettimanale. La decisione si fonda sull'impossibilità di rimettere in discussione un principio di diritto già stabilito dalla stessa Corte in una fase precedente dello stesso processo, che sancisce la cumulabilità tra l'indennità di turno e la retribuzione per la festività lavorata.
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