LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 881 Codice Civile — Anno 2025

Altri anni per Art. 881 Codice Civile

Distanze legali: le norme antisismiche prevalgono
Un proprietario ha citato in giudizio il vicino per opere edilizie illegittime. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13201/2025, ha stabilito due principi fondamentali: primo, la denuncia della violazione delle distanze legali tra edifici include implicitamente anche le normative antisismiche, che non possono essere considerate tardive se sollevate in corso di causa. Secondo, la chiusura di un cavedio con una copertura in un centro storico ("Zona A") costituisce una nuova costruzione, vietata dalle norme urbanistiche. La Corte ha quindi annullato la decisione d'appello, rinviando il caso per un nuovo esame.
Continua »
Distanza alberi confine: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso sulla distanza alberi confine tra un privato e un condominio. Il condominio aveva acquisito per usucapione il diritto di mantenere gli alberi a una distanza inferiore a quella legale. La Corte ha stabilito che tale diritto prevale sulla norma che consente di tenere piante contro un muro divisorio, specialmente se questo è una recinzione mista. L'appello del privato è stato respinto, confermando che l'usucapione consolida la situazione e che le richieste di risarcimento per la caduta di foglie richiedono prove specifiche.
Continua »
Distanze tra costruzioni: Cassazione su scala e muro
La Corte di Cassazione si è pronunciata su una controversia immobiliare riguardante il rispetto delle distanze tra costruzioni. Il caso verteva sull'illegittimità di una scala esterna e di una sopraelevazione. La Corte ha rigettato sia il ricorso principale, che contestava l'ordine di arretramento della scala, sia quello incidentale, relativo alla sopraelevazione su un muro ritenuto comune. L'ordinanza chiarisce che anche le strutture accessorie come le scale rientrano nel calcolo delle distanze e che il permesso edilizio non sana eventuali violazioni delle norme civilistiche.
Continua »
Servitù coattiva: quando si presume e si estingue
La Corte di Cassazione chiarisce che una servitù di passaggio, anche se costituita con un contratto, si presume abbia natura di servitù coattiva se creata per ovviare all'interclusione di un fondo. Di conseguenza, tale servitù può essere estinta se l'interclusione cessa. La Corte ha cassato la sentenza d'appello che si era limitata a constatare l'origine volontaria del diritto senza indagare sulla reale intenzione delle parti, stabilendo che spetta al giudice di merito verificare se l'accordo dimostri inequivocabilmente la volontà di sottoporsi al regime delle servitù volontarie, vincendo così la presunzione legale.
Continua »